Italia
La favola medievale del Castello di Petroia
Un soggiorno di fascinosa storia nel maniero accanto a Gubbio (PG) che ha dato i natali al Duca di Urbino, icona pop nel ritratto di Piero della Francesca. Con un’offerta speciale di primavera per le coppie
Roma, 2 Marzo – “Se il Castello di Petroia avesse offerto una tale, meravigliosa ospitalità nel 1206, San Francesco non avrebbe mai raggiunto Gubbio”: sfogliando il libro degli ospiti del maniero umbro, si legge tra gli altri il lusinghiero giudizio di una coppia di viaggiatori britannici, arrivati dal paese di Shakespeare per un soggiorno. Poche righe, vergate a mano, che raccontano di un’esperienza fuori dall’ordinario vissuta sulle floride e assolate colline del centro Italia, in una residenza che sì, esisteva già nell’anno Mille, ma al momento non era il favoloso resort contemporaneo. Ancor oggi però, i mille anni di storia sono lì, da prima che il Santo di Assisi incontrasse il lupo, anfitrioni tra le mura del Castello di Petroia a qualche chilometro da Gubbio (PG). Un’illustre dimora che ha dato i natali al Duca di Urbino, Federico da Montefeltro, il cui profilo è ormai un’icona pop dal naso curvo, ritratta in cappello e abiti rossi da Piero della Francesca e custodita agli Uffizi. Uomo d’arte e cultura, il più prestigioso e meglio pagato uomo d’armi dell’epoca, nacque proprio a Petroia, e in quarant’anni trasformò Urbino in una delle capitali del Rinascimento, centro attrattivo di artisti e letterati. La vera favola di Petroia sta poi tutta lì: sentirsi duchi signori di un castello per qualche giorno, tra 130 ettari di parco con piscina, in una delle 13 camere tutte diverse, nelle quali da porte laccate si entra perché esplodano alla vista soffitti affrescati, travi in legno o archi di pietra e arredamenti in legno autentici, senza però nulla della fredda austerità medievale, trasformata invece in un’accoglienza calda e dai comfort modernissimi. Come per le sale da bagno con minipiscina idromassaggio, cinti dal silenzio dei colli. Si può scegliere di dormire anche nella torre, con feritoie che guardano un panorama d’incanto, e salire poco più su, sino alla terrazza solarium dedicata ai fortunati ospiti e che fa sentire proprio come duchi a difesa della propria valle. Per prolungare l’esperienza, un maneggio propone passeggiate a cavallo, silenziose e green, per un’escursione senza tempo nei possedimenti che furono dei Montefeltro. Il dominio della cucina è invece nelle mani dello chef che propone Chianina, tartufo di Norcia, legumi umbri, prodotti locali con giocolerie di mieli, frutta e verdura nella grande sala con soffitto a cassettoni e camino, il luogo più stupefacente per una cena intima. Perché qui le coppie possono viziarsi davvero, abbracciate da una cerchia di mura che protegge da qualunque attacco esterno, allora di soldati nemici, oggi di stress quotidiano. Con una manciata di petali di rosa in camera. Con una lettera miniata per ricordare un anniversario importante. Con la primavera che arriva e l’offerta “Un Castello di Coccole”: appartamento de-luxe, prosecco di Valdobbiadene, una coppa di fragole e panna montata da dividere in camera fino alla sala bagno con piscina idromassaggio, cornice di candele accese e accappatoi dedicati. Da soli, insieme, duca e duchessa che si regalano un castello anche a cena, con l’antico Salone Guidubaldo riservato per portate esclusive
