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Salute

Giuseppe Sacchetti e l’alimentazione alcalina

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Tempo di lettura: 6 minuti

Giuseppe Sacchetti ha frequentato la facoltà di Farmacia e si occupa oggi di formazione sull’alimentazione alcalina presso un’importante azienda cosmetica, allo stesso tempo promuove un’alimentazione che permetta di raggiungere e mantenere un livello di salute ottimale.

Di Francesca Rossetti

La salute di una persona parte sempre da due elementi fondamentali: il cibo e il movimento. E’ risaputo che il nuoto è lo sport piu’ completo in assoluto e l’alimentazione è la seconda protagonista di primo piano, dato che al giorno d’oggi ne esistono davvero di tanti tipi. Ne parliamo con un grande esperto, Giuseppe Sacchetti, specializzato nell’alimentazione alcalina ed autore de ‘L’equilibrio alcalino’.

Chi è Giuseppe Sacchetti e come nasce l’interesse per la salute?

“Giuseppe Sacchetti è essenzialmente una persona curiosa, che per tutta la vita ha praticato diversi sport a livello agonistico, e che di conseguenza ha vissuto sempre nel wellness rispettando alimentazioni diciamo adeguate alle conoscenze dell’epoca; a 26 mi viene diagnosticato un Diabete di tipo 1, quindi Insulino Dipendente e dopo 2 eventi drammatici che mi portano a passare diverse giornate in ospedale a causa di coma diabetico, decido nel 2014 di prendere in mano la mia vita anche perché le analisi del sangue e la mia salute stavano andando a rotoli per il semplice rifiuto della malattia che spesso accompagna i neo malati di questa diabolica malattia che ha diverse sfaccettature assai curiose e che quindi viene normalmente sottovalutata. Quindi grazie al tipo di studi fatti in ambito farmaceutico ed al lavoro che svolgo, che mi ha permesso di accedere ad un tipo di formazione filo-scientifica, inizio a leggere libri di alimentazione, circa 100…approfondendo tutte o quasi le correnti presenti nel panorama editoriale. Questo ovviamente mi porta verso una considerazione del tutto personale fin troppo chiara fin dall’inizio e cioè che al di là della moda o delle tendenze, l’unica forma fisiologica di alimentazione da seguire è quella che il nostro corpo riconosce come biologica e logica aggiungerei e cioè studiare prima l’ambiente, e quindi il nostro corpo, approfondire i meccanismi fisiologici e alla fine verificare come il cibo si comporta entrando all’interno del nostro corpo e di come questo si comporta di conseguenza. Da questo nasce una teoria che innova la più classica filosofia della dieta alcalina preferendo una logica integrativa, al netto di privazioni necessarie, ma limitate a quelle sostanze che nel mio libro “Equilibrio alcalino” identifico come “veleni”.

Cosa si intende con equilibrio alcalino e come è possibile raggiungerlo tramite l’alimentazione?

“Come spiego nel libro, l’equilibrio alcalino è più una metafora che una vera modalità alimentare, cioè, non possiamo vivere mangiando solo sostanze alcaline, perché sono troppo poche e perché risultano carenti di alcuni dei nutrienti fondamentali necessari alla vita, e quindi nell’ Alimentazione Alcalina si tende a “tollerare”, un rapporto dell’ 80/20, dove il 20 rappresenta la quantità di alimenti acidi ingeribili proprio a compensazione di quanto detto in precedenza.

In generale per EA, s’intende una profonda conoscenza di come il corpo si comporta, dei suoi bisogni e di come affronta, con meccanismi difensivi, un eccesso di cibo, velenoso o Acido, normalmente basato su “eccessi”, che essi siano proteici, glucidici lipidici o di abbondanti quantità di zuccheri…(che poi sono una differente famiglia di glucidi) Quindi, conoscendo la materia, e sostituendo i veleni con alimenti più sani e meno impattanti, il corpo piano piano smette di difendersi e abbassa le difese, che nello specifico conosciamo come fattori infiammatori, colesterolo, ipertensione, demineralizzazione etc…Quindi in sintesi si raggiunge un buon EA, abbassando l’infiammazione attraverso un’alimentazione nutriente sana e rispettosa dei bisogni del corpo, esempio dar da mangiare al nostro Microbiota sostanze nutrienti…(Fibre insolubili)”

Quali benefici permette e quali malattie è possibile sconfiggere tramite essa?

“Come detto, lo scopo è sfiammare il corpo. Attraverso questa pratica i primi miglioramenti sono subito evidenti a livello dermico, cioè scompaiono bolle, brufoli, eritemi, secchezze, afte, e tutte le manifestazione attraverso le quali il corpo esplicita il suo malessere interno, subito dopo migliora la peristalsi, l’alito e le energie a disposizione aumentano, così come la lucidità mentale. Nel tempo iniziamo a sgonfiarci e se aggiungiamo del movimento sistematico, ma proporzionale alle nostre possibilità, s’inizia anche a dimagrire in maniera sana e proporzionata. Le malattie che di conseguenza migliorano sono quelle a carico dell’apparato cardio circolatorio e renale, quindi l’ipertensione, la stipsi, lo stress e se riusciamo a rimanere focalizzati anche il diabete può essere controllato splendidamente e senza picchi glicemici. Anche diversi inestetismi come la ritenzione idrica migliorano e la fatica diventa un lontano ricordo, ma tutto questo vaso di Pandora non è dovuto solo al cibo, bensì al nostro corpo che torna a respirare ed infatti anche fattori allergici migliorano perché il corpo avendo i filtri più puliti risponde meglio.”

Quali cibi è meglio evitare e quali invece vanno consumati spesso?

“Questo argomento è uno dei miei cavalli di battaglia, nel libro approfondiamo molto proprio il capitolo sui 10 veleni, che se eliminati o meglio sostituiti costituiscono già una base solida verso un benessere psicofisico completo.

I “veleni” più pericolosi sono le farine raffinate 0 e 00, bisogna necessariamente sostituirle con grani integrali o con farine 1 o 2 o integrali magari, cercando grani antichi o comunque brand più attenti a questo argomento, perché il vero nemico è il glutine ibrido, che nel tempo ha creato nuove malattie come la celiachia e le intolleranze al frumento, poi sicuramente lo zucchero raffinato sotto ogni forma e tipologia, compresi i dolcificanti ovviamente i dolci in generale e tutto ciò che è confezionato, sarebbe bello infatti tornare a fare i dolci della tradizione in casa, avendo così il controllo degli ingredienti..

L’eccesso di proteine animali che oltre a non servire a nulla, sovraccaricano fegato e reni aumentando l’acidità e nel caso della carne rossa la presenza di acidi urici, senza per altro poter essere stoccati per fini proteici, quindi abusarne non ha alcun vantaggio nutrizionale. Aggiungerei il sale, pessimo finto alimento, ma non solo quello da tavola che impatta per un 10% scarso sul totale ma limitando l’abuso di cibi confezionati surgelati e lavorati che invece ne contengono fino a 10 volte la soglia minima consigliata, (affettati, prodotti da forno etc); il latte ed i derivati, soprattutto gli industriali, non tanto per il lattosio visto che le numerose allergie sono figlie delle infiammazioni generate appunto dall’acidità, ma perché il latte non è un alimento digeribile a causa spesso di un mancato e corretto funzionamento della lattasi, enzima indispensabile alla sua digestione, ma dicevo per la presenza della caseina che è a tutti gli effetti un’altra proteina che si somma alle precedenti e che quindi sovraccarica fegato intestino reni e la digestione in generale. L’alcool, le bevande zuccherate, chiudono il cerchio. Invece per quel che concerne gli alimenti che non dovrebbero mai mancare inserirei frutta e verdura stagionale, quindi fresca a km zero, uova bio, proteine vegetali e pesce azzurro…ma soprattutto frutta e verdura, frutta secca con moderazione e cereali integrali, senza dimenticare il nostro elemento matrice…l’acqua”.

Intolleranze e integratori

“Questo è un super argomento…le intolleranze, eccezion fatta per quelle genetiche…quindi trasmesse dalla madre attraverso una predisposizione genetica appunto, direi che sono nella maggior parte dei casi dovute al sovraccarico di metalli pesanti e di allergeni ingeriti con diete spesso scompensate…Gli allergeni infatti sono diversi e spesso insospettabili. Ma quando il corpo è pulito e sano, risponde attraverso meccanismi di tollerabilità e difesa, al contrario se l’organismo è acido ed infiammato avrà sicuramente risposte più violente ed inaspettate come se reagisse ad uno stimolo esterno che metaforicamente potremmo identificare in un livello max di sostanze tossiche ingerite…

A questo punto parlare di integratori è fin troppo semplice nel senso che possiamo, mangiando bene, integrare qualcosa per aumentare i meccanismi difensivi, esempio…Vit D3, non necessariamente legata alla K2, anche se in commercio si trovano ambedue, detossinanti epatici, chetanti, come l’alga Klamat, la spirulina, la chlorella, e la clorofilla, antiossidanti, come il glutathione polifenoli e bioflavonoidi, presenti anche in natura per la verità, e poi a seconda della personale esigenza ragionare su integrazioni specifiche esempio la Vit C, pura ovviamente, senza dimenticare gli alcalinizzanti….”

Come imparare a leggere le analisi del sangue 

“Le analisi del sangue sono sempre state per molte persone una specie di mappa del tesoro dove il loro stato d’animo veniva influenzato se il valore era giusto, alto o basso rispetto ai valori di riferimento. Ovvio che negli anni questi valori cambiano in continuazione ed allora per tranquillizzare le persone ho pensato di dedicare un capitolo alla spiegazione passo passo delle sigle e degli acronimi che compaiono appunto nell’esame dell’emocromo.

Basta capire come vengono pensate e che ogni sezione si riferisce ad una parte del sangue oppure a valori di riferimento di singoli organi. Capito questo e capito come si calcola il colesterolo, da dove deriva il valore dei trigliceridi, cosa esprime la bilirubina per esempio o la famosa glicemia tutto sarà più semplice…Personalmente invito tutti a sviluppare un minimo di cultura fisiologica perché oltre ad essere interessantissimo ci permette di stressarci meno per capirne il significato…come diceva Socrate “esiste un solo bene, la conoscenza ed un solo male, l’ignoranza”.

Prossime presentazioni

“Dovrei iniziare una collaborazione con delle associazioni che lavorano nelle scuole, in fondo come detto sono loro la generazione da salvare che rappresenterà la prossima classe dirigente e saranno sempre loro a dover decidere le sorti di un’alimentazione mondiale globale; questo genere di progetto che per altro ho già fatto, con grande soddisfazione delle mamme presenti,  mi aveva stimolato a scrivere un secondo libro proprio sul come indirizzare i bambini verso un’alimentazione sana e magari, perché no, stimolando la loro curiosità ai fornelli. A breve ripartiranno i corsi on line e poi vedremo cosa ci porterà l’estate.”

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