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Con “Virtue I” il primo volo suborbitale italiano

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“Virtue I” è il primo volo suborbitale italiano della storia, è il primo volo suborbitale di ricerca al mondo e il primo commissionato a una società USA da istituzioni straniere

di Alexander Virgili

Un traguardo per Virgin Galactic e un grande successo tricolore, per un volo che vanta diversi primati: è il primo volo suborbitale italiano della storia, è il primo volo suborbitale di ricerca al mondo, e il primo commissionato a una società USA da istituzioni straniere”. Così ha commentato l’Ambasciatrice d’Italia negli Stati Uniti, Mariangela Zappia, che ha seguito il lancio in collegamento da Washington, rilevando come “la nostra Aeronautica militare e il CNR, che festeggiano quest’anno il 100mo anniversario, si confermano un orgoglio per il nostro Paese e continuano a fare la storia”.   La citazione sintetizza, in poche righe, l’importanza dell’evento, che ha avuto luogo il 29 giugno scorso dallo Spaceport “America” della compagnia Virgin Galactic, nel deserto di Las Cruces in New Mexico (USA).  Questa missione, denominata “Virtue I” è una ulteriore importante tappa di un percorso concretizzatosi nell’Accordo quadro siglato il 2 ottobre del 2019 tra l’Aeronautica Militare e la società Virgin Galactic, in linea con il Piano Spaziale della Difesa e il documento “Indirizzi di Governo in materia spaziale e aerospaziale” del 25 marzo 2019.   Il sistema basato sullo spazioplano SpaceShip Two di Virgin Galactic apre alla possibilità di un accesso ripetibile e affidabile allo spazio anche per passeggeri e ricercatori privati. Una vera e propria rivoluzione, a cui l’Italia sta partecipando da protagonista non solo per il personale ma anche per le strutture e le conoscenze scientifiche.

Durante il volo la cabina di VSS Unity si è trasformata in un laboratorio scientifico suborbitale, per fornire il miglior ambiente possibile per condurre gli esperimenti in programma e per consentire all’equipaggio di interagire con le numerose strumentazioni a bordo. Questa è stata considerata la prima missione completamente commerciale della società dell’imprenditore britannico Richard Branson, gli italiani hanno infatti condotto 13 esperimenti nei campi della biomedicina, termo-fluido dinamica, e sviluppo di materiali innovativi e sostenibili in condizioni di microgravità. Con la missione si aprono inoltre nuovi scenari di collaborazione tra l’Italia e Virgin Galactic anche per lo sviluppo di servizi e tecnologie nel nostro Paese. Più nel dettaglio, sono stati condotti studi di imaging ad alto campo, con l’obiettivo di studiare gli effetti della microgravità sulla ridistribuzione dei fluidi corporei, ovvero per valutare l’impatto delle condizioni di volo sull’apparato cardiovascolare e cerebrale; studi di neural plasticity, ovvero lo studio sulla capacità del sistema nervoso umano di modificare la sua attività in risposta a stimoli intrinseci o estrinseci riorganizzando la sua struttura, le sue funzioni o le sue connessioni; studi di ricerca di biomarcatori circolanti durante i quali il personale di volo è stato sottoposto al prelievo di campioni biologici quali sangue, saliva ed urine per l’identificazione di biomarcatori circolanti e le cui fluttuazioni possono essere associate all’effetto del volo suborbitale; studi sull’effetto della microgravità sulla degenerazione discale, con lo scopo di valutare l’impatto del volo suborbitale sull’assetto infiammatorio e degenerativo delle cellule mesenchimali che costituiscono i dischi intervertebrali, attraverso analisi cellulari e molecolari post volo e studi sull’effetto del volo sulla crescita tumorale durante i quali sistemi biologici vivi, quali colture cellulari cerebrali tumorali e cellule cerebrali sane saranno sottoposti ad analisi cellulari e molecolari.

L’equipaggio è stato composto da due Ufficiali dell’Aeronautica Militare, il Col. Villadei, ingegnere spaziale e cosmonauta, comandante della missione, il Ten. Col. Landolfi, medico aerospaziale e dal Dott. Carlucci, ingegnere del CNR. Ai comandi della navicella l’italo-americano Michael Masucci e il pilota italiano Nicola Pecile. L’Aeronautica Militare Italiana, che festeggia i suoi 100 anni nel 2023, lo fa anche volando nello Spazio. Dopo questa prima missione spaziale commerciale, che vede coinvolta l’Aeronautica e il Consiglio Nazionale delle Ricerche italiani, è stato annunciato, già per agosto, un nuovo lancio.

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