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Arte & Cultura

“Sul Nascere”, il libro della biologa Carolina Sellitto: tra scienza, teatro e letteratura

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Il volume inaugura la collana “Sul Palco” di C1V Edizioni e propone un manifesto culturale a difesa delle “embryositter”

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Le risposte della scienza trasmesse con la forza evocativa e chiarificatrice del teatro attraverso la lettura di un libro. Tutto questo è possibile con “Sul Nascere”, il volume della biologa e scrittrice Carolina Sellitto appena uscito per la casa editrice romana C1V Edizioni. Un libro che affronta la questione della fecondazione assistita e i temi esistenziali del “Nascere” e del “Vivere” arrivando dritto al cuore e alle menti delle lettrici e dei lettori grazie alla sua struttura originaria di opera teatrale dai toni leggeri, a tratti ironici e sempre profondi.

Sul Nascere” è stato presentato in anteprima nazionale il 3 dicembre scorso al Palazzo della Cultura di Marcianise, in provincia di Caserta, dove l’autrice napoletana vive e dove lavora come responsabile del laboratorio di Embriologia presso l’unità di Fisiopatologia della riproduzione del locale ospedale.

La prefazione è del noto genetista Edoardo Boncinelli. Mentre Mark Pattenden, regista e già docente di Drammaturgia alla Paddington Academy di Londra, ha curato la traduzione per “Re: Birth”, la versione in lingua inglese del libro che affianca quella italiana.

Il testo riprende fedelmente la struttura e i contenuti dell’omonima opera teatrale scritta dalla stessa Sellitto e già rappresentata a Napoli e Caserta. Con esso inoltre si inaugura la collana “Sul palco”, ideata e diretta dall’editrice Cinzia Tocci proprio per trasferire le emozioni e la potenza espressiva del teatro nella letteratura.

Il volume porta il lettore a immaginarsi spettatore a teatro. Al centro della scena c’è un professore, Andrea Pozzi, ginecologo, con le sue lezioni sul tema della fecondazione assistita rivolte a studenti di Medicina. Altri personaggi sono: Luca e Serena, giovane coppia impegnata nella difficile, conflittuale, frustrante ricerca di una tanto desiderata gravidanza, l’embriologa, precisa e necessariamente fredda nel nobile compito di aiutare la vita, e l’infermiera che spinge alla riflessione con l’efficacia dell’ironia e della comicità.

Tra una lezione e l’altra, tra ovociti, spermatozoi e tecniche di fecondazione assistita spiegate con la chiarezza della metafora artistico-letteraria, c’è spazio per ragionare sulla vita, ma anche sul senso del vivere. E c’è spazio per la lettera aperta di Carolina Sellitto che l’autrice propone nella parte finale del libro.

La lettera è una sorta di manifesto culturale. È un invito dell’embriologa-scrittrice a ripensare alle parole per un nuovo atteggiamento riguardo alla fecondazione eterologa, sia per le coppie eterosessuali che per quelle omosessuali. Sullo sfondo ci sono i punti di domanda su cos’è “Natura” e cos’è invece “contro-Natura”. E c’è un assunto: la Natura, spiega Sellitto, spinge semplicemente per il “normale incontro” tra lo spermatozoo e l’ovocita. Tutto il resto non le importa.

Su queste basi la proposta: rigettare “l’orribile ed equivoco” termine “mamma surrogato” e quello di “utero in affitto”. Dunque l’alternativa: la parola “embryositter”, secondo una visione positiva del ruolo della donna che si occupa dell’embrione al posto della coppia desiderosa di avere una figlia o un figlio. Una figura simile alle amorevoli baby-sitter, suggerisce Sellitto pensando alla “meravigliosa Mary Poppins” viva nei ricordi di diverse generazioni. Un termine innovativo per allontanare l’accezione negativa della funzione propria di chi si prende cura dell’embrione facendo le veci dei futuri genitori. Un concetto nuovo per andare oltre l’aspetto economico del fenomeno. Perché, poi, spiega l’autrice, anche il normale parto e anche le baby-sitter di oggi hanno un costo. “Quindi – è la sua domanda retorica – di che stiamo parlando?”.

Ecco allora le parole che scandisce a Marcianise in occasione della presentazione del suo libro: “Io lotterò per il termine ‘embryositter’ per fare la volontà della Natura, quella con la ‘N’ maiuscola, che vuole soltanto che la specie si riproduca e vada avanti. Combatto per chi non ha figli e li vorrebbe avere”.

Insomma: una proposta che ben si presta al dibattito. Il dibattito è del resto uno dei punti di forza dell’embriologa, negli anni Novanta assidua ospite al “Maurizio Costanzo Show” e oggi conduttrice del seguito “Oxygen”, il programma lanciato su Facebook per diffondere in chiave “social” i molteplici aspetti della scienza.

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