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Nuove frontiere dell’immunoterapia, l’impegno della Fondazione Neuroblastoma

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Il grazie del professor Franco Locatelli nel corso di un convegno a Napoli durante il convegno ‘Aggiornamenti sul neuroblastoma’

 “Ringrazio Sara Costa per l’investimento che la fondazione ha voluto fare sul progetto”: così il professor Franco Locatelli, direttore del dipartimento di oncoematologia all’ospedale pediatrico “Bambino Gesù” di Roma a proposito di uno studio che lo vede in prima linea con l’obiettivo di individuare cure migliori per il neuroblastoma, tumore solido tra i più frequenti in età pediatrica. La Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma di cui Sara Costa è segretario generale ha infatti sostenuto in fase preliminare questo progetto di immunoterapia che, come spiega Locatelli, punta a rafforzare la risposta immunitaria per via dell’infusione di cellule modificate geneticamente, le CAR-T di terza generazione.

In pratica, è in corso uno studio clinico che, come anticipa Locatelli, mostra primi “risultati incoraggianti” per capacità di penetrazione delle cellule CAR-T in questo tumore solido, in termini di riduzione di tossicità farmacologica e di remissione della malattia.

Il professore e presidente del Consiglio superiore di sanità che in tanti abbiamo visto e ascoltato durante il lockdown, ne ha parlato di recente al convegno “Updates in Neuroblastoma” (“Aggiornamenti sul neuroblastoma”) in memoria di Gian Paolo Tonini, pioniere della ricerca sul neuroblastoma, svoltosi al “CEINGE-Biotecnologie avanzate” di Napoli.

Si è trattato di “un investimento importante da parte della fondazione per un tumore come il neuroblastoma per cui il margine di miglioramento dei pazienti differisce dai progressi clamorosi osservati invece in altre neoplasie pediatriche, in particolare nei tumori del sangue”, dice Locatelli a proposito del neuroblastoma che, secondo i dati dell’Associazione Italiana Ematologia Oncologia Pediatrica (AIEOP), per la malattia metastatica alto rischio presenta una sopravvivenza ancora inferiore al 50 percento dei casi.

“Senza associazioni di volontariato è difficile pensare a sviluppi come questi”, prosegue Locatelli rivolgendosi a Sara Costa, presente al convegno anche nel ruolo di presidente dell’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, da cui è nata la fondazione come ramo scientifico deputato a selezionare i progetti da finanziare sulla base delle iniziative di raccolta fondi promossi dall’associazione.

 

Finalità dell’associazione e della fondazione

L’Associazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma nasce il 23 luglio del 1993 scegliendo come sua sede legale e “naturale” l’Istituto “Giannina Gaslini” di Genova. Le sue origini si legano alla volontà di madri e padri che hanno vissuto l’esperienza della malattia dei propri figli, ma anche su impulso di oncologi frustrati dagli scarsi successi terapeutici ottenibili in quegli anni. Dal 1996, l’associazione è presieduta da Sara Costa, socia fondatrice e mamma di Luca, bambino non sopravvissuto alla malattia.

Nel 1998, sempre con sede legale al “Gaslini”, nasce invece la Fondazione Italiana per la Lotta al Neuroblastoma, ramo scientifico dell’associazione, promotrice, quest’ultima, di iniziative di raccolta fondi per progetti selezionati e finanziati dalla fondazione.

Le iniziative di raccolta fondi di questa organizzazione sono tante: ad esempio, le tradizionali campagne di Natale e di Pasqua. Si tratta di attività basate sulla logica di rete e di cooperazione. Centrale l’impegno di genitori e di volontarie e volontari attivi in diverse parti d’Italia, ma anche di realtà istituzionali e di molte altre persone desiderose di fare la propria parte per aiutare la ricerca e dare un motivo di speranza in più alle bambine e ai bambini in attesa di nuove cure.

Il “Bambino con l’imbuto” contraddistingue il logo dell’associazione: un’immagine di gioia nonostante il dolore; la gioia dell’infanzia da incoraggiare anche attraverso la ricerca.

Altre informazioni sull’associazione e le sue iniziative si possono trovare sul sito web dell’organizzazione, www.neuroblastoma.org, e sui suoi canali Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin e YouTube .

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