Diritti umani
UNICEF/migranti: su condizioni dei bambini rifugiati e migranti a Calais (Francia)

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Dichiarazione di Marie Pierre Poirirer, Coordinatore Speciale dell’UNICEF per la Crisi Rifugiati e Migranti in Europa.
“L’Impegno preso dalla Gran Bretagna e dalla Francia a trovare soluzioni urgenti per tutte le centinaia di bambini rifugiati e migranti che da mesi vivono a Calais, non potrebbe arrivare in un momento migliore” ha dichiarato Marie Pierre Poirier, Coordinatore Speciale dell’UNICEF per la Crisi Rifugiati e Migranti in Europa. Con l’imminente sgombero del campo di Calais e il clima invernale in arrivo, rappresenta una buona notizia il fatto che nei prossimi giorni molti bambini avranno una nuova casa e una nuova speranza in Gran Bretagna. Accogliamo con favore anche l’impegno della Francia a cercare soluzioni per gli altri bambini rifugiati e migranti che resteranno nel paese. Anche questa è una cosa attesa da tempo. Per mesi circa 1.200 bambini hanno vissuto in condizioni spaventose al campo di Calais, esposti ad abuso, sfruttamento e incidenti stradali in attesa di un destino incerto. Possiamo solo immaginare l’enorme sollievo che i bambini proveranno quando saranno dati loro una casa, un’istruzione e un futuro – non solo per coloro che stanno andando in Gran Bretagna, ma anche per tutti quelli che resteranno in Francia. Il loro superiore interesse dovrebbe rappresentare per le autorità una guida per ogni passo del loro percorso. Noi, l’UNICEF, insieme con I nostri tanti partner, coni quali da tempo facciamo un lavoro di lobby, condivideremo il sollievo dei bambini quando i Governi da entrambi i lati del Canale Inglese presteranno pienamente attenzione alle richieste dei tanti attivisti e volontari a livello locale, ONG, compresi i Comitati per l’UNICEF di Gran Bretagna e Francia, e Organizzazioni Internazionali, per trovare soluzioni durature e prendersi cura dei bambini rifugiati e migranti. Ci auguriamo che le autorità si impegnino ancora di più, non solo secondo il dovere legale nei confronti dei bambini, ma anche secondo l’obbligo morale di proteggere tutti I bambini sradicati dai loro paesi.