Attualità
L’invasione quotidiana dei pendolari nella Capitale
Ogni giorno 300 mila abitanti dell’hinterland entrano nella Città Eterna, per motivi di lavoro, di studio e finanche per visite mediche e, di questi, ben 3 su 4 vanno in auto
di Giordana Fauci
Ogni giorno 300 mila abitanti dell’hinterland entrano a Roma: si tratta di pendolari diretti quotidianamente nella Città Eterna per motivi di lavoro o di studio.
E tutti si mescolano al milione e ottocentomila di residenti nella Capitale che, a loro volta, circolano in auto o coi mezzi pubblici, anche per altri motivi o, più semplicemente, per andare a passeggio, assieme ai milioni di turisti che, in ogni periodo dell’anno vi giungono in visita.
Parallelamente, ogni giorno, 47 mila romani fanno il percorso inverso dirigendosi in provincia, dove si sono insediate oltre 40 mila imprese.
Ogni mattina e sera gli spostamenti tra città e provincia divengono improponibili: Roma conta ben 7,4% milioni di movimenti.
Di questi solo 1,75 milioni si verificano con mezzi pubblici: 900 mila con autobus; 690 mila con utilizzo della metropolitana; 160 mila con ferrovie concesse e 220 mila con ferrovie regionali.
Perché il resto usa auto proprie. E si tratta, a dire il vero di auto in larga parte vecchie ed inquinanti che transitano su un’area sterminata, dove gli stalli per parcheggi di scambio sono soltanto 15 mila e i mezzi pubblici meno di 7.700, di cui, oltretutto, molti non funzionanti.
La maggior parte di questi pendolari proviene dai Castelli Romani: ben 51 mila sono i trasferimenti che effettuano verso la Capitale e, poi, per il rientro ogni giorno.
Sull’Aurelia, da Cerveteri, Civitavecchia, Fiumicino e Ladispoli si muovono 30 mila persone; invece, da nord, sono in 10 mila a giungere dalla Cassia e dalla Braccianese; 80 mila quelli che entrano da est, ovvero da Comuni quali Capena, Fiano Romano e Formello. E, poi, vi sono quelli che arrivano dalla Salaria, dalla Tiburtina, dalla Cassia, dalla Prenestina, ovvero da Comuni e Paesi quali Guidonia, Valmontone, Zagarolo, Palestrina, Velletri…
…Si contano quasi 22 mila persone!
E come dimenticare l’area del litorale: Anzio, Ostia, Nettuno, Pomezia, con ulteriori 20 mila persone.
E seppur è vero che, proprio per motivi di traffico, inquinamento e stress negli anni ’70 Roma ha perso quasi 800 mila residenti che hanno optato per una qualità di vita migliore e sono, perciò, “migrati” verso Comuni e paesi limitrofi, è ancor più vero che quelle stesse persone devono, quotidianamente, tornare a Roma per lavorare.
…Pendolari che ora risiedono in paesi e Comuni in cui vi è la metà della popolazione che si trova nell’hinterland e che, dunque, si ritrovano a fronteggiare quegli stessi problemi che li avevano indotti a cambiare luogo di residenza e ad allontanarsi dalla città: luoghi oramai parimenti assillati da analoghi problemi di traffico, inquinamento e stress.
Tutto ciò senza, peraltro, dimenticare, che Roma ha subito un fenomeno di invecchiamento e de-natalizzazione, con conseguente crescita di non pochi quartieri-dormitorio.
Ma, soprattutto, non si possono non evidenziare i lunghi tempi di percorrenza per andare al lavoro o a scuola: ben 13 ore al mese per chi vive in provincia.
E, poi, va considerato che spesso chi si reca a Roma lo fa per effettuare visite o per motivi di carattere burocratico-amministrativo, in quanto ben pochi sono i Comuni in grado di fornire tanti e tali servizi.
Da segnalare, senza alcun dubbio, alcune eccellenze quali Bracciano, Frascati, Marino, Velletri e Palestrina che offrono strutture pubbliche che spaziano tra distretti scolastici, ospedalieri e, finanche, servizi per l’impiego, oltre che organismi giudiziari e realtà finanziarie.
Ma la situazione è, inevitabilmente, destinata a peggiorare: per questo sono necessarie urgenti politiche innovative!
