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Alzata di scudi di Cisl Medici Lazio contro vaccini antinfluenzali inoculati in farmacia

By 3 Ottobre 2020 No Comments

“La Regione Lazio ritiri l’ordinanza e utilizzi al meglio la rete dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali, dei distretti sanitari e dei dipartimenti di prevenzione delle Asl per ottimizzare l’adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale per quanti vorranno usufruirne”

“Bene ha fatto il presidente della FNOMCEO – secondo la Cisl Medici – a rappresentare la contrarietà dei medici su quella parte del provvedimento adottato dalla Regione Lazio che prevede la somministrazione e inoculazione dei vaccini antinfluenzali nelle farmacie senza – si legge nella nota Fnomceo – nessun accenno a interpellare i medici”.

“C’è aria di ricorsi – prosegue la nota a firma di Luciano Cifaldi, segretario della Cisl Medici Lazio, e di Benedetto Magliozzi, segretario della Cisl Medici di Roma Capitale/Rieti.- Evidentemente non è bastata la sentenza del Tribunale Amministrativo del Lazio che ha annullato l’ordinanza della Ragione Lazio che stabiliva l’obbligo di vaccinazione antinfluenzale e pneumococcica per tutto il personale sanitario, pena la temporanea inidoneità al lavoro per il personale sanitario.

Già da tempo la Cisl Medici aveva evidenziato come nei mesi scorsi l’ordinanza regionale era giunta all’improvviso senza consultare in alcun modo le organizzazioni sindacali dei lavoratori della sanità. Il sindacato ritiene che sia non concepibile l’esclusione dei medici, unici legittimati a porre in essere atti clinici sul paziente, che non sono mai stati coinvolti su decisioni che riguardano non solo le competenze della  professione ma anche la salute stessa dei cittadini”.


“Ci dispiacerebbe – conclude la nota della Cisl Medici – che questo ulteriore attacco alla professione medica possa essere poi derubricato ad una semplice provocazione. I cittadini e gli operatori sanitari non hanno bisogno di improvvide fughe in avanti per quanto riguarda la tutela della salute pubblica.

La Regione Lazio ritiri l’ordinanza e utilizzi al meglio la rete dei medici di famiglia, dei pediatri di libera scelta, degli specialisti ambulatoriali, dei distretti sanitari e dei dipartimenti di prevenzione delle Asl per ottimizzare l’adesione alla campagna vaccinale antinfluenzale per quanti vorranno usufruirne”

La reazione di Cisl Medici Lazio fa seguito alla nuova ordinanza di ieri venerdì 2 ottobre, che il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha emesso con oggetto “Ulteriori misure per la prevenzione e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Oltre all’uso obbligatorio delle mascherine  all’aperto, Zingaretti interviene anche sul modus operandi in tema di vaccinazioni antinfluenzale.
Nell’ordinanza si legge infatti che “allo scopo di perseguire in modo efficace l’obiettivo di generale copertura vaccinale e di assicurare che il sistema sanitario regionale possa fronteggiare l’aumento di domanda anche per le persone di età compresa tra 18-59 anni (residuali rispetto a quelle bersaglio e servite da MMG/PLS)”, viene disposto che “una quota di 100.000 dosi vaccini, o ulteriore, sia resa disponibile alle farmacie per garantire l’acquisto con oneri a carico del cittadino, secondo un prezzo uniforme di partecipazione che verrà all’uopo individuato, e previo rimborso alla Regione del costo sostenuto, e consentire loro, in presenza dei requisiti e secondo modalità definite dalla Direzione Salute, oltre che la vendita, anche l’organizzazione di un servizio di somministrazione/inoculazione del vaccino con conseguente assunzione di responsabilità.”

Considerato il delicato tema della salute pubblica e le correlate responsabilità dei medici di famiglia che sono delegati a seguire il paziente passo dopo passo, risulta quanto mai doverosa l’alzata di scudi di Cisl Medici Lazio su tale emblematica ordinanza. La complessità dell’equilibrio fisico di ogni singolo paziente è prerogativa dei medici di base, pediatri o Asl di riferimento, quali competenze può avere il farmacista?


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