Social Network

Ambiente & Turismo

Roma, Capitale del Verde in Crisi

Pubblicato

-

Tempo di lettura: 2 minuti

Ecoitaliasolidale: “Una città che taglia alberi sani e non li sostituisce mette a rischio ambiente, salute e sicurezza”

Una Capitale che si dichiara “verde” ma che, tra il 2021 e il 2023, ha perso quasi 18.000 alberi e ne ha piantati appena 2.400. A denunciarlo è Piergiorgio Benvenuti, Presidente Nazionale di Ecoitaliasolidale, che lancia un nuovo allarme sulla gestione fallimentare del verde urbano a Roma, chiedendo un piano straordinario di intervento per il monitoraggio, la cura e la tutela del patrimonio arboreo.

“Non siamo più di fronte a episodi isolati, ma a un processo sistematico di impoverimento ambientale – denuncia Benvenuti – con alberi adulti, spesso ancora vitali, abbattuti senza criteri chiari e con sostituzioni sporadiche, ben al di sotto di quanto richiesto dal Regolamento del Verde.”

Verde urbano abbandonato, rischio sanitario e ambientale crescente

Nonostante Roma vanti il primato europeo con 85.000 ettari di aree verdi (pari al 67% del territorio cittadino) e 50.000 ettari di terreni agricoli, la realtà è di abbandono e incuria: alberi non monitorati, potature rare o errate, attacchi parassitari senza risposte. I crolli di rami e tronchi sono sempre più frequenti e in alcuni casi hanno provocato vittime, feriti e ingenti danni materiali.

Particolarmente grave è la situazione delle Pinete di Castel Fusano e Castel Porziano, devastate da incendi e dall’invasione della cocciniglia tartaruga (Toumeyella parvicornis). Questo insetto, arrivato nel 2018, ha colpito circa l’80% dei pini della Capitale, ovvero 120.000 alberi, distruggendo più di 120 ettari di pineta.

Non bastano nuovi alberi, serve gestione scientifica e continua

“Piantare alberi è importante, ma non basta – afferma Benvenuti –. Occorre garantire potature regolari ogni 5 anni, trattamenti fitoterapici tempestivi e un sistema di controllo continuo, come indicato dalle linee guida internazionali e da esperti del settore come il Prof. Luigi Campanella.”

Secondo lo stesso Campanella, ogni romano ha a disposizione solo 17 mq di verde fruibile, sotto la media nazionale di 20 mq. Una carenza che si riflette sulla qualità della vita e sulla salute pubblica, soprattutto nei mesi estivi.

Uno studio pubblicato su The Lancet ha dimostrato che aumentare del 30% la copertura arborea nelle città ridurrebbe del 40% i decessi legati all’afa.

Dalla teoria 3-30-300 alla “fitopoli”: il verde urbano come diritto e necessità

Nel corso della recente Giornata Nazionale dell’Albero, Benvenuti ha rilanciato la teoria del ricercatore olandese Cecil Konijnenijk, fondata su tre numeri chiave:

Ogni persona dovrebbe poter vedere almeno 3 alberi dalla propria finestra;

Il 30% del quartiere dovrebbe essere coperto da vegetazione;

Nessun cittadino dovrebbe abitare a più di 300 metri da un parco.

Tale visione, unita ai progetti europei come Grow Green e alle iniziative sostenute dal PNRR, punta a trasformare le città in “fitopoli”, dove la natura è integrata nel tessuto urbano come strumento di prevenzione, benessere e resilienza climatica.

Roma può ancora diventare un modello – Ma il tempo stringe

“Roma ha tutto per essere un modello di sostenibilità urbana – conclude Benvenuti – ma non può più permettersi una gestione come quella attuale del suo immenso patrimonio verde. Servono impegni concreti, competenze, risorse mirate e una visione a lungo termine. Gli alberi non sono un problema: sono parte della soluzione per il clima, la salute e la qualità della vita.”

Advertisement