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Azzera la bolletta

Arte & Cultura

Cipria meets ONO Pink cocktail, pink cupcake, mashmallow & bob cut girls!

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venerdì 18 novembre, dalle ore 18.30

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Cipria è una serata di clubbing al femminile, autoironica, pastello e giocosa. Cipria cerca di ridare vita all’immaginario della Disco Diva 70′-80′ in una versione contemporanea, intrisa di accoglienza e calore. Collateralmente agli eventi ed ai dj-set, Cipria si dedica anche alla produzione di opere d’arte che seguano il vettore della creatività al femminile contemporanea. Essendo alla sua quinta stagione in territorio Veneto ed essendo particolarmente interessata a stendere la Cipria in altre città, è grazie alla presentazione di un’opera fotografica che genera l’occasione per il suo approdo bolognese. Durante l’evento da ONO arte, saranno proiettate le immagini di Giulia Agostini, artista che ama confrontarsi con il femminile e la sua componente perturbante. Come ribadisce Alice Neglia a.k.a. Oceanicmood, “mamma” del progetto Cipria e curatrice dell’opera, il femminile, l’individualità ed il gruppo non sono concetti semplici, non sono concetti su cui è possibile lavorare in modo esatto, non sono concetti chiari e non sono nemmeno entità “pure”, cristalline, perché si portano sempre dietro un residuo d’insondabile. In questo lavoro ci troviamo di fronte ad una piccola compagine di 5 ragazze, stesso taglio di capelli (il magnetico bobcut), corporatura simile, stessi colori d’incarnato, vestiti analoghi, un rapporto di potere tra l’individualità ed il gruppo molto definito: la prima cede il passo alla seconda. È il gruppo che funziona e detta le regole della composizione dell’immagine. I corpi dialogano creando delle piccole aggregazioni, non sono neanche coreografie. Ogni singolo si dimostra simile all’altro ma non identico e su questa parte d’irriducibilità del diverso nell’uguale si apre un universo di spunti e riflessioni che si possono fare partendo da quel nucleo, da quella stella a 5 punte femminile. Si apre appunto, perché il lavoro di Giulia Agostini apre sempre a qualcos’altro, sta poi ad ognuno accettare, rifiutare, perdersi e ritrovarsi in questo altro.

Scattata in 35 mm, l’opera è liberamente ispirata al lavoro di Osamu Yokonami.

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