Salvini riceve al Viminale una delegazione di venezuelani:” Guaidò è l’unico rappresentante del popolo eletto democraticamente”


Il ministro dell’Interno ha incontrato una delegazione di venezuelani che ha chiesto una posizione netta dell’Italia per il ripristino della democrazia secondo le loro regole costituzionali. Con loro anche la Lidu onlus

Non le manda a dire il ministro dell’Interno Matteo Salvini dopo aver incontrato ieri al Viminale una delegazione di cittadini venezuelani, con i quali ha voluto ‘vederci chiaro’ sulla drammatica situazione di un paese ormai ridotto alla fame sotto il regime del dittatore Nicolás Maduro. ”Maduro è fuorilegge, affama, incarcera e tortura il suo popolo.
Spero in elezioni libere e democratiche il prima possibile. Sono vicino ai milioni di Italiani, e discendenti di Italiani, che vivono, resistono e soffrono in #Venezuela” ha twittato il leader della Lega al termine dell’incontro durante il quale la delegazione del Venezuela, coordinata dalla giornalista Marinellys Tremamunno, ha potuto rendere testimonianza su quanto sta accadendo nel loro martoriato paese. “E’ inammissibile che l’Italia si sia astenuta nel voto europeo a sostegno di Juan Guaidò, unico rappresentante politico eletto democraticamente dal popolo” – ha detto con forza la Tremamunno – “ e questa astensione è ancora più grave anche in considerazione dei tanti italo – venezuelani che devono prendere tristemente atto del voltafaccia proprio del loro paese d’origine: l’Italia!” Secondo la spiegazione dei venezuelani presenti Juan Guaidò, presidente dell’assemblea nazionale regolarmente eletto nel 2015,    diventa presidente ad interim ai sensi dell’art. 233 della Costituzione per traghettare il Venezuela al più presto verso elezioni democratiche. Dall’altro lato Nicolas Maduro, sul quale pesano gravi violazioni dei diritti umani contro la sua stessa popolazione, in evidente scontro con la maggioranza dell’Assemblea Nazionale, aveva creato già dal 2017 un organo collaterale a cui ha dato il nome di Assemblea Nazionale Costituente, non previsto dalla Costituzione. Con il placet di tale struttura non costituzionale e con il paese ormai allo sbando, si è fatto rieleggere il 20 maggio 2018, anticipando la data  prevista per la nuova elezione e ponendo il veto a tutti i leader e ai partiti di opposizione.

In effetti il suo mandato presidenziale precedente è scaduto solo il 10 gennaio 2019, dato oggettivo che mette in luce l’anomalia della elezione del 20 maggio 2018. A questo si aggiungono una serie di involontarie defezioni dell’Alta Corte di Giustizia, all’interno della quale lo stesso Maduro ha provveduto ad epurare con la carcerazione o costringendoli all’esilio, tutti i componenti non allineati al suo regime. Una situazione che ha creato un malcontento generale che è presto sfociato in aperta ribellione, provocato oltretutto anche dalla pessima gestione economica del paese stesso. Dunque è chiaro che Juan Guaido non si è autoproclamato presidente ad interim del Venezuela, è stato proclamato presidente dall’Assemblea, e in questo ruolo è presidente della Repubblica ad interim,  fino alla convocazione delle prossime elezioni come stabilito nell’articolo 233 della  Costituzione del 1999 ( promulgata sotto la presidenza di Ugo Chavez).  Una situazione che ha motivato anche la Lidu onlus ad intervenire che, presente all’incontro con una sua rappresentanza, ha chiesto la chiara e netta difesa dei diritti umani in Venezuela e l’aiuto per tutti gli italiani residenti o cittadini di origini italiane del paese ormai in conclamata guerra civile.


Subito dopo l’incontro, Salvini nel partecipare come ospite a Quarta repubblica, programma condotto da Nicola Porro su Rete 4, ha espresso seria preoccupazione riguardo alla crisi umanitaria che ha fatto piombare  il Venezuela in una guerra civile. Inoltre, il ministro si è “impegnato a difendere” il popolo venezuelano dai soprusi del regime di Nicolás Maduro.”Ho ascoltato tutti i problemi di una comunità che vive in un regime che affama e terrorizza- ha detto Salvini- Mi hanno parlato di negozi vuoti, ospedali in difficoltà, di 7mila casi di tortura documentati, di legami con narcotrafficanti. E ci sono 160mila italiani residenti in Venezuela che sono alla disperazione. Mi sono impegnato a difendere e sostenere democrazia, diritti, libertà e lavoro”. Sebbene, al termine del suo intervento, Salvini abbia precisato  di non voler “fare ingerenze in un Paese straniero”, il ministro si è detto consapevole della pessima figura dell’astensione italiana nella compagine europea sul caso Venezuela e della necessità di difendere i diritti umani. Non così gli alleati di Governo, i 5 stelle,  la cui  posizione rispetto alla crisi venezuelana è quella di mantenere la neutralità, aspettando che le due parti contrapposte, il regime di Nicolás Maduro e il fronte dell’opposizione guidato da  Juan Guaidó, raggiungano un accordo. L’immobilismo dell’Italia, rispetto ad una delle crisi umanitarie più terribili degli ultimi tempi, non corrisponde alla linea politica adottata dagli altri Stati UE, che hanno già riconosciuto  Juan Guaidó presidente ad interim del Venezuela.

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