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Italiani nel Mondo

Nonna e il Muretto – Nonna and the wall

Gianni Pezzano

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Nonna e il Muretto

di emigrazione e di matrimoni

In un articolo recente (Quando il migrante torna a casa – When the migrant returns Home) abbiamo trattato il tema del ritorno a casa  di un migrante dopo anni, a volte dopo decenni ed i cambi inevitabili nel paese in quel periodo. Però, questi cambiamenti non sono così evidenti a chi è rimasto a casa perché li vedono un passo alla volta e quindi non hanno lo stesso impatto. Allora, oggi vediamo come cambia un paese nel corso degli anni.

Il modello che utilizzo è il paese di mia madre, Scauri(LT), che ho avuto il piacere e l’onore di vedere nel corso degli anni durante le mie visite in Italia. A volte le visite erano abbastanza brevi, ma in un caso il soggiorno è durato quasi un anno e mi ha fatto conoscere bene il paese e c’è un punto di riferimento che dimostra benissimo i cambi da generazione a generazione che i locali non notano quanto il figlio o la figlia del paese che torna dopo anni.

Scauri è un modello particolare perché, a causa di emigrazione interna, il paese ha anche subito cambiamenti che sarebbero stati impensabili quando mia madre era giovane. Fino alla seconda guerra mondiale Scauri e quella parte della costa tirrenica laziale era meta di villeggiatura di una parte importante della società romana. Però, dopo la guerra i romani hanno scelto altre mete e, di conseguenza, la maggioranza dei nuovi villeggianti post-bellici sono diventati napoletani che hanno cambiato l’atteggiamento degli scauresi verso i loro ospiti. Inoltre una tragedia tremenda ha creato le circostanze che hanno avuto una conseguenza inattesa per il paese.

E per capire i cambiamenti di Scauri, naturali e anche costretti dalle circostanze, partiamo da un punto particolare del paese, un muretto sulla via Appia che è ora una fioriera.

La nonna

Mia nonna, Maria Grazia D’Urso, era conosciuta da tutti nel paese. La sua casa era sulla via Appia, una strada che possiamo davvero considerare storica e che aveva affascinato la mia mente già prima del primo viaggio in Italia nel 1972 con la famiglia. Pensavo a chi poteva esserci passato davanti nel corso dei secoli e non poche volte mi sono domandato se davanti a quel che è ora la casa non ci fosse stato uno dei gladiatori crocifissi da Marco Licinio Crasso dopo la loro rivolta che conosciamo tutti e che è diventata leggendaria con il film “Spartaco” con Kirk Douglas del grande regista Stanley Kubrick.

Per mia madre la prima delusione a causa di cambi in quel primo viaggio fu proprio il rivedere quella strada e notare che era molto più piccola di quel che ricordava. Certo, queste percezioni vengono dai nostri ricordi che cambiano nel tempo e anche d’aver vissuto in un paese, l’Australia, che ti da una percezione del mondo diversa del paese di nascita. Ma in quel viaggio non ho mai notato più di tanto il muretto che si trovava davanti alla casa.

Poi, al mio ritorno qualche anno dopo quando ho vissuto a Scauri per quasi un anno ho visto benissimo un rito quotidiano che mi faceva molto piacere e che non aveva mai visto in Australia, un rito che ora non esiste più.

Ogni mattina mia nonna si metteva al muretto insieme ad altre sue amiche per parlare di quel che succedeva nel paese, le notizie raccolte venivano date ai passanti e portate a casa dalle altre così tutti potevano sapere di avvenimenti felice, tristi o anche scandalosi del paese. Inoltre, nonna era “l’infermiera” dei vicini perché, quando avevano bisogno di fare terapia con le iniezioni, si rivolgevano a lei che ne era diventata pratica nel corso degli anni. Ma questo servizio era un compito che faceva con piacere e non chiedeva mai niente ai suoi assistiti.

Poi, a causa delle loro esperienze di vita, sia in pace che in guerra come tutti di quella generazione, non era affatto raro che le donne del muretto facessero altri servizi, in modo particolare a coloro che si rivolgevano a loro per consigli su come risolvere problemi di casa, o per altri motivi più banali. Ed ho scoperto poi che quel muretto non era l’unico punto di Scauri dove quella generazione si radunava per chiacchierare ed incontrare i passanti con battute, notizie e consigli.

Ma il tempo è crudele e una alla volta quelle donne, compresa mia nonna, sono passate a vita migliore. Ora quel muretto non esiste più come un posto dove sedersi e fare due chiacchiere ma, con i lavori di ristrutturazione del palazzo, è diventato una fioriera, ed è bello immaginare che ancora oggi i fantasmi di quelle donne ci si radunano ogni giorno per vedere come il loro amato paese è cambiato nei decenni da allora.

Sisma

Ero proprio a Scauri la notte del 23 novembre 1980 quando il terremoto potentissimo ha colpito la Campania. Abbiamo sentito le scosse e siamo andati in strada come tutti ma per fortuna abbiamo sentito poco gli effetti di quel sisma, ma indirettamente quella catastrofe ha portato ad effetti enormi a Scauri.

Qualche anno dopo famiglie napoletane hanno cominciato a trasferirsi a Scauri e ad ogni mia visita da allora sento chiaramente gli effetti di questi traslochi.

Infatti, già prima mia madre si lamentava che nei suoi viaggi i locali notavano che lei utilizzava parole ed espressioni dialettali che ormai erano sparite nel paese. Con l’arrivo delle famiglia napoletane, e particolarmente dei loro figli nelle scuole locali, questo mutamento del linguaggio è diventato ancora più veloce e notevole.

Ora nelle visite a Scauri sento il cambio del ritmo e l’accento man mano che la cadenza e l’accento del napoletano rimpiazzano quelli che sentivo nei primi viaggi. E questo è un cambiamento che fa capire al migrante che torna a casa che il suo paese di una volta veramente non esiste più.

Chiusure e aperture

Con ogni ritorno a Scauri vedo sempre cambiamenti. Il paese di villeggiatura aveva due cinema nel passato ma ora non ci sono più. Davanti alla casa di nonna la scuola di una volta è diventata un palazzo residenziale e la storica “Trattoria del Passeggero” non esiste più, rimpiazzata da un negozio cinese alla mia ultima visita e chissà cosa ci troverò la prossima volte.

In questi anni sono chiusi negozi di abbigliamento e di altri prodotti, vittime universali dall’ascendente potenza dei moderni centri commerciali ed i villaggi discount che ora si trovano in tutto il paese. Vedo aprire nuovi locali, negozi e servizi per le nuove comodità moderne che ora sono indispensabili per la vita.

Ma con questi cambiamenti la via Appia è sempre rimasta immutata, almeno nell’apparenza quando si arriva in auto, ma un giro del paese a piedi ti fa capire i cambi naturali ed inevitabili di ogni città e paese, non importa quanto grande od importante.

Ed i cambi più notevoli del paese non si trovano alla via Appia bensì al centro della vita estiva che è l’attrazione principale di Scauri, e quindi il cuore del commercio del paese, il Lungomare e la bellissima spiaggia con i suoi lidi che cambiano anche loro con le generazioni per accomodare le mode nuove di vita che, da oltre un secolo, attirano innumerevoli villeggianti ed ospiti giornalieri.

Vita

Per quanto sia triste per un migrante tornare a casa per trovare il suo paese cambiato in modi impensabili prima, dobbiamo tutti riconoscere che i cambi sono sempre stati parte della vita. Ci sono sempre quelli che vogliono che il paese sia sempre uguale, ma questo è semplicemente impossibile perché senza cambi non c’è vita.

Ed in tutto questo chi nota di più i cambi è il migrante che per anni teneva ben in mente i volti dei parenti e del paese che aveva lasciato ed al ritorno a casa si trova a dovere affrontare la dura realtà che i ricordi non sono che l’immagine di una volta e quasi mai tiene in mente quel che succede nel corso di anni e decenni.

Ed anche per questo abbiamo l’obbligo di documentare la vita per ricordare ogni fase che ha portato all’Italia che abbiamo oggi, comprese le esperienze dei nostri emigrati, sia all’estero che in Italia stessa, perché anche queste esperienze sono parte della Storia d’Italia.

Ripetiamo l’invito ai nostri lettori di inviarci le loro storie ed esperienze di qualsiasi aspetto dell’Emigrazione italiana, sia da emigrati, sia da figli/discendenti di emigrati a: [email protected]

 

 

Nonna and the wall

di emigrazione e di matrimoni

In a recent article (Quando il migrante torna a casa – When the migrant returns Home) we dealt with the issue of the migrant who returns home after years, and sometimes decades, and the inevitable changes in the town in that time.

However these changes are not so evident to those who stayed at home because they see them one step at a time and therefore they do not have the same impact. So today we will look at how a town changes over the years.

The model that I use is my mother’s hometown Scauri(LT) which I have had the pleasure and the honour of seeing over the years during my visits to Italy. At times these visits were fairly brief but in one case the stay lasted nearly a year that let me get to know the town well and there is a point of reference that demonstrates very well the changes from generation to generation that the locals do not notice as much as the son or daughter of the town who returns after years.

Scauri is a particular model because, due to internal migration, the town has also undergone changes that would have been unthinkable when my mother was young. Until the Second World War Scauri and that part of the Lazio region’s Tyrrhenian coast was the holiday destination of an important part of Rome’s society. However, after the war the Romans chose other destinations and consequently the majority of the post-war holiday makers became Neapolitans who changed the attitudes of the people of Scauri to their guests. In addition, a tremendous tragedy created the circumstances that had an unexpected consequence for the town.

And in order to understand the changes in Scauri, natural and forced by circumstances, let us start from a specific point in the town, a wall that is now a flower box.

The grandmother

Everybody in the town knew my nonna (grandmother) Maria Grazia D’Urso. Her home was on the Via Appia (Appian Way), a road that we can truly consider historic and that had piqued my mind even before leaving for the first trip to Italy with the family in 1972. I thought of those who could have passed by there over the centuries and many times I wondered if in front of what is now the home there had not been one of the gladiators crucified by Marcus Licinius Crassus after the revolt that we all know and that became legendary with the film “Spartacus” starring Kirk Douglas by the great director Stanley Kubrick.

My mother’s first disappointment with the changes during that first trip was that of seeing that road again and noticing that it was much smaller than she remembered. Of course, these perceptions come from our memories that change over time and also after having lived in Australia, a country that gives you a different perception of the world than the birthplace. But on that trip I did not take much notice of the small wall in front of the home.

And then on my return a few years later when I lived in Scauri for almost a year I saw very well a daily ritual that gave me much pleasure and that I had never seen in Australia, a ritual that no longer exists.

Every morning my nonna would go to the wall together with her other friends to talk about what happened in the town, the news gathered was given to the passersby and brought to the homes of the others so that everybody could know the happy, sad or also scandalous events in the town. In addition, nonna was the neighbours’ “nurse” because when they needed an injection they turned to her because she had become handy at it over the years. But this service was a task she did with pleasure and she never asked for anything from those she helped.

Furthermore, due to their lives’ experience, in both peace and war like everyone of that generation, it was not at all uncommon for the women of the wall to carry out other services, especially for those who turned to them for advice to solve problems at home or for other more trivial reasons. And I found out later that the wall was not the only point in Scauri where that generation gathered to chat and to meet passersby with jokes, news and advice.

But time is cruel and one by one whose women, including my nonna, went to a better life. Now that wall no longer exists as a place to sit and chat but with the remodelling of the building has become a flower box but it is nice to imagine in my mind that the ghosts of those women still meet there every day to see how their beloved town has changed in the decades since then.

Earthquake

I was actually in Scauri on the night of November 23, 1980 when the very powerful earthquake hit the Campania region. We felt the tremors and went onto the streets like everyone else but luckily we felt no major effects from that earthquake but indirectly that catastrophe had enormous effects on Scauri.

A few years later Neapolitan families began to move to Scauri and every time I have visited the town since then I have clearly heard the effects of these moves.

In fact, even before then my mother had complained that in her trips the locals noticed that she used words and expressions in the local dialect that had disappeared in the town. With the arrival of the Neapolitan families, and especially of their children in the local schools, this change of language became even faster and more noticeable.

Now, when I visit Scauri I hear the changes in the rhythm and the accent as the cadence and the accent of the Neapolitan dialect replace those I heard on my first trips. And this is a change that makes it clear to the migrant returning home that his town of long ago no longer exists.

Closures and openings

Every time I go back to Scauri I see changes. The holiday town had two cinemas in the past but they are gone now. In front of nonna’s home the school of the past has become a residential building and the historic Trattoria del Passeggero restaurant no longer exists and was replaced by a Chinese store at my last visit and who knows what I will find next time. 

Over these years clothing and other stores have closed, the universal victims of the rising power of modern shopping centres and discount villages that can now be found throughout the country. I see new business premises, stores and services opening for the modern conveniences that are now indispensible for life.

And with these changes the Via Appia has always remained unchanged, at least in appearances when you arrive in the car, but walking around the town makes you understand the natural and inevitable changes of every city and town, no matter how big or important.

And the most notable changes in the town are not found on the Via Appia but rather in the centre of life in summer which is Scauri’s main attraction and therefore the town’s commercial heart, the seaside Promenade and the beautiful beach with its beach clubs that also change with the generations to accommodate the new fashions of life which, for more than a century, have attracted countless holiday makers and day trippers.

Life

But, as sad as it is for a migrant to return home to find the town changed in ways that were unexpected before, we must all recognize that these changes have always been part of life. There have always been those who want a town to always stay the same but this is simply impossible because there without changes there is no life. 

And in all of this the one who notices the changes the most is the migrant who for years had kept in mind the faces of the relatives and the town that he had left and on his return home finds himself having to face the harsh reality that memories are only the image of a time that was and hardly ever keeps in mind what happens over the years and decades.

For this reason too we have an obligation to document life to remember every stage that led to the Italy we have today, including the experiences of our migrants, both overseas and those within Italy itself, because these experiences are also part of Italy’s history. 

We repeat the invitation to our readers to send us their stories and experiences of any aspect of Italian Migration both as migrants and the children/descendants of migrants to: [email protected]

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