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Italiani nel Mondo

Italiani che hanno cambiato il mondo— Italians who changed the world

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Tempo di lettura: 9 minuti
di emigrazione e di matrimoni

Italiani che hanno cambiato il mondo

Quando parliamo di stereotipi sugli italiani abbiamo la tendenza di dimenticare che il nostro Patrimonio Culturale non è composto solo da pasta e pizza, oppure, nel caso più limitato, da immagini di mafiosi veri o del cinema. Il nostro Patrimonio Culturale è MOLTO più grande di questi esempi.

Per questo motivo vogliamo parlare di italiani che, con il loro talento, la loro inventività, o semplicemente con le attività, hanno dato contributi fondamentali non solo alla nostra Penisola ma anche a tutto il mondo, e vogliamo iniziare da un italiano che pochi conoscono ma, con la sua invenzione, ha cambiato proprio come noi tutti vediamo il mondo che ci circonda.

Quando sono venuto a Faenza per la prima volta ho visto una statua imponente nella piazzetta davanti alla Chiesa dei Francescani a poca distanza dalla Piazza del Popolo. Non ho pensato di chiedere di chi fosse in quella visita, però l’ho fatto alla visita pochi anni dopo e ho scoperto che il soggetto della statua (foto sopra il titolo) si chiamava Evangelista Torricelli (1608-1647) e nella sua mano teneva lo strumento inventato da lui, il barometro, che ha aperto le porte su come misurare il clima e alle previsioni del tempo che tutto oggi controllano prima di uscire.

Sono rimasto stupito perché a scuola in Australia non avevo mai sentito il suo nome, una lacuna nella nostra educazione che non posso spiegare. E proprio questo è il problema, si insegna veramente poco su italiani che hanno fatto scoperte altrettanto essenziali in tutti i campi delle attività umane.

Al nome di Torricelli possiamo aggiungere nomi importantissimi come Galileo Galilei (1564-1642) con il suo telescopio che ha indicato la strada verso le scienze moderne, partendo dall’astronomia ha fatto capire al mondo che le stelle non erano importanti solo per le dodici costellazioni dello zodiaco astrologico. Oppure, Alessandro Volta (1745-1827) i cui studi hanno permesso lo sviluppo dell’elettricità e, in modo particolare, la batteria, i cui “pronipoti” utilizziamo ogni giorno e non solo per fare funzionare i nostri cellulari.

Poi finiamo questi primi esempi con Guglielmo Marconi (1874-1937) che ha inventato i mezzi che ora conosciamo come onde radio. Senza le sue ricerche, che gli valsero poi il Primo Nobel per la Fisica nel 1909, non avremmo avuto non solo la televisione, ma nemmeno le reti mondiali di informazione che hanno rivoluzionato la diffusione di informazione e comunicazioni, e anche di come ci divertiamo con le reti internazionali pay-tv mondiali.

E non dimentichiamoci che tre italiani hanno svolto un ruolo centrale nel come vediamo il mondo, non solo per i loro viaggi e scoperte, ma anche e soprattutto per ciò che è seguito dopo le loro scoperte…

Indubbiamente, Cristoforo Colombo (1451-1506), Amerigo Vespucci (1454-1512) e Giovanni Caboto (1480-1557) hanno aperto il mondo a un’epoca di esplorazioni e conquiste e ancora oggi sentiamo gli effetti delle loro azioni, purtroppo raramente pacifiche da parte di chi ha voluto trarre vantaggio dai nuovi territori, prima nella Americhe e poi in altre parti del mondo quando gli europei hanno deciso di espandere i loro poteri in altri continenti.

Ora veniamo a un aspetto recente della nostra vita, il cinema. Il nostro paese ha fornito registi importanti che hanno dato al mondo nuovi modi non solo di divertirci, ma anche di farci pensare e di come vediamo la vita in generale in ogni suo aspetto.

I primi di questi registi hanno fondato un movimento cinematografico, il neorealismo, che ha preso spunto dalle tragedie della Seconda Guerra, e, allo stesso tempo, ci hanno dato attori importanti come Aldo Fabrizi e Anna Magnani.

Con i loro film epocali Roberto Rossellini (1906-1977), Luchino Visconti (1906-1976), Vittorio de Sica (1901-1974), Giuseppe De Santis (1917-1997), Alberto Lattuada (1914-2005) e Pier Paolo Pasolini (1922-1975), hanno ispirato generazioni di registi in tutto il mondo a cercare di vedere la realtà in modi diversi e nuovi.

E a questi registi abbiamo l’obbligo di aggiungere Sergio Leone (1929-1989) che ha rivoluzionato il western in modo tale che i suoi film sono sempre tra i più blasonati della categoria, persino negli Stati Uniti, Bernardo Bertolucci (1941-2018), e Dario Argento (1940 – ) che ha cambiato il genere horror in tutto il mondo. Senza dimenticare Federico Fellini (1920-1993) che ha anche cambiato come noi italiani vediamo noi stessi.

Purtroppo, i limiti della lunghezza di questi articoli non ci permettono di aggiungere altri registi italiani che meritano d’essere ricordati dal pubblico internazionale perché il nostro cinema è sempre stato una fonte importante di ispirazione e talenti per tutto il mondo.

Poi, anche la politica ha avuto un nome italiano che ha rivoluzionato il modo di pensare come devono agire i politici in giro per il mondo, partendo dai capi di Governo. Prima del 1513 i trattati politici del mondo, partendo sin dai primi filosofi, cercavano di creare un mondo “perfetto” che non è mai esistito. Ma in quell’anno Nicolò Macchiavelli pubblicò un libro “Il Principe” che utilizzava episodi di quel periodo storico violento per analizzare come doveva comportarsi un “Principe”, un capo di una Signoria.

Il libro fece scalpore nel mondo a causa degli esempi (veri) citati al punto che gli inglesi coniarono la frase “Old Nick” per descrivere il Diavolo, perché pensavano che soltanto un suo emissario potesse scrivere un libro del genere.

Però, i suoi detrattori non ricordano mai che il Principe descritto nel libro era giudicato dallo stile di vita dei suoi soggetti e quindi alla vera politica che deve trattare le realtà della vita e non pensare a “mondo perfetto” perché i “Principi” sono come tutti noi, uomini imperfetti…

E se vogliamo un campione preciso di italiani illustri che hanno cambiato il mondo in ogni modo possibile, basta nominare i 22 che hanno vinto Premi Nobel. Letteratura; Giosué Carducci (1835-1907), Grazia Deledda (1871-1936), Luigi Pirandello (1867-1936) Salvatore Quasimodo (1901-1968), Eugenio Montale (1896-1981) e Dario Fo (1926-2016). Fisiologia/Medicina: Camillo Golgi (1843-1926), Daniel Bovet (1907-1992). Salvador E. Luria (1912-1991), Renato Dulbecco (1914-2012), Rita Levi Montalcini (1909-2012) e Renato Calpecchi (1937- ). Pace: Ernesto Teodoro Moneta (1833-1918). Fisica: Guglielmo Marconi (1874-1937), Enrico Fermi (1901-1954), Emilio Gino Segrè /1905-1989), Carlo Rubbia (1934 – ), Riccardo Giacconi (1931-2018) e Giorgio Parisi (1948 – ). Chimica: Giulio Natta (1903-1979). Ed infine, Scienze Economiche: Franco Modigliani (1918-2003).

Allora, se vogliamo apprezzare veramente il nostro Patrimonio Culturale, che comprende ogni aspetto della nostra vita, cominciamo a guardare nomi come quelli citati sopra perché sono l’esempio per noi italiani per realizzare che non abbiamo bisogno di stereotipi per capire la grandezza del nostro Patrimonio Culturale, ma che in realtà sono le imprese dei nostri avi che hanno veramente cambiato il mondo e continuiamo ancora a farlo in molti modi in ogni aspetto della nostra vita…

Italians who changed the world

When we talk about stereotypes of Italians, we tend to forget that stereotypes have the bad habit of making us forget that our Cultural Heritage is not made up of only pasta and pizza or, in the most limited case, of images of real or fictional mafiosi. Our Cultural Heritage is MUCH greater than these examples.

For this reason, we want to talk about Italians who, with their talent, their inventiveness or simply with their activities, gave fundamental contributions not only to our peninsula, but also to all the world and we want to begin with an Italian that very few people know but who, with his invention, changed precisely how we all see the world around us.

When I came to Faenza the first time, I saw an imposing statue in the small piazza in front of the Franciscan Church not far from Piazza del Popolo. I did not think to ask who it was in that visit, but I did so in the visit a few years later and I discovered that the subject of the statue (photo above the headline) was Evangelista Torricelli (1608-1647) and in his hand he holds the instrument he invented, the barometer, which opened the doors to how to see the climate and the weather forecasts that today everybody checks before going out.

I was amazed because I had never heard his name mentioned at school in Australia, a gap in our education I cannot explain. And this is precisely the problem, very little is taught about the Italians who have made equally important discoveries in all the fields of human activities.

To Torricelli’s name we can add Galileo Galilei (1564-1642) with his telescope which pointed the way to modern sciences, starting from astronomy which made the world understand that the stars were not important only for the twelve constellations of the zodiac of astrology. Or Alessandro Volta (1745-1827) whose studies allowed the development of electricity, and in particular, the battery, whose “great grandchildren” we use every day and not just to make our mobile phones work.

And then we finish these first examples with Guglielmo Marconi (1874-1937) who invented the mediums we now call radio waves. Without his research, which won the Nobel Prize for Physics in 1909, we would not have had not only television but not even the worldwide networks of information that revolutionised the distribution of information and communications, and also how we enjoy ourselves with international pay-tv networks.

And let us not forget that three Italians played a central role in how we see the world, not only due to their voyages and discoveries, but also and above all by what followed their discoveries….

Undoubtedly Christopher Columbus (1451-1506), Amerigo Vespucci (1454-1512) and Giovanni Caboto (John Cabot, 1480-1557) opened the world to an epoch of exploration and conquests and we still feel today the effects of the unfortunately rarely peaceful actions of those who wanted to exploit the new territories, first in the Americas and then in other parts of the world when the Europeans decided to expand their powers to other continents.

We now come to another recent aspect of our lives, the movies. Our country has provided important movie directors who gave the world new ways to not only entertain us, but also to make us think about new ways of how we see life in general in all its aspect.

The first of these directors founded a cinema movement, Neorealism, which was inspired by the tragedies of the Second World War and, at the same time, gave as important actors such as Aldo Fabrizi and Anna Magnani.

With their groundbreaking films Roberto Rossellini (1906-1977), Luchino Visconti (1906-1976), Vittorio de Sica (1901-1974), Giuseppe De Santis (1917-1997), Alberto Lattuada (1914-2005) e Pier Paolo Pasolini (1922-1975) inspired generations of directors in all the world to try and see the world in new and different ways.

And to these directors we have a duty to add Sergio Leone (1929-1989) who revolutionized the western in such a way that his films are amongst the most acclaimed in the category, even in the USA, Bernardo Bertolucci (1941-2018), and Dario Argento (1940- ) who changed the genre of horror around the world. Without forgetting Federico Fellini (1920-1993) who also changed how we Italians see ourselves.

Unfortunately, the length limits of these articles do not allow us to add other Italian directors who deserve to be remembered by the international audience because our cinema has always been an important source of inspiration and talent for all the world.

And then, even politics has had an Italian name that revolutionized the way of thinking of how politicians around the world should act, starting with Heads of Government. Before 1513 the world’s political treatises, starting from the first philosophers, sought to create a “perfect world” that never existed. But in that year Niccolò Machiavelli published his book “Il Principe” (The Prince) which used episodes from that violent historical period to analyse how a “Prince”, the head of a Signoria (Ruling Family), should behave.

The book shook the world due to the (real) examples cited in the book, to the point that the English coined the phrase “Old Nick” to describe the Devil because they thought that only one of his emissaries could have written such a book.

However, his detractors never remember that the Prince described in the book was judged by the way of life of his subjects, and therefore by true politics that must deal with the realities of life and not think of a “perfect world” because “Princes” are like all of us, imperfect human beings…

If we want a precise sample of illustrious Italians who have changed the world in every conceivable way, we only have to name the 22 who have won Nobel Prizes. Literature; Giosue Carducci (1835-1907), Grazia Deledda (1871-1936), Luigi Pirandello (1867-1936) Salvatore Quasimodo (1901-1968), Eugenio Montale (1896-1981) and Dario Fo (1926-2016). Medicine: Camillo Golgi (1843-1926), Daniel Bovet (1907-1992). Salvador E. Luria (1912-1991), Renato Dulbecco (1914-2012), Rita Levi Montalcini (1909-2012) and Renato Calpecchi (1937- ). Pace: Ernesto Teodoro Moneta (1833-1918). Physics: Guglielmo Marconi (1874-1937), Enrico Fermi (1901-1954), Emilio Gino Segrè /1905-1989), Carlo Rubbia (1934 – ), Riccardo Giacconi (1931-2018) and Giorgio Parisi (1948 – ). Chemistry: Giulio Natta (1903-1979). And finally, Economic Sciences: Franco Modigliani (1918-2003).

So, if we really want to appreciate our Cultural Heritage, which includes every aspect of our lives, let us start looking at names such as those mentioned above because they are the start of understanding that we Italians do not need stereotypes to understand the greatness of our Cultural Heritage, but simply to understand the deeds of our forefathers who truly changed the world and we still continue to do so in many ways in every aspect of our lives…

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