Arte & Cultura
Tony Esposito e Mark Kostabi, la strana coppia!
È stato il celebre Achille Bonito Oliva, artista poliedrico, critico d’arte e conduttore televisivo, a presentarli in occasione di un party esclusivo presso l’abitazione del pittore: un autentico colpo di fulmine!
Di Delia Stradella
Mark Kostabi, celebre artista americano originario di Los Angeles, abita a Roma in un delizioso villino in stile Liberty, tra cascate di vegetazione rampicante, terrazze di maioliche e pareti tappezzate di quadri.
Con Tony Esposito, cantautore napoletano di fama internazionale, forma un duo insospettabile e straordinariamente conviviale.
È stato il celebre Achille Bonito Oliva, artista poliedrico, critico d’arte e conduttore televisivo, a presentarli in occasione di un party esclusivo presso l’abitazione del pittore: un autentico colpo di fulmine!
M: Con Tony suoniamo insieme e produciamo quadri che vendiamo in tutto il mondo. Io parto dalla musica e approdo alla pittura, Mark nasce pittore e si scopre musicista.
T: Dicono che abbiamo molto in comune: gli amici ci chiamano “la strana coppia”. È una bella amicizia.
T: Tutti i giorni chiedo a Mark: “Cosa ti ha spinto a trasferirti a Roma?”. Sapete, lui ha anche un orto!
M: Tony ha mangiato le verdure del mio orto!

Sono approdato a Roma per la prima volta nell’85, mi sono sentito a casa e così ho deciso di imparare la lingua! Roma è il centro spirituale del mondo. Molti artisti internazionali decidono di trasferirsi in Italia, prediligendo i borghi pittoreschi al caos delle metropoli; una scelta pericolosa, a mio avviso, perché il rischio è quello di scomparire professionalmente. Roma è una città di passaggio: molti amici internazionali capitano spesso da queste parti ed è fondamentale mantenere le relazioni. La vera ricchezza è avere buoni amici e a Roma ne ho tanti.
T: Roma è ancora oggi presa d’assalto dai cosiddetti provinciali: artisti, registi in particolare, italiani e non, che approdano qui alla ricerca di nuove opportunità per esprimere il proprio talento. E poi, a Roma c’è la luce più bella del mondo, un po’ come a Napoli…
Tony Esposito nasce a Napoli e si trasferisce a Roma dopo aver conquistato la fama internazionale grazie al successo del brano Kalimba de Luna: era il 1984.

T: Dai napoletani ti puoi aspettare di tutto! Io mi identifico come internazionale perché sono napoletano. Napoli è una città internazionale, cosmopolita, per molti versi simile a New York. Basta passeggiare per la città per rendersene conto: c’è un po’ di tutto, l’America, l’Oriente, Tripoli!
Napoli è una città folle, tutti i napoletani “so’ pazzi”, come diceva l’amico Pino Daniele; non essere pazzo a Napoli significa non essere napoletano.
Tony ha partecipato a numerosi festival locali e internazionali e ha calcato più volte il palcoscenico di Sanremo, anche se ammette di non essere più interessato alla competizione: mi piacerebbe fare l’ospite. La conduzione del prossimo Festival è affidata all’amico e concittadino Stefano De Martino.
T: De Martino è un ragazzo in gamba, è affettuoso e spontaneo, un napoletano autentico. Mi piace molto e amo i suoi programmi, come ad esempio Stasera tutto è possibile: è geniale! Mi ricorda Renzo Arbore. Sono contento che faccia il Festival, lo preferisco a tutti! È un artista ed è spiritoso: un ballerino conosce bene la musica, ha anche un certo orecchio per il ritmo…
Mark ha frequentato la scuola d’arte a Los Angeles e tra i suoi primi e illustri collezionisti figura Billy Wilder, regista e sceneggiatore di film cult come A qualcuno piace caldo. Tuttavia, questo non è di per sé sufficiente ad acquisire valore e riconoscimento nel panorama artistico internazionale.

M: Nell’82 mi sono trasferito a New York e ho compreso l’importanza della rete di relazioni.
Sono andato nei quartieri dove si produceva arte, Soho, l’East Village, e qui ho incontrato numerosi artisti, tra i quali Basquiat, Haring, Warhol, e cantanti come Madonna e David Bowie… gravitavano tutti da quelle parti. Era un mondo trasgressivo, New York era una grande festa. In effetti, le relazioni hanno contribuito al mio successo. In quegli anni curavo una rubrica sul giornale che si intitolava Ask Mark Kostabi: suggerivo agli artisti emergenti cosa fare per avere successo. La mia ricetta è semplice: fare grande arte, abitare a New York, frequentare la scena artistica, essere professionali, interpretare un “personaggio” e trovare altre persone con cui lavorare.
“La strana coppia” piace in Italia e all’estero, ed è facile comprendere le ragioni di tanto successo: la naturalezza e la familiarità con cui si raccontano e interagiscono con il pubblico sono davvero uniche; la generosità e lo spirito di inclusione, d’altronde, fanno parte del mestiere.
M: Abbiamo fatto due concerti sold out a Roma!

Questo fine settimana suoniamo a Terni. Mi piace molto Terni, mi hanno anche insignito della cittadinanza onoraria! Inoltre sono ambasciatore di San Valentino (NDR: il santo era originario di Terni). Non ci limitiamo all’Italia: suoniamo anche a New York, a Washington.
Ogni tanto, mentre Tony si esibisce, io eseguo il live painting: dipingo sul palcoscenico, piace molto al pubblico.
All’ingresso dell’abitazione di Mark campeggia un quadro realizzato a quattro mani con Tony: un’esplosione cromatica di suggestioni pop e indie, tra colori brillanti e atmosfere esotiche.

T: I quadri bisogna osservarli da lontano: da vicino vieni completamente assorbito, è difficile, non hai una prospettiva. Per osservare bene un’opera o un oggetto è necessario allontanarsi, creare una certa distanza per poterla acquisire nella sua completezza.
Guardare alla vita in prospettiva appare quasi doveroso di fronte a due percorsi professionali così ricchi, articolati e ramificati.
M: I più grandi musei del mondo conservano le mie opere nelle loro collezioni permanenti, come il MoMA e il Guggenheim. Ho ricevuto tante recensioni positive da parte di critici affermati come Achille Bonito Oliva e Vittorio Sgarbi. Ho un buon mercato italiano: sono grato all’Italia per questo e sono grato all’arte per avermi permesso di vivere qui.
