L’emigrazione vista con l’occhio sbagliato – Migration seen with the wrong eye


di emigrazione e di matrimoni

L’emigrazione vista con l’occhio sbagliato

Le moderne leggi dell’emigrazione cominciarono ad apparire tra le due guerre e solo dopo la Secondo Guerra Mondiale sono entrati in vigore a livello internazionale i moderni visti di immigrati con le quote e prerequisiti, ecc., che ora rendono difficile emigrare nei paesi occidentali.

di Gianni Pezzano

Ci sono temi che sai, prima ancora di scrivere, che faranno arrabbiare qualche lettore, però non per questo dobbiamo evitarli. Il concetto centrale della rubrica “italiani nel mondo” è quello di incoraggiare la ricerca della Storia della nostra emigrazione in giro per il mondo. Purtroppo, ci sono aspetti di questo fenomeno che non sono chiari e per motivi di onestà intellettuale e correttezza abbiamo l’obbligo di analizzare ogni aspetto che ci riguarda.

Inoltre, abbiamo anche spesso il vizio di guardare il passato con l’occhio puramente moderno e non sempre ci accorgiamo che il passato è altrettanto complicato quanto il mondo moderno del quale spesso ci lamentiamo. Per questo dobbiamo capire bene le circostanze del passato e guardarlo con l’occhio dell’epoca.


Per quanto vogliamo credere che tutti i nostri connazionali siano partiti per farsi una nuova vita all’estero, e la stragrande maggioranza dei nostri connazionali ha fatto proprio così, dobbiamo riconoscere e analizzare che non era così per una percentuale che non sapremo mai quanto sia grande.

C’è una data che dobbiamo considerare nello studiare questo aspetto, e coincide più o meno con la fine della Grande Guerra, perché prima di allora non esistevano i passaporti come li conosciamo ora e questo rendeva più facile poter veramente iniziare una vita da capo per alcuni, che per un motivo o l’altro dovevano fuggire dal Bel Paese.

Ellis Island

Il simbolo della migrazione, non solo americana ma ora anche internazionale, è Ellis Island a New York.

Letteralmente milioni di immigrati sono passati per le sue porte per accedere agli Stati Uniti. Su questo luogo ci sono molte leggende e verità. Ma guardiamo da vicino un esempio di come poteva arrivare un nostro connazionale negli Stati Uniti nel 1901.

Questo filmato è tratto dal celebre film Il Padrino 2 del regista italo-americano Francis Ford Coppola che fa vedere il giovane Vito Andolini, che fuggiva da una faida in Sicilia dopo la morte della sua famiglia. Vediamo la reazione degli immigrati nel vedere la Statua della Libertà, ma nella seconda metà vediamo come si svolgevano all’epoca le procedure d’entrare in America.

E così il ragazzo siciliano è diventato Vito Corleone, uno dei due principali protagonisti dei primi due film della serie insieme al figlio Michael Corleone. Questa scena ci fa capire due cose molto importanti, quando cominciamo a considerare l’aspetto di entrata legale e illegale di immigrati nei paesi d’immigrazione nel passato.

Il primo è ovviamente la conferma delle molte storie che sentiamo su come i burocrati hanno cambiato i cognomi e anche i paesi d’origine di moltissimi immigrati, e ora per questo motivo i loro discendenti hanno problemi a rintracciare l’albero genealogico e le loro radici. Il secondo punto importante da notare è che non c’era un passaporto, perché all’epoca non esistevano, figuriamoci passaporti con microchip, impronte digitali, ecc., come quelli moderni. Se fosse stato così i burocrati non avrebbero potuto sbagliare a capire nomi e di conseguenza cambiarli.

Il giovane del film si è trovato con un’identità nuova per caso. Ma, se vogliamo essere onesti, dobbiamo riconoscere che questo rendeva molto più facile per emigrati all’epoca, entrare nel paesi per motivi meno nobili e a volte meno legali dei luoghi comuni che pensiamo quando trattiamo le grandi ondate dell’emigrazione nel mondo, italiana e non.


Motivi illeciti

Vito Andolini poi Corleone non era semplicemente un’invenzione letteraria. Le faide nel sud d’Italia non erano rare all’epoca e infatti succedono ancora oggi. Chi scrive ha conosciuto un nostro connazionale che emigrò in Australia dalla Calabria negli anni 80 proprio per quel motivo, e ogni tanto sentiamo ancora di casi legati a faide, anche se molto meno del passato.

La mancanza di documentazione sicura rendeva molto facile sia per le vittime che per gli assassini di queste faide fuggire dall’Italia. Chi per salvarsi la vita e chi per evitare le conseguenze legali o rappresaglie, iniziando cambiando facilmente nome e luogo d’origine.

Naturalmente, questa mancanza di documentazione sicura rendeva anche più facile per la nostra criminalità organizzata, a partire da quel che ora chiamiamo la “mafia siciliana”, diffondersi in tutti i continenti. Infatti, ancora oggi, in un periodo di documenti sicuri, vediamo casi come la strage del Duisburg in Germania nel 2010, come le nostre cosche continuano a espandersi nel mercato illecito internazionale, a partire dall’Nrangheta calabrese che ormai è il gruppo italiano più potente.

Però, nel riconoscere questo aspetto dell’emigrazione, ci sono anche quelli che sono fuggiti dall’Italia per evitare le conseguenze delle loro azioni in Patria. Chissà quanti emigrati, e ripeto non solo italiani, sono fuggiti da fallimenti delle società, da debiti e altri problemi che non sapevano più come affrontare o risolvere.

Sappiamo anche di casi di italiani, tedeschi, e altri paesi particolarmente da parte dell’Asse, che sono fuggiti all’estero, spesso anche con l’assistenza delle autorità dei nuovi paesi di residenza, perché utili per combattere la Guerra Fredda contro il nuovo nemico l’Unione Sovietica, per evitare i processi per stragi, e altri reati commessi prima, durante e a volte dopo la Seconda Guerra Mondiale. Questi ultimi hanno ottenuto nuove identità dalle autorità locali e in ogni probabilità le loro nuove famiglie all’estero non sanno niente del vero passato del coniuge o padre.

Poi, dobbiamo considerare un gruppo di emigrati “non nobili” che non erano rari e che ancora oggi sentiamo dire in un modo o l’altro.


Vedove bianche

Prima del 1971 in Italia non esisteva il divorzio, tranne nei casi di personaggi celebri, oppure ricchi che si potevano permettere la spese per poter annullare il matrimonio tramite la Sacra Rota.

Quindi, per decenni per il marito la soluzione più pratica era di emigrare all’estero con il pretesto di chiamare la famiglia una volta stabilitosi nel nuovo paese. Molti mariti hanno fatto proprio così, ma altri sono arrivati al nuovo paese e sono semplicemente “spariti”.

Naturalmente questo era molto più facile nel periodo pre-passaporti, ma ci sono casi moderni di questo fenomeno. I mariti infelici potevano arrivare nel nuovo paese cambiare identità, prendere un divorzio locale, oppure fingersi scapolo e sposarsi con una ragazza locale. Non mancano nemmeno casi, particolarmente nell’emigrazione in Europa, di emigrati con famiglia in Italia che hanno famiglia anche nel nuovo paese.

In questi casi è stato inventato un soprannome molto crudele per le mogli rimaste a casa, le “vedove bianche”. Questo è particolarmente crudele perché non sempre i mariti sono spariti in quel modo, ma in alcuni casi sono morti o sono stati uccisi all’estero, particolarmente in Sud America, e le autorità locali non sapevano come rintracciare i parenti in Italia per mancanza dei dettagli anagrafici precisi.

Radici e legalità

Non vogliamo dire che questi casi siano stati la regola, anzi erano la minoranza, ma sono il motivo per cui non possiamo dire che tutti gli emigrati all’estero siano stati onesti nelle loro azioni e intenzioni. Senza dubbio, nel mondo d’oggi sarebbero considerarti clandestini, ma all’epoca questa categoria non è davvero esistita, a partire degli Stati Uniti.

Le moderne leggi dell’emigrazione cominciarono ad apparire tra le due guerre e solo dopo la Secondo Guerra Mondiale sono entrati in vigore a livello internazionale i moderni visti di immigrati con le quote e prerequisiti, ecc., che ora rendono difficile emigrare nei paesi occidentali.


Infatti, se guardiamo le statistiche della demografia della grande maggioranza degli emigrati italiani, fino agli anni 60 era composta principalmente da gente della campagna ed artigiani, spesso analfabeta e più spesso che parlava solo il dialetto. Per questo motivo hanno iniziato la vita nuova con i lavori più umili.

Anche per questo motivo le loro imprese all’estero sono ancora più importanti, non solo a livello imprenditoriale, ma per il fatto che i figli di moltissimi di loro sono diventati laureati e professionisti importanti.

Eppure, allo stesso tempo, dobbiamo anche riconoscere che se questi stessi immigrati chiedessero oggi un visto per emigrare negli stessi paesi, sicuramente sarebbero rifiutati in base ai regolamenti esigentissimi moderni.

Si, dobbiamo essere fieri dei nostri emigrati del passato e anche d’oggigiorno, ma dobbiamo essere onesti che non tutti erano “puliti” e che una percentuale iniziò la nuova vita come clandestini o peggio.

Anche questo fa parte della nostra Storia e negare questa realtà in effetti diminuisce la grandezza di quelli che sono emigrati in modo aperto e legale.

Vedendo il passato semplicemente con l’occhio moderno non possiamo capire che il nostro passato non è sempre quel che avremmo voluto..


ellis island

di emigrazione e di matrimoni

Migration seen with the wrong eye

Modern immigration laws began to appear between the two world wars and only after the Second World War did modern immigration visas come into effect with quotas, requirements, etc, which now make it difficult to migrate to western countries.

By Gianni Pezzano

There are subjects that you know even before you start writing will make some readers angry, however, we must not avoid them for this reason. The central concept of the Italiani nel mondo (Italians in the world) column is that of encouraging research into the history of our migration around the world. Sadly, there are aspects of this migration that are not clear and for reasons of intellectual honesty and correctness we are obliged to the analyze every aspect that concerns us.

Furthermore, we also often have the vice of looking at the past with a purely modern eye and we do not always notice that the past is just as complicated as the modern world that we criticize so much. For this reason we must fully understand the circumstances of the past and look at it with the eye of the times.

As much as we want to believe that all our countrymen left to start a new life overseas, and the great majority did just that, we must recognize and analyze that this was not the case for a percentage of them and we will never know how big this was.

There is a date that we must consider when we study this aspect and it coincides more or less with the of the Great War because before then there were no passports as we know them and this made it easier to truly begin a new life for some who, for one reason or another, had to run away from Italy.

Ellis Island

The symbol of migration, not only in America but now also internationally, is Ellis Island in New York.

Literally millions of migrants passed through its doors to enter into the United States. There are many legends and truths about this place, but let us look closely at an example of how one of our countrymen could have entered the United States in 1901.

The film clip below from the famous film “The Godfather 2” by the Italian-American director Francis Ford Coppola shows us the young Vito Andolini who was running away from a faida (feud) in Sicily after the death of his family. We see the reaction of the migrants as they see the Statue of Liberty but in the second half we see how the entry procedures into America occurred at the time.

And so the young Sicilian boy became Vito Corleone, one of the two main characters of the first two films of the series together with son Michael Corleone. This scene lets us understand two very important things when we begin considering the aspect of legal and illegal migrants into countries of immigration in the past.

Obviously the first is the confirmation of the many stories that we hear about how the bureaucrats on the island at the time changed the surnames and even the towns of origin for many migrants and now for this reason their descendants have great difficulty in tracing their family trees and roots. The second important point to note is that there was no passport because they did not exist at the time, let alone with a microchip, digital fingerprints, etc., as we have in modern ones. If this had been the case the bureaucrats would not have made a mistake understanding the names and subsequently changing them.

The young man of the film found himself a new identity by chance. But, if we want to be honest, we must recognize that this made it easier for migrants at the time to come into the country for less noble reasons and at times less legal reasons from the clichés that we think when we deal with the great waves of migration around the world, Italian and non-Italian.

Illicit motives

Vito Andolini, then Corleone, was not a simple literary invention. The faide in the south of Italy were not rare at the time and in fact they still occur today. The writer of this article met a one of our countrymen who migrated to Australia from Calabria in the 1980s for this reason and every so often we still hear of cases tied to faide, even if less often than in the past.

The lack of sure documentation made it very easy for both the victims and the murderers of these faide to flee from Italy. The first to save their lives and the others to avoid the legal consequences or reprisals, starting with easily changing name and place of origin.

Naturally this lack of sure documentation made it easier for our organized crime, beginning with what we know call the “Sicilian Mafia”, to spread to all the continents. In fact, even today with sure documents we see cases such as the Duisburg Massacre in Germany in 2010 of how our gangs continue to expand internationally into the world‘s illegal market, beginning with the Calabrese ‘Ngrangheta that is now Italy’s most powerful group.

However, in recognizing this aspect, there are also others who fled from Italy to avoid the consequences of the actions in the home country. Who knows how many, and I repeat not only Italians, ran away from company collapses, debts and other problems who no longer knew how to deal with or resolve.

We also know of cases of Italians, Germans and from other countries, especially on the part of the Axis, who ran away overseas, often also with the assistance of the authorities of the new countries of residence because they were useful for fighting the Cold War against the new enemy, the Soviet Union. The latter obtained new identities from the local authorities and in all probability their new families overseas know nothing of the true past of their husband or father.

And then we must consider a group of “ignoble” migrants that were not rare and that we still hear about today in one way or another.

White widows

Before 1971 Italy did not have a divorce law, except in cases the famous celebrities, or the rich who could afford to annul their marriages through the Sacred Rota.

Therefore, for decades the most practical solution for the husband was to migrate overseas on the pretence of calling the family once he was established in the new country. Many did just this, but others arrived in the new country and then simply “disappeared”.

Naturally this was much easier in the period before passports, but there are modern cases of this phenomenon. The unhappy husbands came into the new country, changed identity, get a local divorce, or pretended they awee single and marred a local girl. There is also no lack of cases, especially in migration within Europe, of migrants with a family in Italy who also have one in the new country.

A very cruel nickname was invented for the wives of these cases, the vedove bianche (white widows). This is particularly cruel because the husbands did not always disappear in that way but in some cases they died or were killed overseas, especially in South America, and the local authorities did not know how to trace the relatives in Italy due to the lack of specific details.

Origins and legality

We do not want to say these cases were the rule, rather they were a minority, but they are also the reason for which we cannot say that all the migrants from overseas were honest in their actions and intentions. Undoubtedly in today’s world they would be considered illegal immigrants but at the time this category did not truly exist, beginning in the United States.

Modern immigration laws began to appear between the two world wars and only after the Second World War did modern immigration visas come into effect with quotas, requirements, etc, which now make it difficult to migrate to western countries.

In fact, if we look at the statistics of the demographics of the majority of Italian migrants up to the 1960s they were composed of people from the country and craftsmen, often illiterate and even more often spoke only their dialect. This was the reason they began their new lives with the humblest jobs.

For this reason too their deeds overseas are even more important, not only as entrepreneurs by many, but by the fact that great numbers of their children became university graduates and important professionals.

Yet at the same time, we must also recognize that if these same migrants today applied for a migration visa to the same countries they would be refused according to the very strict modern regulations.

Yes, we must be proud of our migrants from the past and even today’s, but we must be honest that not all were “clean” and that a percentage began their new lives as illegal immigrants or worse.

This too is part of our History and denying this reality in effect diminishes the greatness of those who migrated openly and legally.

Looking at the past only with a modern eye does not let us understand that our past is not always as clear as we would want..

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