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Diritti umani

Roma. Alla Casa del Cinema la Pia Opera Universitaria con Cinema e Società: focus su inclusione e difesa dei più fragili

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Il cinema è un rilevante veicolo di sensibilizzazione dei cittadini verso i problemi più attuali… Inclusione in primis. Cinema e Società organizzato dalla Pia Opera Universitaria dimostra il valore sociale della settima arte con testimonial eccellenti: il regista Alfredo Civita e l’attore Franco Nero

di Damiana Cicconetti

Il 15 settembre, alle ore 18:00, presso la Casa del Cinema di Roma, in Largo Marcello Mastroianni, si è svolto Cinema e Società, il pregevole evento organizzato dalla Pia Opera Universitaria volto a sensibilizzare i cittadini sui problemi sociali più rilevanti del momento.

Nella prima parte della serata è stato presentato lo short film intitolato Lingua Madre, diretto dal regista Alfredo Civita; a seguire, l’attore Franco Nero ha presentato il suo libro, Django e gli altri, Molte storie, Una vita.

A moderare impeccabilmente l’evento il Prof. Gennaro Colangelo, docente presso il Consorzio Universitario Humanitas e presso la LUMSA – Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma. 

La Pia Opera Universitaria non ha potuto non avvalersi del sostegno di imprese ed enti particolarmente sensibili alle tematiche sociali, quali Clinica Villa Benedetta Group, European Brokers Assicurazioni ed Omava Produzioni; senza dimenticare le rilevanti collaborazioni dell’Associazione Culturale Artisti Italiani e di Rete Sociale, molto attiva nella tutela delle persone fragili.

L’evento ha confermato che il cinema è un rilevante veicolo di sensibilizzazione dei cittadini verso i problemi più attuali… Inclusione in primis.     

   

In effetti, lo short film Lingua Madre non ha potuto non commuovere gli ospiti presenti, raccontando la storia di migrazione di un giovane rifugiato che, per fortuna, è stato accolto da un maresciallo dei Carabinieri non limitatosi a compiere il proprio dovere ma andato oltre, evidentemente parlando la stessa lingua dello straniero.

Perché l’umanità non ha lingua, né colori e/o etnie; di contro, è innata in ciascun essere umano.

Per questo motivo lo short film di Alfredo Civita è così straordinario: perché tocca il cuore, evidenziando il vero protagonista di una storia che, fortunatamente, si conclude bene.

…Protagonista che è, di certo, un ragazzo ma, invero, l’Umanità che, al di là della diversa lingua parlata, rende simili e, anzi eguali.

Perché talvolta il silenzio è più eloquente di mille e più parole se ci si riesce a comprendere con uno sguardo, facendo sì che sia il nostro cuore ad interloquire per noi.

Del resto, la sensibilità rientra in un concetto ampio di maternità, permettendo a chiunque di parlare proprio la Lingua Madre… Sempre che lo si desideri, si intende!

Perché siamo esseri umani e non possiamo non essere umani! Dobbiamo – o meglio dovremmo – guardare oltre.

Non a caso è il mare sconfinato a dare avvio a questa storia di speranza.

…Un mare che non pochi esseri umani ha visto patire e finanche morire nelle sue acque.

E il mare – come uno sguardo – non si può spiegare a chi, guardandolo, non vede altro che acqua.

Deve essere per questo che un Carabiniere, dotato di sensibilità ed umanità, non può compiere solo il suo dovere ma arriva finanche a salutare, in modo ufficiale, colui che non si limita a soccorrere.

Magistrale l’interpretazione degli attori: Mohamed El Sayed, Emmanuel Casaburi e Manuela Arcidiacono.    

Indimenticabile e particolarmente commovente l’immagine del dono delle scarpe da parte del Carabiniere; come pure la corsa finale del ragazzo che, felice, indossa quelle stesse scarpe, per correre incontro al futuro, senza dubbio immaginandolo migliore di quello che non è stato in grado di garantirgli il Paese d’origine.

Lo stesso Franco Nero, ricordando molti eventi legati alla sua lunga carriera, ha messo in rilievo proprio le questioni sociali che hanno costituito il substrato della sua filmografia ma, invero, non solo, non dimenticando la disponibilità dei grandi interpreti a portare in scena tante e tali tematiche, per comprenderle e, al contempo, risolverle. Di certo, impegnandosi al massimo nel tentativo di poterle vedere risolte. Proprio come è accaduto a lui, vissuto così lontano dal suo bel Paese.

Un cenno, infine, ai rilevanti interventi della Prof.ssa Paola Dalla Torre, Studiosa di Cinema e Audiovisivo, nonché di Monsignore Luigi Mistò e del Filosofo Rocco Pezzimenti che hanno evidenziato, ognuno nel proprio ambito, l’elemento che accomuna ciascun essere umano: la sensibilità, o meglio la carità cristiana, ovvero l’umanità, che dir si voglia.

Non a caso il Generale dell’Arma dei Carabinieri, Presidente Marcello Gentile non ha potuto non concedere l’utilizzo del proprio logo ad un sì pregevole evento.

Credit Photo by Damiana Cicconetti

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