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Atreju, Meloni chiude la kermesse e rilancia: “Difesa europea tra pari, l’Ue deve svegliarsi”
Dal palco di Castel Sant’Angelo, la premier alterna orgoglio per l’azione dell’esecutivo a critiche verso opposizioni, sindacati e un’Europa ancora troppo legata agli Stati Uniti sul piano della sicurezza.
di Laura Marà
La Premier Meloni chiude Atreju rivendicando i risultati del governo, ricompatta il centrodestra in vista delle Politiche 2027 e manda un messaggio netto a Bruxelles sulla Difesa. Dal palco di Castel Sant’Angelo, la premier alterna orgoglio per l’azione dell’esecutivo a critiche verso opposizioni, sindacati e un’Europa ancora troppo legata agli Stati Uniti sul piano della sicurezza.
Il riferimento è allo scontro recente tra Bruxelles e l’amministrazione americana, dopo le parole di Donald Trump sul possibile disimpegno di Washington. Per Meloni si tratta di un passaggio che impone scelte chiare: per decenni, ha spiegato, l’Europa ha delegato la propria sicurezza oltreoceano, pagando un prezzo in termini di autonomia politica. Da qui l’appello a rafforzare una capacità di difesa europea credibile, capace di dialogare con gli Stati Uniti “da pari a pari” e non in posizione subalterna.
Nel suo intervento conclusivo, la leader di Fratelli d’Italia ha difeso l’azione dell’esecutivo anche sul fronte interno, respingendo le critiche su economia, consenso e gestione dei dossier più sensibili. “Ci attaccano, ma il governo cresce nei sondaggi”, ha sottolineato, rivendicando la solidità dell’alleanza di centrodestra e la volontà di proseguire con la stessa unità nel tempo. Parole che hanno fatto da cornice a un messaggio politico chiaro: la legislatura è solo a metà e l’obiettivo dichiarato resta la riconferma nel 2027.

Non sono mancate le stoccate sul tema migratorio e sui rapporti con la magistratura. Meloni ha richiamato il lavoro dell’Ue su una lista comune dei Paesi sicuri, sostenendo che questo percorso finirà per rafforzare le scelte italiane, compresa l’operatività dei centri in Albania. Un passaggio accompagnato da una difesa dell’identità europea, descritta non come una civiltà in declino, ma come una realtà viva, chiamata a ritrovare la propria missione storica.
Prima della premier erano intervenuti i leader della maggioranza. Antonio Tajani ha insistito sulla necessità di un’Europa politica meno burocratica e più attenta alla tutela dell’industria e dell’agricoltura, auspicando una collaborazione sempre più stretta tra popolari e conservatori. Matteo Salvini ha ribadito le priorità della Lega, a partire dalle infrastrutture, promettendo un impegno totale per l’avvio dei cantieri del Ponte sullo Stretto di Messina, mentre Maurizio Lupi ha parlato apertamente di una scommessa già vinta: il rilancio del ruolo dei partiti e della politica.
Lo sguardo di Atreju, però, è andato ben oltre i confini nazionali. La presenza dei vertici dei Conservatori e Riformisti europei ha rafforzato l’idea di una possibile alternativa agli attuali equilibri di Bruxelles. Mateusz Morawiecki, presidente del gruppo Ecr ed ex premier polacco, ha denunciato un’Europa smarrita sul piano culturale e ha rilanciato la proposta di una grande area di libero scambio tra Ue e Stati Uniti. Altri interventi, da George Simion a Marion Maréchal, hanno insistito sulla necessità di superare la maggioranza che sostiene Ursula von der Leyen, promuovendo una nuova intesa di centrodestra, già ribattezzata “maggioranza Giorgia”.

Nel corso della manifestazione non sono mancati momenti di confronto trasversale. Sul palco si sono alternati anche esponenti dell’opposizione, da Giuseppe Conte a Matteo Renzi e Carlo Calenda. Assente la segretaria del Pd Elly Schlein, che aveva declinato l’invito a un confronto diretto con la premier.
Tra gli ospiti di rilievo, la partecipazione del presidente dell’Autorità nazionale palestinese Mahmoud Abbas ha aggiunto una dimensione internazionale all’evento. Dal palco, Abbas ha espresso apprezzamento per la posizione italiana e ha auspicato un ruolo di Roma nel percorso di riconoscimento dello Stato palestinese. Meloni lo ha ringraziato pubblicamente, respingendo le accuse rivolte al governo di ambiguità sul conflitto in Medio Oriente.

Con la chiusura di Atreju, Fratelli d’Italia archivia un’edizione che ha rafforzato il profilo internazionale della premier e consolidato i rapporti nella maggioranza. Il messaggio politico è chiaro: il centrodestra guarda al 2027 con ambizioni di continuità, mentre a Bruxelles prende forma l’idea di un nuovo asse conservatore che punta a cambiare gli equilibri dell’Unione.
L’onorevole Massimo Ruspandini, deputato di Fratelli d’Italia e presidente della federazione provinciale del partito di Frosinone, ha commentato l’importanza di manifestazioni come Atreju nel promuovere un dialogo diretto tra istituzioni e cittadini, spiegando anche quale sia la principale sfida che le nuove generazioni devono affrontare oggi in Italia.
