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Salute

Lazio. Network OncoBone 2022, il convegno del 18 novembre alla Pisana

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Nel 2017 nasce il progetto “Network oncobone-specialist” con l’obiettivo di creare una rete di collaborazione nella regione Lazio tra oncologi, bone-specialist e altri specialisti coinvolti nella gestione dell’osteoporosi, malattia conseguente spesso in pazienti con tumore mammario e prostatico in terapia di soppressione ormonale adiuvante. Il focus del 18 novembre su nuove prospettive in campo al Consiglio regionale del Lazio

 L’osteoporosi è una malattia sistemica dello scheletro caratterizzata da una riduzione progressiva della massa ossea e da alterazioni qualitative del tes­suto, con conseguente aumento del rischio di frattura. Tale patologia è favorita soprattutto nella donna in fase post-menopausale, a causa della riduzione fisiologica del livello degli estrogeni e aggravata da una serie di altri fattori di rischio. Oggi in Italia si stima che circa 3,5 milioni di donne siano affette da osteoporosi, con una previsione di aumento dell’incidenza del 25% nei prossimi 20 anni.

L’osteoporosi si presenta pertanto come una condizione ad alto impatto sociale che richiede un’attenzione particolare da parte del Medico Specialista che deve poter garantire a ciascun paziente la disponibilità delle cure più adeguate.

La valutazione dei fattori di rischio fratturativo, delle co-morbidità del paziente e delle terapie in corso risulta pertanto necessaria per assicurare al paziente un trattamento ottimale e unitamente all’accertamento di una buona compliance, rappresenta un requisito fondamentale per la corretta gestione del paziente osteoporotico.

L’AIFA nell’ultima versione della Nota 79, che regolamenta la rimborsabilità dei farmaci antiosteoporotici, raccomanda per donne e uomini affetti da tumore della mammella e della prostata, in terapia di soppressione ormonale adiuvante, la somministrazione di farmaci anti-osteoporotici in prevenzione primaria.

Sulla base di queste evidenze, è nato nel 2017 il progetto “Network oncobone-specialist” con l’obiettivo di creare una rete di collaborazione nella regione Lazio tra oncologi, bone-specialist e altri specialisti coinvolti nella gestione di questa problematica per assicurare ai pazienti con tumore mammario e prostatico in terapia di soppressione ormonale adiuvante, l’accesso alla terapia anti-osteoporotica di copertura a cui hanno diritto, e quindi di migliorare la pratica clinica riducendo il rischio fratturativo di questi pazienti, già sofferenti per la patologia di base.

Dal 2017 ad oggi il Network ha lavorato sul territorio laziale incontrandosi periodicamente in appuntamenti di confronto e condivisione delle problematiche relative alla gestione dei pazienti oncologici che necessitano   di terapia   anti-osteoporotica.

Dal 2019 i centri coinvolti nel Network hanno adottato un algoritmo gestionale studiato per agevolare l’inquadramento del paziente da parte dello specialista oncologo.

In questi anni il Network   ha lavorato per fornire un approccio, il più vicino possibile alla realtà italiana locale, in modo da valutare il

  • Grado di consapevolezza del problema della fragilità ossea in questo setting di pazienti;
  • Gli strumenti diagnostici in grado di stratificare il rischio di frattura;
  • I presidi terapeutici in grado di contrastare la compromissione della salute ossea;
  • La fattibilità di un PDTA dedicato alla fragilità ossea in corso di tumore del seno e della prostata in terapia di deprivazione ormonale.

Per perseguire i suoi obiettivi il Network , ospitato dal Consiglio Regionale del Lazio nella sede istituzionale di via della Pisana, il 18 novembre scorso si è incontrato per fornire un ulteriore aggiornamento sulla diagnostica e la terapia delle compliance endocrino metaboliche indotte dalle terapie oncologiche e di puntualizzare l’importanza della collaborazione multidisciplinare fra oncologo, bone-specialist,  associazione di pazienti e altri specialisti coinvolti nella gestione clinica di questi pazienti.

Durante l’incontro i partecipanti al Network hanno raccontato la personale esperienza maturata nel centro di appartenenza, hanno discusso le criticita’ incontrate e presentato i risultati raggiunti, con l’obiettivo di coinvolgere tutti i centri della Regione Lazio, che trattano questi pazienti, in un approccio multidisciplinare che garantisca in tutta la Regione l’ottimizzazione della gestione clinica secondo i principi della buona pratica clinica.

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