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È morto Silvio Berlusconi e con lui scompare un pezzo di storia

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Tempo di lettura: 3 minuti

Silvio Berlusconi è morto all’età di 86 anni, con lui se ne va un pezzo di storia d’Italia e non solo. Mercoledì il lutto Nazionale e i funerali di Stato nel Duomo di Milano

di Damiana Cicconetti

Oggi, 12 giugno, alle ore 9:28, all’età di 86 anni è morto Silvio Berlusconi, all’interno dell’Ospedale San Raffaele di Milano dove era ricoverato da venerdì scorso per accertamenti.

 Il leader di Forza Italia e fondatore di Mediaset lottava da tempo contro una leucemia mielomonocitica cronica, un raro tumore del sangue.

 Silvio Berlusconi, del resto, negli ultimi dieci anni è stato costretto a fronteggiare problemi di salute non indifferenti: nel 2016 ha subito un intervento al cuore per la sostituzione della valvola aortica; nel 2019 è dovuto ricorrere ad un un’operazione d’urgenza a seguito di un’occlusione intestinale; poi, nel 2020, ha contratto il Covid ed, infine, una rara forma di leucemia che lo ha costretto ad un lungo ricovero dal 5 aprile al 19 maggio ultimo scorso.

 Nonostante ciò il Cavaliere ha continuato a mantenere la guida di Forza Italia, partito storico di cui è stato fondatore fin dall’anno 1994, senza dimenticare i suoi innumerevoli impegni e programmi imprenditoriali e non solo.

 …Un grande uomo; un eccellente imprenditore; un valente politico; galante, sorridente sempre, gentile ed umile.

 …Un uomo grande e che ha, perciò, reso l’Italia un gran Paese.

 …Un uomo che tutti ricordano commossi e per il quale è stato istituito un giorno di lutto Nazionale ed i funerali di Stato, che saranno presieduti dall’Arcivescovo Mario Delpini mercoledì 14 giugno all’interno del Duomo di Milano.

 Non vi sarà per questioni di sicurezza alcuna camera ardente. Ad Arcore si svolgerà soltanto una camera ardente privata per i familiari e gli amici più stretti.

 Moltissimi i messaggi di cordoglio.

 Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato Silvio Berlusconi come “un grande leader politico che ha segnato la storia della Repubblica e che ha plasmato una nuova geografia della politica italiana…”.

 Papa Francesco, invece, ha inviato alla famiglia un telegramma ricordando il leader di Forza Italia come un “energico protagonista della vita politica…”.

 Evidente commozione anche nelle parole della Premier Giorgia Meloni: “Potersi confrontare con lui era un elemento che mi tranquillizzava in tante cose; con lui l’Italia ha imparato a non darsi per vinta…”.

 “Ciao papà…”: queste le parole che i suoi figli, affranti, gli hanno dedicato e che tutti hanno potuto leggere sull’enorme Torre Mediaset che si erge a Cologno Monzese.

 Perché è impossibile non riconoscere le innumerevoli ed eccelse capacità di un uomo così geniale quale è stato Silvio Berlusconi.

 Vittorio Feltri ne è certo: “Adesso che è morto lo loderà anche chi lo ha combattuto…”.

E come non essere d’accordo.

 Così se da un lato il Ministro Sangiuliano sottolinea “la scomparsa di un grande italiano, che con il suo spirito d’impresa e la sua generosità ha incarnato i valori più nobili della Nazione…” e Matteo Salvini si dice “distrutto per la perdita di un grande amico prima ancora che grande politico”; dall’altro Matteo Renzi riconosce che “Berlusconi ha fatto la storia di questo Paese…”.

 Un pensiero condiviso da Elly Schlein e da Giuseppe Conte, che ha perciò ricordato come “Berlusconi si è cimentato in ogni campo, contribuendo a scrivere pagine significative della nostra storia. Ha acceso e polarizzato il dibattito pubblico come nessun altro, anche chi lo ha affrontato da avversario politico deve riconoscere che non gli sono mai mancati il coraggio, la passione e la tenacia…”.

 Pertanto è certo che “con Silvio Berlusconi si chiude un’epoca…”: queste le parole del Rettore della LUMSA di Roma Francesco Bonini, che non ha potuto fare a meno di ricordare che “dopo Giolitti, proprio Silvio Berlusconi è stato il più longevo tra i Presidenti del Consiglio della storia dell’Italia liberale e democratica…”.

 A non dimenticare altro: quattro volte Premier e fondatore di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha modificato l’assetto politico, economico, sociale e sportivo del nostro Paese, altresì dedicandosi alla costruzione di Milano Due nel 1970, città-satellite alle porte del capo-luogo lombardo e, a seguire, di Milano Tre.

 E, ancora, agli inizi del 1980, Berlusconi ha gettato le basi per la trasformazione definitiva della televisione italiana, con la nascita di Canale 5, unica rete televisiva alternativa alla RAI e, poi, di Italia Uno nel 1982 e Rete Quattro nel 1984, fondando, infine, Mediaset nel 1993.

 Da ultimo, come non rammentare la grande passione del Cavaliere per lo sport e, più in particolare, per il calcio: un amore che nel 1986, dopo l’acquisto del Milan, ha permesso alla squadra di conquistare ben 29 trofei; mentre a seguito dell’acquisto del Monza, nell’anno 2018, ha fatto sì che la squadra giungesse in serie A.

 Un uomo che, grazie a tanti e tali interessi, è stato in grado di entrare in sintonia con tutti, perché, come ogni uomo grande, è stato al contempo semplice ed umile, interessato a conoscere il pensiero della gente comune.

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