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La Repubblica Anomala – The Atypical Republic

By 4 Settembre 2019 No Comments

di emigrazione e di matrimoni

La Repubblica Anomala

Chi conosce altri sistemi parlamentari vede alternanza regolare tra Governi di centrosinistra e di centrodestra, questo non succede in Italia.

Di Gianni Pezzano

Chi abita all’estero sente spesso i commenti e le battute a ogni caduta di un Governo in Italia. Chi conosce altri sistemi parlamentari vede alternanza regolare tra Governi di centrosinistra e di centrodestra, questo non succede in Italia. Anzi, noi in Italia vediamo anche Governi tecnici e nemmeno questo succede in altri paesi.

Perché?


Allora abbiamo l’obbligo di spiegare ai nostri lettori all’estero perché il sistema parlamentare italiano è anomalo.

Però, partiamo da un concetto che spesso crea confusione nella mente di chi segue la politica, di qualsiasi paese, regolarmente.

Benché le elezioni, particolarmente quelle nazionali, dovrebbero riflettere la volontà del popolo, questo non capita sempre. Basta pensare che nelle elezioni presidenziali negli Stati Uniti del 2017 Donald Trump ha ricevuto quasi tre milioni di voti popolari meno della sua concorrente, Hillary Clinton, ma ha vinto tramite il sistema del collegio elettorale. Questo succede regolarmente in molti paesi, compresa l’Italia.

Però, una volta che i parlamentari sono eletti il loro comportamento cambia, non tanto per via di “complotti”che molti vogliono far credere, ma le regole del Parlamento e i giochi di potere nel formare le coalizioni governative, e questo è il caso in Italia, vedono i partiti costretti a comportarsi in modi “occulti”. Particolarmente in un sistema nel quale una successione di leggi elettorali inadeguate non è riuscita a fornire maggioranze funzionali nel Parlamento.

Ma partiamo con il concetto base che molti all’estero non conoscono quando si parla dei problemi del sistema parlamentare italiano.

Costituzione

Secondo la Costituzione italiana i cittadini eleggono il Parlamento e sono i parlamentari a eleggere il Presidente della Repubblica ogni sette anni. Dopo le elezioni nazionali, oppure dopo la caduta di un Governo come abbiamo visto in questi giorni, il Presidente della Repubblica, tramite una serie di consultazioni con autorità e i capi dei gruppi parlamentari, deve accertare se esiste o no una maggioranza nel Parlamento, inevitabilmente per l’attuale legge elettorale, una coalizione. Di seguito il presidente della Repubblica individua un candidato Presidente del Consiglio dei Ministri che, entro un periodo di tempo stabilito dal Presidente stesso, deve consultare i gruppi parlamentari per formare una maggioranza che renda stabile il Governo. Nel caso della fine di un Governo, come in questo periodo, questa procedura si chiama “crisi di Governo”.

Alla fine di questa seconda serie di consultazioni il futuro Presidente del Consiglio avvisa il Presidente della Repubblica del successo o fallimento del suo mandato. Nel caso di fallimento il Presidente della Repubblica può ripetere la procedura, oppure sciogliere la camere del Parlamento per indire nuove elezioni. Nel caso di successo, il neo Presidente del Consiglio deve presentare il nuovo governo alla Camera dei Deputati ed il Senato per ottenere la fiducia di entrambe la Camere su un programma di Governo.

E qui iniziano i primi giochi politici che vediamo fin troppo spesso nel Parlamento italiano a causa del voto segreto che ci si utilizza. Benché i gruppi parlamentari accordino o no il loro consenso ufficiale nei dibattiti, il voto vero si tiene in segreto e non sempre i parlamentari seguono gli ordini di partito, oppure il voto vero non sempre va secondo le intenzioni espresse dai capigruppo. In questo casi i parlamentari, che non sono identificabili, sono chiamati “franchi tiratori”. Questo fenomeno non succede solo in queste votazioni, ma anche per proposte di leggi importanti e persino nelle elezioni per Presidenti della Repubblica.

Naturalmente una coalizione governativa è forte quanto il partito più piccolo che ne fa parte e spesso sono proprio questi partiti piccoli a fare cadere il Governo, quindi le coalizioni effettivamente concedono ai piccoli partiti che ne fanno parte un peso politico più grande dei loro risultati elettorali.


Questo voto segreto è uno dei fattori che rendono l’Italia un Repubblica anomala e molto spesso ingovernabile.

E con questa considerazione entra in vigore l’altro fattore che pochi all’estero conoscono.

Le leggi viziate

Da decenni in Italia si parla di riforma della legge elettorale perché con l’attuale Rosatellum, e le precedenti, non si riesce a formare una maggioranza funzionale al paese. Regolarmente si cerca di ridurre il numero di partiti piccoli o gruppi che vengono eletti tramite l’elettorato che risponde al voto proporzionale.

Il paradosso è che, per cambiare la legge elettorale e per ridurre il numero di partitini o gruppi, bisogna avere il voto favorevole dei gruppi soggetti a questa legge. Ci vuole poco per capire che questo consenso non arriverà mai. Vediamo gli effetti di questo nei compromessi e condizioni quasi surreali ma necessari per ottenere anche il più piccolo degli emendamenti.

Infatti in un caso dal passato non tanto lontano Roberto Calderoli, il disegnatore della legge elettorale più nota in un’intervista televisiva nel 2006 ha ammesso: “La mia legge è una porcata, lo dico io onestamente”. Da allora quella legge è conosciuta come il “Porcellum”.

Il risultato di quella “porcata” e i cambi di legge che ne sono seguiti, segnano tredici anni di incapacità nel dopo elezioni di formare Governi nazionali con mandati forti da parte dei cittadini.


Questo è il motivo per cui l’attuale Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il suo predecessore Giorgio Napolitano non hanno chiamato elezioni immediatamente ma hanno preferito strade parlamentari, anche di governi tecnici che non esistono in altri paesi, perché non esistevano e ancora non esistono le condizioni per avere un risultato definitivo con un Governo forte che duri nel tempo, da elezioni nazionali con le leggi elettorali.

Naturalmente, qualsiasi nuovo Governo italiano ha l’obbligo di trovare una riposizione a questa stasi elettorale, ma nessuno ha fiducia che ci sia la volontà politica di molti gruppi di votare la propria estinzione che ne sarebbe la conseguenza.

Inoltre, si deve fare una considerazione storica per capire i giochi bizantini che vediamo fin troppo spesso nel Parlamento italiano.

La Balena Bianca

Nei paesi democratici moderni il cambio regolare di Governi è considerato sano per il regolare svolgimento del lavoro parlamentare, visto che essere al potere vuol dire perdere contatto con i cittadini. Purtroppo, per circa quarant’anni questo non è successo in Italia.

La Democrazia Cristiana ha fatto parte dei Governi nazionali per quasi cinque decenni. Pur di non perdere il potere i capi del partito hanno stabilito le più svariate coalizioni per assicurarsi i propri posti nei nuovi Governi.

La “Balena Bianca”, come era chiamata, ha dominato il Parlamento italiano in un modo che non era certamente democraticamente sano, e non conosciamo ancora tutti gli accordi segreti fatti, a volte al limite della legalità, per formare molti di questi Governi. Questa egemonia ha avuto molti effetti negativi sul sistema politico italiano che purtroppo non possiamo trattare in un articolo breve


Purtroppo, questo rifiuto di lasciare il potere è diventato un modello che altri Governi hanno seguito e che ancora oggi fa scuola nel sistema politico italiano.

Rappresentanti della Repubblica

L’effetto di questo è stato che in molti casi il futuro del partito è considerato più importante del futuro del paese stesso. Invece di considerarsi rappresentanti dei cittadini italiani i parlamentari non raramente si considerano i rappresentanti del loro partito e un Ministro dell’ultimo Governo ci ha dato prova di questa mentalità.

Nei quattordici mesi del primo governo Conte abbiamo visto il Ministro dell’Interno, nonché uno dei Vice Premier, Matteo Salvini, presentarsi a incontri nel suo ruolo di Ministro, non con il tricolore all’occhiello, ma con il distintivo della Lega.

Un Ministro della Repubblica, in incontri ufficiali e in modo particolare negli incontri con rappresentanti di altri governi, rappresenta la Repubblica italiana e non un partito politico.

Questo comportamento specifico dell’ormai ex Ministro dell’Interno ci fa capire che mentre in Italia tutto questo è tollerato, in altri paesi democratici nel mondo non lo è, e di sicuro questi atteggiamenti vanno corretti se si vuole risolvere e migliorare il nostro sistema parlamentare/politico. Ma non dobbiamo pensare che questo si limiti solo all’ex Ministro o la Lega, ma anche a tutti i partiti.

Ora, mentre si sta arrivando all’esito dell’attuale crisi di Governo, dobbiamo pensare seriamente a trovare la strada per rendere la nostra Repubblica più efficace e “normale”. Ma davvero esiste la volontà, non solo da parte dei politici, ma anche di molti cittadini, di fare le modifiche necessarie, a partire dalla legge elettorale?


Tristemente, nello stato attuale del paese dobbiamo pensare che la risposta, almeno per ora, sia negativa.

di emigrazione e di matrimoni

The Atypical Republic

Those who know other systems of government see regular turnovers between the centre-left and the centre-right, this does not happen in Italy.

Those who live overseas often hear comments and jokes after every fall of a government in Italy. Those who know other systems of government see regular turnovers between the centre-left and the centre-right, this does not happen in Italy. Instead, we in Italy also see technical governments and this too does not happen in other countries.

Why?

So we have a duty to explain to overseas readers why the Italian parliamentary system is atypical.

However, we must start from a concept that often creates confusion in the mind of those who follow politics regularly, in any country.

Although elections, especially nationally, should reflect the will of the people, this does not always happen. We only have to think of the American presidential election in 2017 when Donald Trump received almost three million less popular votes than his opponent Hillary Clinton but won because of the Electoral College system. This happens regularly in many countries, including Italy.

But once elected the parliamentarians’ behaviour changes, not so much due to “conspiracies” that many want to believe but the rules of the parliament and the power plays in the formation of governing coalitions, and this is the case of Italy, see parties forced to behave in “hidden” ways, especially in a system in which a succession of inadequate electoral laws has not supplied functional majorities in Parliament.

But lets us start with the basic concept that many overseas do not know when they talk about the problems of the Italian parliamentary system.

Constitution

According to the Italian Constitution the citizens elect the Parliament and the parliamentarians elect the Italian President every seven years. After national elections, or after the fall of a Government as we saw recently, the Italian President, through a series of consultations with authorities and the heads of the parliamentary groups, must certify whether or not there is a majority in the Parliament, inevitably a coalition due to the electoral law. Subsequently the Italian President identifies a candidate as Presidente del Consiglio dei Ministri (Prime Minister) who must consult the parliamentary groups, within a period of time set by the President, in order to form a majority that will make the government stable. In the case of the end of a Government, such as the present time, this procedure is called a crisi di Governo, (Government crisis).

At the end of this second series of consultations the future Prime Minister notifies the President of the success or failure of his mandate. In the case of failure the Italian President can repeat the procedure, or dissolve Parliament to call new elections. In the case of success, the neo-Prime Minister must present the new Government to the Chamber of Deputies and to the Senate to obtain the vote of confidence of the two Chambers on the Government’s programme.

And here begin the first political games that we see all too often in Italy’s Parliament due to the secret vote used there. Although the parliamentary groups agree or not agree to give their official consent in the debates, the true vote is held in secret and the parliamentarians do not always follow the party orders, or the true vote is not always according to the intentions expressed by the party leaders. In these cases the parliamentarians, who cannot be identified, are known as franchi tiratori (snipers). This phenomenon does not happen only in these votes but also in proposals of important laws and also in the election of the Italian President.

Of course a governing coalition is only as strong as the smallest party that is part of it and often these small parties are the very ones that make the Government fall, therefore the coalitions effectively concede to the small parties that take part a political weight greater than their electoral results.

This secret vote in Parliament if one of the factors that makes the Italian Republic atypical and very often ungovernable.

And with this thought the other factor that few overseas know comes into force.

The flawed laws

For decades in Italy there has been talk of the reform of the electoral law because the current Rosatellum, and the previous laws, have not managed to give the country a functional majority. Regularly they try to reduce the number of small parties or groups that are elected through the electorates with proportional voting.

The paradox is that changing the electoral law to reduce the number of small parties or groups needs the approval of the groups that are the subject of the law. It takes little to understand that this consent will never come. We see the effects of this in the surreal but necessary compromises and conditions needed to achieve even the smallest of amendments.

In a case from the not distant past Roberto Calderoli, the designer of the most famous electoral law, in a television interview in 2006 admitted: “My law is a porcata (filthy), I say this honestly”. Since then this law has been known as the Porcellum.

The result of this “filth” and the changes of law that followed, have marked thirteen years of incapacity, after elections, to form national Governments with strong mandates from the citizens.

This is the reason why the current Italian President Sergio Mattarella and his predecessor Giorgio Napolitano did not call elections immediately but preferred parliamentary paths, even with technical governments that do not exist in other countries, because with the electoral laws, the conditions did not exist to have a definitive result with a strong government that will last over time after national elections and they still do not exist.

Naturally, any new Italian government has an obligation to find a resolution to this electoral impasse but nobody trusts that there is the political will of many political groups to vote for their own extinction which would be the consequence.

In addition, we must make a historical consideration to understand the Byzantine games that we see too often in the Italian Parliament.

The White Whale

In modern democratic countries regular changes of Government are considered healthy for the proper performance of parliamentary work as being in power means losing contact with the citizens. Sadly, for about forty years this did not happen in Italy.

The Christian Democrats were in national Governments for nearly five decades. In order not to lose power, the leaders of the party formed the most varied coalitions to ensure their places in the new Governments.

The Balena Bianca (White Whale), as the party was called, dominated the Italian Parliament in a way that was certainty not democratically healthy and we still do not know all the secret agreements made, at times on the limits of legality, to form many of these governments. This hegemony had many negative effects on the Italian political system that sadly we cannot deal with in a short article.

Unfortunately, this refusal to leave power has become model that other Governments followed and is still taught today in the Italian political system

Representatives of the Republic

The effect of this was that in many cases the future of the party is considered more important than the future of the country itself. Instead of considering themselves representatives of Italy’s citizens, the parliamentarians often consider themselves the representatives of their parties and a minister of the recent Government gave proof of this mentality.

In the fourteen months of the Conte Government we saw the Interior Minister and also Deputy Prime Minister, Matteo Salvini, present himself at meetings as Minister not with the national flag on his lapel but with the badge of his party, the Lega.

A Minster of the Republic, at official meetings and especially at meetings with representatives of other Governments, represents the Italian Republic and not a political party.

This behaviour by the now former Interior Minister makes us understand why all this is tolerated in Italy, in other democratic countries it is not and surely this behaviour must be corrected if we want to resolve and improve our parliamentary/political system. But we must not think that this is limited only to the former Minister or the Lega but also to all parties.

Now, as we are reaching the outcome of the current Government crisis, we must think seriously about finding the road to make our Republic more effective and “normal”. But is there really the desire, not only on the part of politicians but also on the part of many citizens, to make the changes needed, starting with the electoral law?

Sadly, in the current state of the country, we must think that the answer, at least at the present time, is in the negative.

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