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Arte & Cultura

Dall’ 8 al 30 aprile 2016 Loft Gallery Spazio MatEr, in via Ludovico Muratori 11 Piazza Iside Roma, presenta “Virtualismi Instabili”, personale di pittura di Gianluca Cavallo a cura di Raffaello Paiella.

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Tempo di lettura: 4 minuti

L’esposizione, a ingresso libero e gratuito, sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 15,30 alle 19,30, o su appuntamento. Venerdì 8 aprile, dalle ore 18,30, l’inaugurazione in galleria con performance pittorica dell’Artista e  aperitivo offerto da Spazio MatEr

di Maria Buongiorno

il-bailo-a-catania-800x533LA MOSTRA: Presentazione di Ilaria Sergi, direttore artistico Loft Gallery Spazio MatEr

Roma, 1 Aprile – “Virtualismi Instabili” è l’emozionante mostra con la quale la Loft Gallery Spazio MatEr dà il benvenuto alla primavera. Protagoniste le opere dell’eclettico artista Gianluca Cavallo, che ci trasportano in una dimensione poetica e surreale, permeata da una visione appassionata e riflessiva del mondo circostante. La grande capacità tecnica consente a Cavallo un uso singolare del colore, dove velature e colori densi e spessi si mescolano abilmente aggiungendo una grande ricchezza a quadri già così pieni di dettagli. Quello che ne esce fuori è un mondo ricco di figure, simboli e cromie. Tutti i suoi lavori hanno una forte matrice contemporanea che li proietta in un mondo senza tempo, a cui appartengono emozioni semplici e complesse, in un percorso che è un continuo arricchimento. L’occhio dello spettatore trova sempre un nuovo dettaglio su cui soffermarsi, in un infinito giro di giostra che ci racconta l’esistenza stessa, composta di soggetti primari a cui si affiancano routine, divertimenti e dolori, figure ora più grandi ora più piccole, dettagli seminascosti quanto fortemente rilevanti per la creazione dell’insieme dell’opera come della vita. Una continua e incessante ricerca stilistica scandisce il lavoro di questo appassionato e meditativo artista, amante della scrittura e della Donna come interprete di una visione delicata e sognante del Mondo.

TESTO CRITICO

a cura di Raffaello Paiella

La capacità di usare e gestire con padronanza diversi linguaggi formali è senza dubbio la caratteristica dell’artista Gianluca Cavallo che subito ci colpisce, sconcertandoci o interessandoci, sempre ammirati però della sua perizia. Dopo gli inizi artistici figurativi chiaramente influenzati dalla sua formazione di pittore-decoratore presso l’Istituto di Arte e Restauro di Firenze, che si concretizzeranno nei dipinti eseguiti per Silla di Sassano (SA) (30 tele ad olio ispirate ai vangeli) l’artista, negli ultimi anni, è alla ricerca di una nuova forma di spazio entro il quale la figura possa esprimersi, e questa ricerca lo porterà alla progressiva scomparsa dei contesti ambientali, verso una bidimensionalità grafica che suggerirà solo spazi mentali. Le opere in mostra documentano sinteticamente questo percorso “virtuosamente instabile” le cui tappe vengono dall’artista scrupolosamente fissate sulla tela con l’indicazione di giorno, mese, anno, pur a fronte dei suoi frequenti ripensamenti.  Nel quadro ” Sala d’attesa“, che accoglie il visitatore all’ingresso della mostra, l’autore immerge le figure in un denso spazio autobiografico del proprio dolore; con l’opera “Il pozzo” del 2010  sembra invece volersi affacciare all’interno di se stesso, pozzo appunto da esplorare, sintetizzando il rapporto fra figura umana e spazio in modo insolito, fino ad essere riconducibile ad un volto. Nelle opere successive, improntate a una visione bidimensionale, donne, uomini perdono inesorabilmente la terza dimensione e si avverte la volontà di giungere a una stilizzazione che condurrà a forme quasi astratte. L’artista inizia da sempre i suoi lavori rigorosamente in bianco e nero, e nelle ultime opere, che dichiara essere state costruite come “partiture musicali” ,il bianco è lo sfondo, il nero il segno e il colore che suggerisce ciò che l’occhio dello spettatore dovrà definire e collocare. Come non pensare allora allo stesso modo di vedere dietro alcune fotografie di Mario Giacomelli, peraltro in questo periodo in esposizione a Roma con una mostra dal titolo “La figura nera aspetta il bianco”? Non semplice esemplificazione grafica allora quella di Cavallo ma “interpretazione” della realtà, se è vero che l’arte non è rappresentazione, ma appunto interpretazione.

Gianluca CavalloBIOGRAFIA

 Nato nel 1976, Gianluca Cavallo vive e dipinge ad Atena Lucana(SA). Nel 2002 ottiene il diploma di pittore-decoratore presso “Palazzo Spinelli” di Firenze. Nel 2006 ha curato la pittura e il restauro architettonico della Chiesa della Madonna del Rosario di Pompei a Sassano (Sa)  decorando interamente sia l’altare che le pareti con dipinti a olio con scene tratte dal Libro della Genesi e dal Nuovo Testamento, ispirandosi alla “buona novella “di Fabrizio De Andrè. Nel 2007 incontra l’artista Ugo Marano (1943-2011), che nel gennaio 2008  ha curato la sua prima mostra personale a Palazzo Sant’Agostino a Salerno. Nel 2013 partecipa alla 55 ^ Biennale d’Arte di Venezia con una grande opera, il “Teatro del Bailo” esposta presso il Padiglione della Repubblica popolare del Bangladesh. Attualmente lavora principalmente a Roma con numerose gallerie, sperimentando e portando avanti la sua ricerca personale.

DICONO DI LUI

Ugo Marano  ha sottolineato che “Gianluca Cavallo ci mostra opere di diversi formati e questo e’ importante poiché la scelta del campo pittorico: piccolo, medio, grande, gigante, la sua orizzontalità o verticalità marcata è già una lodevole spinta di ricerca per trovare ispirazioni pittoriche inusuali.Notiamo pure il suo interesse a dipingere in diversi modi e tecniche. Parimenti diversi sono i temi affrontati. Come se in ogni opera si tuffasse in un piccolo burrone. L’artista lavora senza modelli prefissati, soggetti e oggetti preparati in studio. Crea a memoria e già questa metodologia lo proietta in un’area di contemporaneità obliqua” Raffaello Paiella ha affermato “..in passato si è manifestata nell’artista la tentazione di smettere! Forse avrà a quel punto pensato alla “lettera a un giovane poeta” di Rainer Maria Rilke con la quale Rilke rispose alla richiesta di un giudizio critico da parte appunto di un giovane artista. La sua risposta si articolò  in una domanda “lei morirebbe se le fosse negato di esprimersi?” Ed in una successiva considerazione:se mi risponderà  io devo, costruisca la sua vita entro questa necessità. A stesso, sono certo, Gianluca ha già detto “io devo” e potremo continuare ad apprezzare le sue opere”

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