Pierluigi Battista, I libri sono pericolosi perciò li bruciano

By 15 maggio 2018Arte & Cultura

E’ un libro che si legge tutto d’un fiato. Se non altro per vedere come va a finire. Un piccolo testo narrativo in forma di saggio che racconta la storia del libro. Da una parte osannato e amato, talvolta come un feticcio. Dall’altro visto come emblema del demonio, del nemico da eliminare. Culmine di tale esecrazione è quasi sempre il rituale del rogo da eseguirsi negli spazi pubblici di strade e piazze.

di Manlio Lo Presti


Contrariamente a quanto si crede, i libri sono bruciati da lettori di libri e non dalle mani rozze di ignoranti inferociti e ottusi. Gli intellettuali di una sponda elaborano sistemi di pensiero autoreferenziali che criminalizzano le tesi degli avversari e quindi i loro libri che vanno bruciati in loco e rapidamente nei monasteri, nelle biblioteche pubbliche, nelle università, nelle residenze private.
L’Autore fa notare due cose che fanno riflettere.
La prima è che i roghi dei libri non sono stati eseguiti unicamente dai regimi fascisti. Anche i regimi di sinistra – o definiti tali dalla storia – hanno fatto la loro notevole parte. Mao ha distrutto milioni di volumi durante la Rivoluzione culturale. Pol Pot – nell’ambito della eliminazione di oltre tre milioni di persone – fece uccidere in massa tutti i possessori di occhiali perché lettori e dunque possessori di libri. Infine Stalin, con il suo bagno di sangue che travolse la vita di oltre venti milioni di russi.
La seconda evidenzia che chi legge non sempre diventa migliore, spesso un accanito lettore è il promotore dei roghi dei libri degli avversari che non la pensano come lui.
Si tratta di un volumetto scritto con una prosa agile e coinvolgente che va letto, riletto e regalato.

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