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Ambiente & Turismo

Firmato il primo contratto del fiume Tevere

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Per Ecoitaliasolidale servirebbe un “Ente unico di gestione” e lanciamo l’idea del “Parco nazionale del Tevere”

 E’ stato firmato il primo contratto del fiume Tevere. Hanno aderito Roma Capitale, il Comune di Fiumicino, l’Area Metropolitana e tanti enti che hanno competenza sul nostro fiume, oltre che ad alcune associazioni del territorio, al fine di programmare la riqualificazione e la   tutela del Tevere, migliorare il suo stato di salute, renderlo fruibile. La firma arriva successiva all’istituzione da parte della Regione Lazio dell’ennesimo organismo che si occupa del fiume, l’ufficio di scopo per i contratti di fiume e piccoli comuni.

Un coordinamento, in prima fila l’Area Metropolitana per trovare “coerenza tra 85 enti pubblici e privati, impegnati per la tutela ambientale del fiume nei territori che vanno dalla diga di Castel Giubileo alla Foce”.

Come Ecoitaliasolidale – ricorda il Presidente Piergiorgio Benvenuti “abbiamo da anni proposto la necessità di  un “accordo di collaborazione” fra più enti,  ma per noi deve essere un accordo propedeutico  alla realizzazione  di un vero e proprio  unico Ente gestore che si occupi: della riqualificazione del tratto fluviale; della depurazione delle acque: della piena navigabilità del fiume, sia per la mobilità alternativa, sia per lo sviluppo turistico della città; della valorizzazione degli argini, comprese le competenze sulla pista ciclabile; del poco che rimane dell’esistente ippovia e della gestione dei parchi fluviali, che ancora non sono stati avviati.  Non ultimo, riteniamo di massima importanza risolvere il problema di oltre 250.000 cittadini dell’area metropolitana di Roma che continuano ad essere soggetti a uno stato di elevato rischio idraulico anche di fronte a semplici piogge, temporali e precipitazioni ‘non estreme’, a causa dell’assenza o della carenza di manutenzione per circa 700 km di fossi e canali, delle rive del Tevere oltre che dell’Aniene”.

Per questo sollecitando la necessità di aggiornare il Piano di Protezione civile con l’inserimento delle nuove aree a rischio idrogeologico.  

“Ora si promuove un ennesimo “tavolo”, ma ad oggi proseguono ad essere diversi gli enti che si occupano del fiume, a partire dall’Autorità di Bacino, la Capitaneria di Porto, la Regione Lazio, Roma Capitale, la città metropolitana, l’ARDIS, la Fondazione Tevere della Regione, oltre ad altri enti e consorzi, che di fatto creano un grosso conflitto di competenze, senza avere un vero progetto di bonifica e di riqualificazione unitario del Tevere e dei suoi argini”.

“Bene quindi gli  “accordi di collaborazione” fra più Enti, ma proseguiamo a ritenere fondamentale, al fine anche di snellire la burocrazia, la creazione di un unico Ente di gestione del Fiume Tevere. Non solo -prosegue Benvenuti- proponiamo l’istituzione di un “parco nazionale del Tevere”, un’area che “si svilupperebbe su 80 mila ettari di territorio” e che “sarebbe il sesto parco nazionale per dimensione. Un valore inestimabile per la salvaguardia ambientale, oltre che per il rilancio d’immagine della Capitale, sicuro volano per uno sviluppo turistico e quindi per un ritorno occupazionale”.

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