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Ambiente & Turismo

Sardegna, gli incendi non si fermano. Partono le raccolte fondi e l’OIPA invia cibo per gli animali rimasti colpiti

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Gli incendi in Sardegna vanno avanti da più di una settimana e le previsioni per i prossimi giorni non fanno ben sperare. Si indaga sulle cause e il Presidente della Regione, Solinas, dirama lo stato di allerta. Intanto partono le raccolte fondi per aiutare chi è rimasto in difficoltà e si chiede più attenzione al cambiamento climatico.

di Giulia Di Felice

La terra continua a bruciare. No, non è il titolo di un film né tantomeno di una canzone. È la triste realtà di quello che sta accadendo in questi giorni in Sardegna, nell’Oristanese, dove 20.000 ettari di terreno sono andati bruciati e oltre 1.500 persone sono state costrette ad evacuare. E mentre le catene di aiuti umanitari ripartono, sempre più solidali davanti a questi disastri, la procura indaga sulle cause degli incendi.

Ma che siano dolosi o colpa del cambiamento climatico, purtroppo la conclusione è la medesima. I roghi di fuoco stanno lasciando una scia di morte e disperazione dietro di sé, colpendo tutto: vegetazione, animali e uomini. Le altissime temperature, molto frequenti in questo periodo dell’anno, contribuiscono in modo significativo al divampare di questi incendi, che partono dalle zone in cui la vegetazione è più fitta. Ad oggi, dopo ormai una settimana di incendi, la Protezione Civile, i Vigili del Fuoco e il Corpo Forestale stanno lavorando ininterrottamente per mettere in sicurezza le aree più a rischio. Inoltre, le previsioni per le prossime settimane continuano a segnalare alte temperature e forti venti che potrebbero alimentare ulteriormente le fiamme. Proprio per questo, il Presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas ha diramato lo stato di allerta.

Si stima, però, che i danni provocati sfiorino quasi il miliardo di euro. Case andate distrutte ma anche aziende agricole ormai sull’orlo del tracollo che hanno perso terreni e animali, alcuni morti per via del fuoco altri a causa del monossido di carbonio inalato. Insomma, quello che si para davanti agli occhi di chi guarda la Sardegna non è uno scenario roseo. Anzi. Oltretutto, gli incendi, distruggendo un primo substrato del terreno, portano con sé anche un altro grande problema che riguarda il rischio idrogeologico, per cui le aree ora colpite potrebbero essere più soggette ad alluvioni. E per di più, come se non bastasse già da solo il rischio della pandemia, questi catastrofici eventi stanno allontanando il turismo dalla zona dell’Oristanese, dove iniziano ad arrivare le prime disdette di prenotazioni.

Cambiamento climatico: bisogna trovare una soluzione sostenibile

Il cambiamento climatico, inutile negarlo, ha un considerevole impatto in tutte queste vicende. Dagli annuali e sempre più frequenti incendi in Sardegna, in Sicilia, o in altre parti del mondo (ricordiamo tutti i roghi in Australia nel dicembre 2019), alle alluvioni in nord Italia o le ultime avvenute in Germania e in Belgio. Il surriscaldamento globale sta apportando grandi e gravi cambiamenti all’ecosistema, tali da far collassare – lentamente ma in modo irreversibile – tutto quello che abbiamo davanti.

C’è bisogno di intervenire in modo concreto e tempestivo, affinché i disastri ambientali non diventino davvero all’ordine del giorno. Proprio per questo, negli ultimi anni abbiamo visto nascere diversi movimenti con l’intenzione di portare all’attenzione dei cittadini e dei governi di tutto il mondo il problema della crisi climatica e le possibili soluzioni. Uno di questi è Ener2Crowd.com, la prima piattaforma di crowdfunding ambientale ed energetico in Italia, il cui claim è «Tu cosa stai facendo per combattere il climate change? Investi nel tuo futuro!».

La piattaforma, dedicata esclusivamente alla sostenibilità ambientale e alle energie rinnovabili, nasce come mezzo per la lotta al cambiamento climatico e, guardando a quanto sta accadendo in questi giorni, ribadisce ancora una volta quanto sia importante prendere in mano le redini della situazione e iniziare ad investire in risorse naturali ed in energia rinnovabile, così da poter invertire il trend.

OIPA: avviata raccolta fondi per aiutare gli animali rimasti colpiti

Un’altra enorme tragedia legata agli incendi è proprio quella che tocca da vicino gli animali. Cavalli, uccelli, cani, gatti, pecore, sono migliaia gli animali che hanno trovato la morte a causa del fuoco. “È una catastrofe di proporzioni incalcolabili: più di 1.500 sfollati costretti a lasciare le proprie abitazioni, oltre 20.000 gli ettari di territorio bruciati tra l’Oristanese e l’Ogliastra, alberi millenari distrutti, un’ecatombe di animali soffocati dal fumo e intrappolati nelle fiamme” riferisce Roberto Fadda, delegato dell’OIPA.

Proprio per questo, l’Organizzazione Internazionale Protezione Animali  ha inviato 16 quintali di cibo agli animali vittime dei roghi e avviato una raccolta fondi per portare aiuti agli animali segnalati in situazioni in grave in difficoltà.

“Una nuova strada di armonia tra l’uomo e il territorio”

Danni incalcolabili, dunque, ma che potrebbero essere ridimensionati con l’aiuto di donazioni e di sensibilizzazione. Tuttavia, affinché non bisogni intervenire nuovamente a posteriori c’è da chiedersi cosa si può fare affinché questi eventi dannosi non si verifichino più. Primo fra tutti, secondo il Presidente della Regione Sardegna, Christian Solinas, è necessario intervenire per “tracciare una nuova strada di armonia tra la presenza umana e la gestione del territorio e la salvaguardia del nostro immenso e prezioso patrimonio ambientale”. Successivamente, però, bisognerà anche pensare a procedure di ristoro snelle e soprattutto rapide per tutti coloro che, negli incendi, hanno perso casa e attività. Perché, nell’anno della ripartenza, non ci si può e non ci si deve fermare di nuovo.