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Arte & Cultura

Le eteree installazioni floreali di Rebecca Louise Law

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Una vita immersa nella verde dei giardini tra gerbere, rose e fiori di ogni specie. Nella sua famiglia si annoverano ben sei generazioni di orticultori da parte del padre e sei generazioni di artisti da parte di madre.

di Ester Campese

Il dialogo uomo-natura potremmo dire che sia un legame ancestrale e inoltre lo stesso ci offre sempre uno spunto anche per l’arte. E’ questo il caso davvero calzante per Rebecca Louise Law artista contemporanea nata nel 1980, cresciuta in un piccolo villaggio del Regno Unito. La sua peculiarità è che crea sculture tridimensionali intrecciando fili di rame, fiori e piante essiccate. Formatasi alla facoltà di belle arti dell’università di Newcastle, ha scelto di creare opere in cui rende assoluta protagonista la natura attraverso le sue composizioni floreali.  Ma le sue creazioni hanno qualcosa davvero di particolare e magnifico, non sono certo catalogabili come normali addobbi, tutt’altro. Le sue “site-specific” l’hanno connotata come un’artista in grado di trasformare gli spazi pubblici in meravigliosi giardini immersivi di grande impatto scenografico.

La sua, fin da piccola, è stata una vita immersa nella verde dei giardini tra gerbere, rose e fiori di ogni specie. Nella sua famiglia si annoverano ben sei generazioni di orticultori da parte del padre e sei generazioni di artisti da parte di madre. Suo papà era un giardiniere che lavorò per il National Trust ed un suo trisavolo lo fu per il castello di Sudeley nel Regno Unito.

Le installazioni di Rebecca hanno qualcosa di fascinoso e offrono la possibilità di una grandiosa e straordinaria sperimentazione. E’ imponente anche l’impatto che ha con il suo interlocutore rimandandolo a quell’antico e mai interrotto dialogo tra uomo e creato.

In questi tempi in cui si vivono climi più bigi e vite meno colorate le sue creazioni monumentali, anche se solo osservate in fotografia, ristorano l’animo, trasmettendoci la sensazione di poter entrare ed essere noi stessi protagonisti di questi colorati impianti floreali. Vissuti dal vivo sono ancor più coinvolgenti potendone anche percepire aromi e profumi talora intensi come quando appena raccolti. Queste creazioni oltrepassano la dimensione della realtà riuscendo a trasportaci in un’atmosfera fantastica e nel contempo sensoriale, delicata e profumata.

Nelle sue opere, questa sensibile donna, ci offre anche la riflessione di una più profonda consapevolezza per ogni essere vivente. Nel corso della giornata infatti ognuno di noi affronta esperienze sempre diverse. La stessa sua opera osservata con il mutare della luce del giorno e con il trascorre del tempo si trasforma, cambiando costantemente.

Tra le più recenti presenze è significativa quella a in occasione di “Parma Capitale della Cultura 2020” in cui è stata la figura chiave della manifestazione. Diversi siti storici di Parma sono stati abbelliti con le sue opere. Il culmine del percorso espositivo è stato realizzato nella Chiesa di San Tiburzio, con ben oltre duecentomila mila fiori. Un numero simbolico che ha voluto rammentare la dimensione della popolazione parmense composta di circa duecentomila e duecento cittadini.

Non è nuova a queste mega installazioni; infatti tanto per ricordare uno suoi capolavori a Bruxelles, ritroviamo l’allestimento al Teatro dell’opera de “La Monnaie”. Un sipario aereo con oltre cinquemila grandi ortensie blu e verdi è stato posto tra il palcoscenico e platea.

Nella poetica dell’artista la grandezza della natura di un piccolo semplice fiore genera stupore ed un travolgente effetto massimalista quando proiettato nel suo mondo. Restituisce così al fruitore un potente messaggio di inclusione dell’umanità intera, rammentandoci di essere tutti parte di qualcosa di unico. Non manca un richiamo forte anche alla sostenibilità. La stessa Rebecca Louise Law dichiara “Preservare, fare tesoro, celebrare e condividere la bellezza della Terra con il mondo è ciò che mi spinge”.

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