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Ambiente & Turismo

“Ti amo ancora”: la gigantesca dichiarazione d’amore per la Terra della band “Eugenio in Via Di Gioia”

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Tempo di lettura: 3 minuti

Una meravigliosa dichiarazione d’amore rivolta al Pianeta Terra è apparsa nella notte tra il 28 e il 29 marzo, in Piazza San Carlo a Torino. La scritta è stata rivendicata dall’Associazione 2050, vicina alla band torinese “Eugenio in Via Di Gioia”

di Giordana Fauci

Nella notte tra il 28 e il 29 marzo, in Piazza San Carlo a Torino, è comparsa una scritta a caratteri cubitali sul porfido del salotto elegante della città… Una dedica fuorviante: “Ti amo ancora”. Questo vi si leggeva.

…Una scritta talmente grande da poter essere letta soltanto dall’alto e che, in effetti, proprio all’alto era rivolta.

Non era di certo dedicata a un’amata o a un amato perduta/o per sempre, come si sarebbe potuto credere ad una prima, poco attenta, lettura.

Né si trattava di una originale trovata pubblicitaria, come qualcuno aveva erroneamente ritenuto.

E neppure causata da una “bravata”, o meglio da un atto vandalico, come avevano creduto in molti.

…Una dedica, dunque, dal destinatario ignoto e che, in ogni caso, è stata già cancellata perché apposta in un luogo simbolo della città.

…Una dichiarazione che non si comprende come non sia stata notata da chi avrebbe dovuto vigilare a presidio della stessa piazza nella notte in cui è stata apposta.

Del resto, la Mole viene illuminata tutte le sere con un colore diverso oramai da tempo, a seconda delle tematiche trattate nel quotidiano.

Incomprensibile, quindi, tanta e tale disattenzione!

Perché vi sono luoghi che vanno preservati e Piazza San Carlo a Torino è uno di questi.

Eppure, al di là di quel che in molti avevano erroneamente pensato all’inizio, questa azione non è stata compiuta da vandali.

Di contro, è stata immediatamente rivendicata dall’Associazione 2050, vicina alla band torineseEugenio in Via Di Gioia”, formatasi nell’anno 2012 e che ha prontamente concordato con la società Amiat le spese per la pulizia.

Senza dubbio, qualcuno non vedeva l’ora di puntare il dito contro i soliti vandali.

Mentre qualcun altro aveva ipotizzato che l’azione fosse rivolta all’operazione di marketing di un grosso marchio.

Ma “non si tratta di niente di tutto questo…”: ha scritto la band su Instagram, pubblicando uno scatto dall’alto.

Si tratta, al contrario, di una dichiarazione d’amore di oltre 150 persone che la notte del 28 marzo scorso hanno condiviso sei ore di partecipazione collettiva, di presidio artistico e di vita vera, in una delle piazze più belle di Torino, con l’evidente fine di far esplodere il proprio sentimento d’amore…

…Verso qualcuno che non può non essere amato da tutti. Nessuno escluso!

Si tratta, in effetti, di una meravigliosa dichiarazione d’amore rivolta al Pianeta Terra.

La scritta, oltretutto, è stata realizzata con gessetti da scuola elementare, scotch di carta e un metro da sartoria.

…”Ti amo ancora”: una dedica sincera!

…Una presa di coscienza positiva verso una Terra che va curata.

…Una Terra che merita rispetto, visto che così generosamente ci ospita, seppur in un mondo meramente economico e sociale che deve, senza ombra di dubbio, “essere rivoluzionato per poter essere salvato…”. Questa l’opinione, condivisibile, della nota band. 

D’altro canto, non si può tacere che se tutto diventa possibile allora niente è più prezioso, ossia meritevole di essere costudito.

Ed è proprio per questo motivo che, sebbene il gesto abbia trovato giustificazione per taluni, molti altri non sono apparsi affatto tolleranti.

La città si è così mostrata divisa tra chi ha gridato all’“orrore!” e chi ha sentito che l’amore per l’ambiente non è mai troppo. Anzi! Necessita di essere manifestato sempre e comunque. Addirittura con azioni a dir poco “inusuali…”.

Luisa Papotti, ad esempio, Sopraintendente ai Beni Archeologici di Torino, ha dichiarato: “Non ne sapevo nulla. Sicuramente interessante il fatto che lo spazio pubblico venga interpretato così. E, poi, è gesso e nei prossimi giorni è prevista pioggia…”

Una “trovata” che è stata, dunque, in parte giustificata ma che non può evitare la condanna del gesto perché, come precisa la stessa Papotti “In teoria, ogni opera che riguarda un luogo vincolato deve essere previamente autorizzata. Ma è pur vero che esiste – grazie a Dio! – la libertà di espressione. E, per fortuna, il gesso non fa danni…”.

Del resto, oramai siamo abituati a leggere insulti oltremodo gravi e realmente offensivi.

…Un po’ di amore, almeno per una volta, non guasterà!

E, poi, non si tratta mica di vernice rossa, come quella che, di recente, ha imbrattato la Scala dei Turchi in Sicilia.

Qui è solo gesso! Ha ragione la sopraintendente Papotti: “la pioggia lo laverà via…”, così com’è già avvenuto.

In ogni caso, non si può evitare di essere di parte, ovvero dalla parte degli “Eugenio in Via Di Gioia ” e dell’Associazione 2050 che hanno fatto indispettire ma, al tempo stesso, divertire, senza dimenticare di far riflettere sull’amore che merita la nostra Terra.

Non a caso, l’impegno che mostra l’Associazione 2050 per l’innovazione l’ha indotta a giustificarsi e ad affermare con orgoglio “di avere lo sguardo rivolto da sempre ben oltre…”.

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