Tragedia di Casteldaccia, il superstite Giordano chiede aiuto alle istituzioni


Giuseppe Giordano dopo lo sterminio della famiglia chiede un supporto psicologico, risorse economiche e attende che siano prese a carico del comune le spese per i funerali delle vittime come assicurato dal sindaco Orlando

Un boato e la forza dirompente dell’acqua travolge tutto lasciando incredulità, dolore e difficoltà di andare avanti. Una tragedia senza fine, quella avvenuta a Casteldaccia in Provincia di Palermo nella notte tra il 3 e il 4 novembre 2018, dove il maltempo con piogge torrenziali ha provocato l’esondazione del fiume Milicia che ha colpito con violenza una villetta, uccidendo nove persone. Il superstite Giuseppe Giordano con la figlia Asia lancia un appello «Andare avanti non è per niente semplice. Ci siamo resi conto che abbiamo urgente bisogno di un supporto psicologico, sia io che mia figlia Asia, e purtroppo servono risorse economiche per spese che da solo non posso affrontare. Per questo chiedo aiuto e sostegno alle istituzioni politiche e sanitarie e a quanti grazie alla loro sensibilità sono nelle condizioni di venire incontro alla necessità che è diventata ormai indifferibile»

Una famiglia sterminata: la moglie Stefania Catanzaro, 32 anni, il figlio Federico di 15 anni, e Rachele di 1 anno; i genitori di Giordano, Antonino di 65 anni e la moglie Matilde Comito di 57. La sorella Monia Giordano, 40 anni, il figlio Francesco, di 3 anni, il fratello di Giuseppe Marco, 32 anni e la nonna del piccolo Francesco, Nunzia Flamia, di 65 anni. In attesa di soluzione la questione delle spese dei nove funerali che sarebbero state a carico del comune come aveva assicurato il sindaco Leoluca Orlando «Abbiamo già presentato agli uffici comunali la documentazione necessaria per il contributo alle spese – dice il legale del commerciante, l’avvocato Anthony De Lisi – e ci è stato assicurato dai collaboratori del sindaco Orlando che presto il problema sarà risolto e non abbiamo alcun motivo di dubitare»

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