Attualità
I Ministri della difesa riuniti a Napoli per il G7
Al centro dell’incontro dei ministri della difesa del G7 a Napoli, la guerra in Ucraina e il conflitto di Israele contro Hamas e Hezbollah.
di Antonio Virgili – Presidente del Centro Studi Interazionali e e Vicepresidente della Lega Italiana dei Diritti dell’Uomo – LIDU
La recente riunione dei ministri della difesa del G7, svoltasi a Napoli, la prima di questo genere nell’ambito del G7, ha sì registrato le preoccupazioni crescenti di questo gruppo di Paesi per l’attuale situazione internazionale, in particolare la guerra in Ucraina e il conflitto di Israele contro Hamas e Hezbollah ma ha anche evidenziato i più ampi orizzonti di discussione. Al di là delle dichiarazioni ufficiali, sembra utile formulare qualche riflessione generale. Particolare attenzione si deduce la riunione abbia dedicato a tre aspetti dei quali si discute meno: la guerra ibrida, il contesto geopolitico internazionale, la connessione tra catene di approvvigionamento e strategie generali.
![]()
La guerra ibrida include modalità che sfuggono abitualmente all’attenzione di molti osservatori non specializzati: manipolazione delle informazioni, interferenze cibernetiche, uso politico dell’economia e di gruppi e movimenti locali (come il caso di Hezbollah manovrato dall’Iran). E’ un tipo di guerra che le moderne tecnologie informatiche e telematiche, unitamente ai satelliti, tendono a predisporre e rendere più subdola, manifestandosi spesso solo come “guasti o problemi tecnici” o come “libere convinzioni di parte”. Circa il contesto geopolitico internazionale si è esplicitamente convenuto che occorre un coinvolgimento del più ampio numero di Paesi nelle decisioni e nella gestione delle crisi, altrimenti si rischiano contrapposizioni di principio o ideologiche poco utili alla soluzione concreta dei problemi.
![]()
![]()
Detto in altri termini, il multipolarismo, da tanti esaltato o rivendicato, è di fatto già operante poiché USA e G7, da soli, non sono in grado di gestire il sistema internazionale. Terzo aspetto, la connessione stretta tra le catene di approvvigionamento mondiali e l’area indo-pacifica. Conflittualità e scontri potranno riguardare la tutela di queste catene essenziali, più che contrasti su altri temi ideologici o territoriali. Quasi un ritorno al passato, quando si contendevano le risorse essenziali (materie prime e acqua) e il loro accesso.
