Il genio quasi sconosciuto – The almost unknown genius


di emigrazione e di matrimoni

Il genio quasi sconosciuto

“Che cos’è il genio? È la fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione”. Queste parole pronunciate dal narratore descrivono uno dei personaggi chiave di un film cult italiano quasi sconosciuto all’estero.

Il film “Amici Miei” descrive le “zingarate” di cinque personaggi, apparentemente di successo ma ciascuno con motivi personali seri che costringono loro a fuggire dalla propria realtà quotidiana.

Questo film è considerato uno dei film comici italiani più importanti in assoluto.

Ma quelle parole descrivono perfettamente anche Mario Monicelli il regista del film che, benché fosse molto popolare nel Bel Paese, non ha mai ottenuto il riconoscimento internazionale che il suo lavoro avrebbe dovuto garantire.


Però, come molti, anzi troppi, registi, attori e cantanti italiani, malgrado il suo successo nazionale pochi all’estero conoscono il suo nome perché i film sono italiani in tutti i sensi, a partire dalla nostra lingua. Ne abbiamo avuto una prova nel cercare un paio di filmati per accompagnare questo articolo. Su YouTube erano quasi esclusivamente nella nostra lingua e non ci meravigliamo.

Per fortuna, la scena cult di “Amici miei” non ha bisogno di parole. Questa scena, un’avventura da ragazzini compiuta da adulti, fa ridere ma come tutti i suoi film, “Amici miei” mette insieme risate con lacrime, tragedia con felicità fino al punto che persino un funerale diventa la scena di una delle beffe dei suoi protagonisti.

Parole e azioni.

Il bello di fare le ricerche è sempre scoprire facce inedite di personaggi che ci fanno capire non solo i personaggi, ma anche la nostra vita. Non poteva essere altrimenti con un regista come Monicelli che ha descritto la vita d’Italia nel corso di secoli.

In un’intervista con l’autore e critico del cinema Alberto Pallotta nel 2002, Monicelli disse “Senza questi elementi, fame, morte, malattia e miseria noi non potremmo far ridere in Italia.”

Basta leggere alcuni dei titoli dei suoi successi per capire che Monicelli davvero utilizza questi elementi per dimostrare le lotte quotidiane non solo de “l’italiano medio”, ma anche dei potenti, dei ladri, degli avventurieri o presunti tali e di ogni categoria della nostra società, antica e moderna.

Chissà quanti lettori nel leggere i nomi dei seguenti film si rendevano conto fino a questo momento che tutti questi film famosi sono legati insieme dal filo comune di Monicelli. “La Grande Guerra” “I Soliti Ignoti”, “Il Marchese del Grillo”, “Il male oscuro”, “L’Armata Brancaleone”, “Brancaleone alle Crociate”, “I Compagni”, “Speriamo che sia femmina”, “Un Borghese piccolo piccolo”, “Guardie e ladri” “Totò e Carolina” e “Parenti serpenti”.

Vita e Morte

Chi avesse visto questi film capirebbe che gli elementi di fame, morte, malattia e povertà si trovano in tutti. I soldati codardi de “La Grande Guerra” interpretati da Vittorio Gassman e Alberto Sordi fanno ridere ma alla fine muoiono, in “L’Armata Brancaleone” una delle scene cult è ambientata in una città devastata dalla peste , ma l’esempio per eccellenza della presenza della Morte si trova in “Brancaleone alle Crociate” dove il presunto cavaliere valoroso si trova a parlare con la Morte, in risposta a una invocazione drammatica che doveva soltanto nascondere la sua incapacità di proteggere i pellegrini appena massacrati.


I film di Monicelli vanno dalle Crociate al mondo d’oggi, tutti legati dall’ironia e osservazioni della condizione umana che in fondo, malgrado le invenzioni moderne, è sempre legata ai temi così cari al regista romano.

Nel godere i suoi film vediamo aristocratici e Papi, cavalieri e soldati semplici, preti e predicatori, ladri e poliziotti, pugili e uomini d’affari, Carabinieri e ragazze sole e infine, i nostri parenti e amici che a volte ci fanno gioire a altre volte ci fanno disperare.

Come noi tutti, i suoi personaggi non sono “perfetti”, hanno i loro difetti e vizi e alcuni se ne vantano, come il Marchese del Grillo che non nasconde il suo lato oscuro di giocare con la vita degli altri. Non dovrebbero farci ridere, ma capiamo che è proprio la risata l’unica risposta possibile alla situazioni difficili.

Registi famosi e dimenticati

Benché alcuni registi italiani abbiano avuto riconoscimenti importanti internazionali non solo dalla critica ma anche dal pubblico, basta nominare Federico Fellini, Roberto Benigni, Dario Argento, Bernardo Bertolucci, Luchino Visconti, Lina Wertmuller, Sergio Leone e Franco Zeffirelli, Monicelli è tra quelli che hanno documentato in modo particolare la corsa della nostra Storia in modo molto più acuto dei primi ma in un modo così “italiano” che difficilmente i sottotitoli o i doppiaggi riescono a fare capire al pubblico internazionale tutte le sottigliezze della trama.

Dino Risi, Piero Germi e Luigi Magni ci hanno dato, come Monicelli, film e riconoscimenti importanti, ma le loro opere non portano “timbri” cinematografici come fanno i registi nominati sopra. Poi, tornando indietro ancora più nel tempo il cinema italiano ebbe un regista importante che ha scritto pagine intere della Storia del cinema italiano, e che oggigiorno è dimenticato del tutto, Alessandro Blasetti che ha dato lezioni importanti ai registi internazionali, a partire con il colossal dell’epoca “La Corona di Ferro” e film storici come “La Cena delle beffe” e “Ettore Fieramosca”. Purtroppo, Blasetti soffre ancora i legami importanti di un’epoca dove l’arte, in tutte le sue forme, era considerata la serva del potere.

Ironia e rubare

Senza dubbio Monicelli era il maestro dell’ironia che scorre in tutti i suoi film. Il suo occhio acuto ancora oggi fa vedere le idiosincrasie di ciascuno di noi nei momenti di difficoltà o di sorpresa. In questo lui era aiutato dalla capacità straordinaria di trovare gli attori perfetti per i ruoli chiave. Il Marchese del Grillo non poteva essere che Alberto Sordi e solo un grande attore del teatro come Vittorio Gassman poteva interpretare il presunto cavaliere Brancaleone (da Norcia) che non riesce mai a nascondere che in fondo era a suo turno un attore che interpretava goffamente un ruolo non proprio suo, anche quando sono gli altri a pagare il prezzo supremo per i suoi difetti.


In tutti i suoi film vediamo la battaglia contro i problemi della vita, a volte banali, ma a volte mondiali come le Crociate e la Grande Guerra che forniscono a quantità enormi di gente fame, morte, malattia e miseria da sempre i flagelli di noi essere umani.

Monicelli ci ha lasciato un patrimonio cinematografico straordinario, ricco e soprattutto, “italiano”. Basta vedere un suo film per capire un passato che fin troppi di noi hanno dimenticato, a partire proprio dal ricordo di lui, come per troppi altri artisti importanti.

E, alla fine, dobbiamo ricordare non solo un’altra sua citazione, ma anche un detto universale che si trova in quasi tutti le lingue, “ride bene chi ride ultimo”.

Monicelli disse “Chi ride, ruba alla Morte” e chi meglio di lui ha rubato così regolarmente alla Morte, persino utilizzandola per alcune delle scene?

Noi che vogliamo promuovere la Cultura Italiana all’estero dobbiamo iniziare proprio da gente come Monicelli perché ogni risata che ci fa fare nei suoi film e ogni lacrima che ne procede o segue, è furto dalla Morte, e proiettare i suoi film a un pubblico nuovo e internazionale è un modo per assicurare che sarà sempre ricordato e quindi potremo rubare eternamente alla Morte…

 


di emigrazione e di matrimoni

The almost unknown genius

“What is genius? It is imagination, intuition, decision and speed of execution”. These words spoken by the narrator describe one of the main characters of an Italian cult film that is almost unknown overseas.

The film “Amici Miei” (My Friends) describes the “wanderings” of five apparently successful characters but each with serious personal problems that force them to escape their daily reality.

This film is considered one of Italy’s most important comedy films in absolute.

But these words also describe perfectly Mario Monicelli, the film’s director who, even though is very popular in Italy has never achieved the international recognition that his work should have ensured.

However, just like many, or rather too many, Italian directors, actors and singers, despite his national success few overseas know his name because the films are Italian, in every sense, beginning with the language. We had proof of this while trying to find a couple of film clips to accompany this article. On YouTube the clips were almost exclusively in our language and this does not surprise us.

Luckily, the cult scene from “Amici Miei” does not need words. This scene, a childish adventure carried out by adults, gives us a laugh, but like all his films “Amici Miei” puts together laughter with tears, tragedy with happiness, up to the point then even a funeral becomes a scene for one of the protagonists’ cruel jokes.


Words and actions

The good thing about researching is always discovering new faces of people that let us understand not only the characters but also our own lives.   It could not be otherwise with a director such as Monicelli who described life in Italy over the centuries.

In an interview with writer and movie critic Alberto Pallotta in 2002 Monicelli said “Without these elements, hunger, death, sickness and poverty we would not be able to make people in Italy laugh”.

We only have to read some of the titles of his successful films to understand that Monicelli really used these elements to show the struggles of our daily lives, not only of the “average Italian” but also the powerful, thieves, adventurers or presumed so and of every category of our society, ancient and modern.

Who knows how many readers on seeing the names of the following films did not fully understand until this moment that all these famous films are tied together by the common thread of Monicelli. “La Grande Guerra” (The Great War), “I Soliti Ignoti”   (Big Deal on Madonna Street), “Il Marchese del Grillo” (The Marquis of Grillo),, “Il male oscuro” (Dark Illness), “L’Armata Brancaleone” (Brancaleone’s Army), “Brancaleone alle Crociate” (Brancaleone at the Crusades), “I Compagni” (The Organizer), Speriamo che sia femmina” (Let’s hope it’s a girl), “Un Borghese piccolo piccolo” (An average little man), “Guardie e ladri” (Cops and robbers), Totò e Carolina” (Totò and Carolina) and “Parenti serpenti” (Dearest Relatives/Poisonous Relations).

Life and Death

Anyone who have seen these films would understand that the elements of hunger, death, sickness and poverty are in all of them. The cowardly soldiers in “La Grande Guerra” played by Vittorio Gassman and Alberto Sordi make us laugh but in the end they die, in “L’Armata Brancaleone” one of the cult scenes is set in a town devastated by the plague but the example par excellence is the presence of Death is in “Brancaleone alle Crociate” when the presumably valiant knight finds himself talking with the Grim   Reaper who answered his dramatic call that should only have hidden his incapacity to protect the pilgrims that had just been massacred.

(We apologize to English speaking readers that this scene is not subtitled but it is still worth seeing for the performance by Gassman who shows all his dismay at the Grim Reaper’s appearance in response to his call for death and the subsequent offers of various means of dying before they make a pact the he find a valorous death worthy of a knight)

Monicelli’s films cover the centuries from the Crusades to the modern world and they are all tied by the irony and observations of the human condition that deep down, despite our modern inventions, is always tied to the themes that are so dear for the director from Rome.

As we enjoy his films we see aristocrats and Popes, knights and simple soldiers, priests and preachers, thieves and policemen, boxers and businessmen, Carabineiri and lonely girls and finally our relatives and friends who at times make us happy and other times make us despair.

Just like all of us, his characters are not “perfect”, they have their faults and vices and some brag of them, like the Marquis of Grillo who does not hide his dark side of playing games with the lives of others. They should not make us laugh but we understand that laughter is the only answer possible to difficult situations.

Directors, famous and forgotten

Although some Italian directors have achieved important international recognition, not only fom the critics but also the public, we have only to name Federico Fellini, Roberto Benigni, Dario Argento, Bernardo Bertolucci, Luchino Visconti, Lina Wertmuller, Sergio Leone and Franco Zeffirelli, Monicelli is one of those who documented the course of our history in a more acute way than the former but in a manner that is so “Italian” that subtitles and dubbing have difficulty in being able to make the international public understand all the subtlety of the plots.

Just like Monicelli, Dino Risi, Piero Germi and Luigi Magni also gave us, important films and recognition but their works do not bear cinematic “stamps” like the directors listed above. Then, if we go back even further in time, Italian cinema had a major director who wrote whole pages of Italian cinema history and who today is entirely forgotten. This was Alessandro Blasetti who gave major lessons to international directors beginning with the epic “La Corona di Ferro” (The Iron Crown) and historical films such as “La Cena delle Beffe” (The Jester’s Supper) and “Ettore Fieramosca”. Sadly, Blasetti still suffers from his important links to an era in which Art, in all its forms, was considered the servant of Power.

Irony and theft

Monicelli was undoubtedly the master of the irony that flows through all his films. His sharp eye still today shows the idiosyncrasies of each one of us in moments of difficulty or surprise. In this he was helped in this extraordinary skill in finding the perfect actors for key roles. The Marquis of Grillo could only have been Alberto Sordi and only a great stage actor like Vittorio Gassman could have played a presumed knight, Brancaleone (of Norcia), who never manages to hide that deep down he in turn clumsily plays a role that is not his own, even when others pay the highest price for his faults.

In all his films we see the struggle against the problems in our daily lives, at times banal and at times worldwide such as the Crusades and the Great War that supply a huge quantity of hunger, death, sickness and poverty,

Monicelli left us an extraordinary cinematic heritage that is rich and above all “Italian”. You only have to see one of his films to understand the past that too many of us have forgotten, beginning with our memory of him, as with too many other important artists.

And in the end we must remember not only another of his quotations but a universal saying that can be found in almost every language, “He who laughs last laughs best”.

Monicelli said “Who laughs steals from Death” and who better than he robbed so often from Death, even using the Grim Reaper for some of his scenes?

We who want to promote Italian Culture around the world must start with people just like Monicelli because every laugh that his films give us and every tear that precedes or follows it, is a step towards stealing from the Grim Reaper and showing his films to a new international audience is a way of ensuring that he will always be remembered and therefore we will steal from Death forever…

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