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Arte & Cultura

Valerio Mattei e la magia nel quartetto di Liverpool

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Tempo di lettura: 5 minuti

Intervista a Valerio Mattei che ha da poco pubblicato “Beatle – Magia”.

Di Francesca Rossetti

Il gruppo musicale dei Beatles da sempre accompagna la nostra vita con le splendide canzoni dei Fab Four che hanno fatto storia e parallelamente attorno al gruppo sono nate diverse leggende metropolitane: dalla morte di John Lennon ad opera di un malato che ha sempre sostenuto di essere stato guidato da una sorta di mano maligna nel premere il grilletto alla presunta scomparsa di Paul McCartney in un incidente stradale e che sarebbe poi stato sostituito da un sosia. Di questo e tanto altro ne parliamo con Valerio Mattei che ha da poco pubblicato “Beatle – Magia”.

Chi è Valerio Mattei e come nasce la passione per i Beatles?

“Nasco come musicista, con una grande passione per la musica degli anni Cinquanta/Sessanta in particolare (Peppino di Capri per primo) fin da bambino quando inizio a suonare le prime note sulle tastierine e sulla prima chitarra. Quella musica celestiale, quei cori angelici, mi erano molto familiari… forse reminiscenze di quella Casa Celeste che da poco avevo lasciato.

Verso i 14 anni l’incontro con la prima mitica doppia raccolta rossa prestata da un compagno di classe, Lorenzo, che nomino all’inizio del libro Beatle-Magìa. Un momento mistico in cui sentii un presagio di magia… E fu proprio così. Da quel pomeriggio in cui inserii quel cd nel lettore, ho ascoltato, imparato, suonato, cantato, letto, visionato enormi quantità di materiale Beatlesiano e ho iniziato inconsciamente forse, a elaborare i diversi concetti che permeano di sé questo libro”.

Il rapporto fra i Beatles e la magia: simboli e significati nascosti nelle loro canzoni

“In Beatle-Magìa sostengo che ogni artista, ogni creativo, forse perfino ogni essere umano, che ne sia conscio o meno, può farsi canale di Idee, di una Grazia che, con massimo rispetto per il Libero Arbitrio – che conferisce massima dignità a ognuno – cerca di raggiungere ogni cuore e ogni mente…

Ogni artista di fatto è un Ponte tra Cielo e Terra. Curiosamente in molte interviste i Beatles smentiscono di aver ad ogni costo inteso conferire ad ogni loro canzone, o a molte di esse, necessariamente un qualche significato arcano… quasi a voler mantenere una valenza ambigua… un alone di mistero che contraddistingue tutti i grandi Sciamani e Alchimisti nella storia. Sicuramente “Tomorrow never knows” è un brano molto allusivo e metaforico, a quanto pare direttamente ispirato al “Libro tibetano dei Morti” e a “The psychedelic Experience” di Leary/Alpert/Metzner con rimandi ai flussi di coscienza… tecniche meditative… impressionante evoluzione per musicisti che solo circa tre anni prima erano interamente dediti a del semplice rock’n’roll… che poi semplice non è mai… in quanto reale espressione energetica sciamanica di un’ Umanità che bramava riscatto e superamento di vecchi schemi”.

I Fab Four e la religione

Argomento delicato in quanto spesso oggetto di fraintendimenti e strumentalizzazioni. Lennon, come sempre molto lucido, trovò che a metà degli anni Sessanta, la gioventù sembrava molto più affascinata da una band di musicisti come i Beatles (e lo intendeva come spesso gli era tipico con toni semmai sarcastici, non auto-celebrativi) che dalla religione Cattolica. Questa frase fu volutamente riportata fuori contesto e distorta nel famoso “I Beatles sono più grandi di Gesù” che scatenò un vero inferno mediatico con minacce addirittura fisiche ai quattro un po’ in tutto il mondo. In realtà i Beatles ebbero il grande merito di avvicinare grandi masse di persone alla Meditazione Trascendentale grazie al loro viaggio in India e alla loro frequentazione di esponenti carismatici come Maharishi Mahesh Yogi. Le esperienze di creatività mistiche come quelle emerse in concomitanza con il concepimento di brani come Yesterday, Let it be e Across the Universe, a detta degli stessi autori un vero dono del Cielo, non hanno fatto che enfatizzare il ruolo che una certa sensibilità trascendente ha giocato su uno dei repertori musicali contemporanei di maggior successo nella storia contemporanea”.

Nothing is real: realtà ed illusione

“Lucy in the sky with diamonds, Nowhere man, Strawberry Fields forever, ma anche Penny Lane, A day in the life… sono come un unico monito in cui i nostri eroi sembrano voler dire al mondo (ed è uno dei temi su cui mi soffermo maggiormente in Beatle-Magia, anche in continuità con le riflessioni emerse nel mio primo libro “Lo Sciamano” edito da Edilazio Letteraria – Edilet, 2019) “la vità è sogno…nulla è reale come sembra…. Godiamoci il viaggio….” Ed è effettivamente così… tutto ciò che chiamiamo reale è in effetti… impermanenza… siamo sempre gli stessi e sempre diversi… nel giro di poco tempo non una singola cellula rimarrà di quelle che in questo momento stanno prendendo coscienza di queste parole, per me che le scrivo e per chi le leggerà in un altro spazio-tempo… Perché ci ostiniamo a chiamare realtà tutto quello che, in quanto continuamente in trasformazione, meriterebbe di essere definito “sogno” e chiamiamo invece sogni, fantasie, vaneggiamenti, piani di realtà che per il fatto di essere maggiormente sottili e sfuggire pertanto ai cinque sensi principali, sembrano… inesistenti? Sentiamo forse gli ultrasuoni? Eppure sappiamo che sono reali… Quanta parte del … reale… ci sfugge… come pochi anni fa ci sfuggivano le condizioni che avrebbero poi portato alla creazione di smartphone, internet… e di tanta altra tecnologia che sta rivoluzionando non solo la nostra vita ma anche la nostra percezione della (così detta) realtà… la nostra esperienza del Tutto…”

Sogni, coincidenze, aldilà, incontri karmici fra i 4 artisti, fra di loro, con i loro amici e con le rispettive partner 

“Sicuramente una grande componente della Beatle-Magìa era la misteriosa e indissolubile alchimia tra i quattro, l’affinità elettiva che neanche le forti tensioni che portarono allo scioglimento nel ‘70 poterono scalfire. Si pose fine a un simulacro che ormai aveva del grottesco a livello mediatico, un’implosione di schemi e percorsi che avevano a quel punto più a che fare con commercialisti e avvocati che con fate e muse… Ma l’alchimia tra loro rimase… perfino John e Paul, i più drammaticamente contrapposti nei primi anni della separazione, tornarono a vedersi, a collaborare… Ma il loro karma non prevedeva ritorni di fiamma… i Beatles, come Orfei di ritorno dall’Ade non dovevano e non potevano guardarsi indietro… tutta l’Umanità, come Euridice, doveva e poteva solo seguirli, fuori dalle ombre di un periodo storico stagnante, ancora insanguinato da due conflitti mondiali e da omicidi illustri come Kennedy e King, per tacere di rivoluzioni, Viet-Nam, eccidi, il ’68 ecc.

Anche la vita privata soffrì chiaramente della Beatle-mania (mentre già si apprestava a diventare Beatle-Magìa…) praticamente tutti divorziarono o si separarono dalle compagne che avevano avuto accanto durante gli anni più folli… non stupisce neanche più di tanto che tutti sembrarono trovare pace sia lavorativamente che personalmente, quando si decise lo stop ai concerti e ci si concesse un minimo di ritmi più umani, grazie ai quali gli artisti ma anche le persone che questi artisti erano, poterono respirare e sviluppare contenuti e stili di vita, con sfumature decisamente più intense e profonde”.

Messaggio post-mortem di John Lennon e George Harrison: si sono fatti vivi dopo la loro scomparsa e come?

“Scrivere Beatle-Magìa si è rivelata un’esperienza decisamente molto oltre quanto mi aspettavo inizialmente. Un lavoro nato come omaggio a un prodotto culturale che tanto mi ha affascinato sin dagli anni della scuola, si è andato trasformando lentamente ma inesorabilmente in un viaggio sciamanico, akashico, magico, mistico, fino a farmi realmente percepire persone, fatti e circostanze come reali e vivi davanti ai miei occhi… quasi che queste anime volessero rivivere e trasmettere un principio più autentico rispetto alla ormai già esplorata aneddotica… e cioè non tanto cosa sia successo nella vicenda Beatles ma cosa sia successo e perché…da un punto di vista maggiormente trascendente e… magico … appunto… senza pretese di voler risultare una tesi, ma una semplice benché convinta “provocazione spirituale” un invito a lasciare aperte quelle famose porte della Percezione con cui Huxley ha affascinato tanti artisti e creativi…”

Prossime presentazioni del libro 

Domenica 4 giugno 2023

Beatle-Magìa sarà poi ospite anche del grande Beatles Day organizzato, come ogni anno, da Beatlesiani d’Italia Associati a Brescia, che nel 2023 è Capitale Italiana della Cultura con la città di Bergamo. A presentare il libro nel corso dell’evento bresciano sarà Rolando Giambelli, storico presidente dei Beatlesiani d’Italia Associati, che ha firmato un contributo “beatlesiano” all’interno del libro.

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