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Ambiente & Turismo

Liberiamo i cani dalle catene

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La denuncia dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente: in Italia sono almeno 1.300.000 i cani tenuti parzialmente o sempre legati alla catena

di Alessandro Cammareri

In Italia sono almeno 1.300.000 i cani tenuti parzialmente o sempre legati alla catena su un totale di 7 milioni presenti in Italia.

Calabria Sicilia e Puglia con i numeri più alti.

Dopo la decisione del Presidente della Toscana di vietare i cani a catena il problema é tornato prepotentemente alla ribalta, visto anche il coinvolgimento di regioni che regolano questo fenomeno come un vero e proprio reato di maltrattamento.

“Si tratta di una pratica barbara che porta ad un inutile sofferenza per il cane che non può muoversi liberamente e che spesso viene lasciato vivere nei propri escrementi anche in questi giorni di gran caldo” scrivono gli animalisti dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente che hanno annunciato per il prossimo autunno una serie di iniziative per contrastare questo fenomeno in costante aumento.

A livello giuridico in Italia nessuna legge nazionale vieta di farlo, ogni decisione in merito é regolamentata a livello regionale 

Le regioni in cui vige il divieto assoluto di tenere un cane legato alla catena sono Campania, Marche, Lazio e Umbria malgrado la legge in molti casi non venga applicata nella sua totalità.

È indispensabile quindi che le leggi sulla tutela e sul rispetto degli animali siano formulate in modo chiaro e rigoroso.

Inoltre il compito principale delle autorità governative é quello di garantire una revisione totale delle normative regionali esistenti sulla base dei modelli di Umbria, Campania e Marche, con l’adozione di relativi sistemi sanzionatori.

Gli animali non hanno una voce per reclamare i propri diritti. La manipolazione e la gestione degli animali custoditi dall’uomo rappresentano temi che devono essere affrontati con grande senso di responsabilità e rispetto per le loro esigenze biologiche, etologiche e psicologiche.

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