Ambiente & TurismoItaliaPoliticaPrimo piano

Legambiente: No al mare come autostrade a scorrimento veloce, troppe infrazioni mettono a rischio sicurezza bagnanti

By 12 Agosto 2013 No Comments

legambiente

La scorsa estate record di infrazioni: 2704 alla media di 676 al mese con 283 persone tra denunciate e arrestate.

Roma, 12 agosto – Gli ‘Schumacher del mare’ corrono in Campania, Liguria e Toscana. Secondo i dati di Legambiente nell’estate 2012 nel nostro Paese sono cresciuti del 13,9% il numero di violazioni al Codice di navigazione e alle norme che regolano la nautica da diporto con 2.704 illeciti contestati alla media di 676 reati al mese se si considerano che si concentrano soprattutto nei 4 mesi estivi, 2.913 persone denunciate e 396 sequestri. Maglia nera alla Campania con 551 infrazioni e 555 persone denunciate o arrestate, segue la Liguria con 336 infrazioni e 344 persone denunciate o arrestate, terzo gradino del podio alla Toscana con 289 infrazioni , alla media di 70 al mese e 280 persone denunciate o arrestate. Tutti i numeri del ‘far west in mare’ sono stati presentati da Legambiente durante la III giornata di Festambiente, il festival nazionale di Legambiente in corso di svolgimento a Rispescia nel grossetano fino al 18 agosto.


“Non c’è località costiera – denuncia Legambiente- ove non si vedano sfrecciare a velocità impressionanti ed a pochi metri dalla battigia, piloti di acquascooter che in preda a manie di protagonismo effettuano acrobazie anche tra i bagnanti, incuranti delle più elementari regole prudenziali di guida nel mare. Al novello pirata del mare – conclude Legambiente-non gli piace indossare il giubbotto salvagente, naviga dove non consentito e a velocità sostenuta ed esegue improvvise inversioni di rotta. Ma anche negare la precedenza, tagliando l’acqua di chi arriva di prua o viaggiare vicinissimi alla costa piena di bagnanti a trenta-quaranta nodi di velocità”.

“Ogni anno- commenta Angelo Gentili , coordinatore nazionale Festambiente e segreteria nazionale Legambiente- si verificano sulla fascia costiera decine di sinistri, anche mortali, che vedono coinvolti ignari bagnanti in conseguenza dell’attività dei diportisti che oltre a mettere a repentaglio la vita di altre persone, sono causa anche di danni ambientali. Fatalità, incoscienza, imprudenza ed indisciplina- il mix micidiale del popolo dei naviganti in un mare che sta diventando sempre piu’ una autostrada a scorrimento veloce senza regole e disciplina . Necessarie – conclude Gentili- norme piu’ severe in mare visto che il popolo dei naviganti, spesso non rispetta le minime regole della sicurezza mettendo talvolta a rischio non solo la propria incolumità ma anche quella degli altri”.

Lascia un commento