Ricardo Merlo e la riforma del voto all’estero: si può candidare solo chi risiede oltre confine


Sul futuro del voto all’estero riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di plauso all’operato del sottosegretario Ricardo Merlo a firma Paolo Buralli Manfredi, Segretario DNA (Destra Nazionale in Australia)

‘Notiamo con estremo piacere che, il Sottosegretario Riccardo Merlo con il Movimento MAIE,  hanno preso atto che la modifica della legge elettorale effettuata prima delle ultime elezioni politiche, in particolare all’ art.6 comma 2,  è un indecenza ed è di fatto stata una modifica che si potrebbe considerare tranquillamente illogica e anticostituzionale. L’On Tremaglia, fraterno amico del nostro Presidente Giuseppe Cossari, che introdusse il voto all’estero, aveva ben compreso l’importanza del candidato residente nella circoscrizione estera e per questo aveva inserito la clausola dei cinque anni, il senso del testo era: “ Si poteva candidare solo chi risiedeva nella Circoscrizione da almeno 5 anni”. L’inserimento era logico perché e’ evidente che per rappresentare gli Italiani residenti all’estero il Deputato o Senatore doveva conoscere il territorio, le comunità degli italiani residenti sul territorio, le leggi, gli usi e costumi nonché la cultura del paese di residenza, per lavorare e creare le condizioni favorevoli per i connazionali che rappresentava, condizioni migliorative che dovevano svilupparsi sia da parte italiana,  come anche da parte della circoscrizione estera dove era residente.

Per quanto sopra scritto noi di Destra Nazionale in Australia ( DNA ) condividiamo pienamente l’intento del Sottosegretario Riccardo Merlo e del Movimento MAIE che come noi conosce perfettamente le reali condizioni di Noi Italiani all’estero e dei reali problemi che andrebbero affrontati e risolti. Per questo appoggeremo ogni iniziativa che possa ripristinare un’ingiustizia che noi riteniamo persino personale, visto che, proprio nelle ultime elezioni politiche, al nostro Presidente Giuseppe Cossari con questa modifica e’ stata negata, a nostro parere in modo incostituzionale, la possibilità di candidarsi e battere i candidati del PD che, di fatto, con questa modifica hanno estromesso l’unico vero avversario che avevano nella circoscrizione estera AAOA. Chiudiamo ricordando che oltre al fatto che non si possano candidare all’estero i residenti in Italia, sicuramente andrebbe anche cancellato l’Art 6 Comma 2 inserito da Fiano che ha vietato le candidature a personaggi che avevano solo la colpa di essere stati candidati o aver ricoperto posizioni pubbliche nella circoscrizione estera nei cinque anni precedenti la data delle elezioni. Ricordiamo a tutti che ricoprire cariche importanti nella circoscrizione estera dovrebbe essere un vantaggio non uno svantaggio, perché conoscere le regole,  le leggi e quant’altro nel paese ospitante, potrebbe sicuramente essere d’aiuto per sostenere e rappresentare i propri connazionali residenti all’estero!’

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