Siria: ucciso Raed Fares, difensore dei diritti umani e simbolo della ribellione contro Assad

By 25 novembre 2018Diritti umani, In evidenza

Era già sfuggito ad un altro attentato dove gli avevano frantumato le ossa e perforato un polmone.

di Vito Nicola Lacerenza


Pochi giorni fa a Kafranbel, città a nord-ovest della Siria, è stato ucciso uno degli uomini simbolo della rivoluzione siriana,  il 46enne Raed Fares. L’attivista per i diritti umani siriano che, nel 2013, ha fondato una radio privata, chiamata “Fresh Radio”, per chiedere più diritti al dittatore del suo Paese, Bashar al-Assad, e per far ascoltare ai connazionali canzoni americane o in lingua inglese. Tale scelta musicale, se agli occhi di moltissimi occidentali può sembrare innocua, è stata vista come un “sacrilegio” dai gruppi fondamentalisti islamici che, dal 2016, imperversano in Siria. Per questi ultimi l’America è “ Satana da combattere” e la musica è proibita. Fino all’ultimoRaed Fares ha tentato di opporsi al divieto, arrivando persino ad essere rapito dai miliziani dell’ISIS. Una volta rilasciato,  Raed Fares è stato costretto a  non trasmette più musica. Così lui ha sostituito questa con versi di animali: galline, pecore, uccelli, con cori da stadio e col ticchettio di orologio.

L’obiettivo di  Raed Fares consisteva nel ridicolizzare l’estremismo islamico, beffeggiandolo. Tale atteggiamento ha fatto infuriare i gruppi islamisti, specie quando  Raed Fares ha deciso di far condurre alcuni programmi radiofonici dalle donne, considerate dagli estremisti “esseri inferiori e impuri”. Le continue provocazioni, secondo la polizia siriana, hanno fatto esplodere l’ira dei fondamentalisti che, alla fine, hanno deciso di uccidere Raed Fares. L’uomo, di ritorno dal lavoro, è stato raggiunto da una raffica di mitra mentre era in macchina con un  amico, Hammoud al Juneid.  Già in passato,  Raed Fares era stato raggiunto da una pioggia di proiettili mentre tornava in auto dal lavoro. Ma, in quell’occasione, se l’era cavata con diverse fratture e la perforazione di un polmone. Raed Fares era consapevole dei rischi che correva e portava sempre con sé una pistola. Ma non è stata sufficiente a salvarlo nell’ultimo agguato.

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