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Salute

Milano. CONDAV ETS a Majorino: non chiamateci no vax!

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CONDAV ETS a Majorino: «i danneggiati da vaccino non sono no vax. Prima di giudicare, venga in piazza ad ascoltarli»

Di Nadia Gatti- Presidente CONDAV ETS

Il CONDAV ETS, associazione che rappresenta la maggiorparte dei danneggiati da vaccino riconosciuti in Italia, respinge con fermezza le dichiarazioni di Pierfrancesco Majorino sull’evento svoltosi presso Palazzo Pirelli.

Definire quell’iniziativa un «convegno no vax» significa compiere una semplificazione grave e, soprattutto, offendere le persone che il CONDAV rappresenta.

I danneggiati da vaccino non sono una categoria ideologica.

Sono cittadini che si sono vaccinati e che, dopo la vaccinazione, hanno subito gravi conseguenze sulla propria salute che sono state riconosciute dalle competenti istituzioni.

Molti di loro si sono vaccinati confidando nelle istituzioni, nella medicina e nel Servizio sanitario nazionale. Oggi alcuni di quegli stessi cittadini si trovano a dover affrontare malattie, disabilità, perdita del lavoro, difficoltà economiche e familiari.

Ridurre tutto questo all’etichetta «no vax» non è soltanto semplicistico: significa non voler vedere le persone che stanno dietro a questa definizione.

«CHIEDIAMO CHE LA SCIENZA ASCOLTI ANCHE CHI È STATO DANNEGGIATO»

Majorino parla di «delegittimazione del lavoro straordinario della comunità scientifica, dei medici e degli infermieri».

Il CONDAV non intende delegittimare nessuno.

Ma difendere la scienza non significa impedire le domande.

La scienza, quella autentica, non dovrebbe avere paura del confronto, dell’analisi degli eventi avversi, delle testimonianze dei pazienti e delle domande alle quali ancora non è stata data una risposta soddisfacente.

E soprattutto, la tutela della salute pubblica non può significare che chi ha subito un danno debba essere messo a tacere per non disturbare una narrazione precostituita.

Noi non chiediamo a Majorino di diventare un sostenitore delle nostre posizioni.

Gli chiediamo semplicemente di conoscere le persone sulle quali sta esprimendo un giudizio.

«MAJORINO SCENDA DAL PALAZZO E VENGA IN PIAZZA»

Per questo rivolgiamo al consigliere Majorino un invito pubblico.

Venga a incontrare i danneggiati da vaccino.

Venga in piazza.

Parli con chi prima della vaccinazione conduceva una vita normale e oggi deve fare i conti con una condizione invalidante.

Parli con i familiari.

Parli con chi non riesce più a lavorare.

Parli con chi sostiene quotidianamente costi sanitari e assistenziali.

Parli con chi, pur essendosi vaccinato, oggi si sente abbandonato dalle istituzioni.

Dopo averli ascoltati, sarà naturalmente libero di mantenere le proprie convinzioni.

Ma sarebbe certamente più rispettoso nei confronti di queste persone dopo averle conosciute.

«NON ACCETTIAMO LA FALSA ALTERNATIVA: NO VAX O SCIENZA»

Nel suo intervento Majorino chiede al Presidente Fontana e all’assessore Bertolaso di dire «da che parte stanno: con i no vax o con la comunità scientifica».

Riteniamo che questa contrapposizione sia profondamente sbagliata.

Esiste anche una terza parte: quella dei cittadini danneggiati da vaccino che chiedono alle istituzioni di essere ascoltati e di non essere abbandonati.

«LA POLITICA NON PUÒ ESSERE ELITARIA QUANDO SI PARLA DI SALUTE E SOFFERENZA»

Ci permettiamo infine di rivolgere a Majorino una considerazione.

La politica dovrebbe avere il compito di avvicinarsi alle persone più fragili, non di catalogarle dall’alto.

Quando si parla di salute, malattia e disabilità, le categorie ideologiche diventano particolarmente pericolose.

Per questo ci auguriamo che Majorino possa avere il coraggio di fare un passo diverso: meno giudizi dall’alto e più ascolto dal basso; meno contrapposizioni e più confronto.

Il CONDAV ETS è pronto ad organizzare un incontro pubblico con Majorino e con i danneggiati da vaccino riconosciuti.

Non gli chiediamo di darci ragione.

Gli chiediamo di venire ad ascoltare.

Perché prima di definire «no vax» una comunità di persone che soffrono, sarebbe opportuno conoscerne le storie.

E perché chi siede nelle istituzioni dovrebbe ricordare una cosa fondamentale:

I DANNEGGIATI DA VACCINO NON SONO UN’IDEOLOGIA. SONO PERSONE.

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