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Arte & Cultura

Teatro Gentile di Fabriano “Macbeth” con Franco Branciaroli e Valentina Violo

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Sabato 8 ottobre 2016

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Il Teatro Gentile di Fabriano si conferma luogo privilegiato per la creazione artistica rinnovando il progetto di residenze che vede al lavoro per questo avvio di stagione un grande Maestro della scena, Franco Branciaroli in veste di regista e protagonista, affiancato da Valentina Violo e la numerosa compagnia di Macbeth in scena sabato 8 ottobre come primo appuntamento della stagione teatrale promossa dal Comune di Fabriano e dall’AMAT in collaborazione con l’Associazione Papaveri e Papere e con il contributo del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e della Regione MarcheNell’occasione del 400° anniversario della morte del Bardo, Franco Branciaroli si confronta di nuovo con Macbeth, dopo esserne stato già protagonista nell’edizione diretta da Giancarlo Sepe nel 1994. Tra i vari spettacoli shakespeariani di cui è stato protagonista, ricordiamo almeno l’Otello diretto da Gabriele Lavia, in cui duettava con Umberto Orsini nel ruolo di Jago (1995), La bisbetica domata diretta da Marco Sciaccaluga, con Mariangela Melato nel ruolo del titolo, e il Riccardo III diretto da Antonio Calenda (1997). Primo attore da testi eterni, che ha onorato sempre la funzione rivelatoria e sacra del teatro, non poteva dunque non ritornare alla grande tragedia scozzese.

Il Macbeth inizia da un mondo esterno in guerra, dove caratteristiche come efferatezza e sete di sangue, al pari del coraggio, sono ritenute virtù – scrive Franco Branciaroli nelle note allo spettacolo –, in quanto preservano il mondo interno della corte, una società patriarcale civilizzata regolata da leggi divine. La violenza che si applica all’esterno non vale per l’interno, altrimenti tutto salta e tra il dentro e il fuori non c’è più differenza, tutto diventa guerra. Macbeth a un certo punto sceglie di portare la violenza all’interno e a questo si somma il fatto che anche la Lady, la sua parte femminile, si snatura e prende caratteristiche maschili: allora il caos è totale. Macbeth viene infatti “sedotto” all’ambizione dalle streghe, che storicamente rappresentano la minaccia al mondo patriarcale, e indotto all’assassinio da sua moglie, che viola il suo ruolo sociale di donna agendo come agirebbe un uomo. Al caos generato da donne che sono uomini (ovvero da una natura femminile perversa) solo un “non nato di donna” potrà porre fine. Ma il dramma è ancora più complesso e tremendo: Macbeth, uccidendo il re, simbolo del padre e del divino, uccide la sua stessa umanità ed entra in una dimensione di solitudine dove perde tutto, amore, ragione, sonno, scopo di vivere. In più, la sua vittoria è sterile perché non ha eredi, e questa sua rinuncia alla sua umanità servirà solo a passare il trono al figlio di un altro. Il Macbeth è la tragedia del male dell’uomo, della violazione delle leggi morali e naturali. Intorno all’inquietante parabola di seduzione dell’anima al male pulsa l’enigmatico cuore di questa tragedia”.

Lo spettacolo è prodotto da CTB – Centro Teatrale Bresciano e Teatro de Gli Incamminati. Il testo di William Shakespeare è tradotto da Agostino Lombardo. La compagnia di attori è composta da Tommaso Cardarelli, Daniele Madde, Stefano Moretti, Livio Remuzzi, Giovanni Battista Storti, Alfonso Veneroso. Le scene dello spettacolo sono di Margherita Palli, i costumi di Gianluca Sbicca e le luci di Gigi Saccomandi.

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