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Ue, da agosto scatta il diritto alla riparazione

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Da questo mese scatta per i produttori l’obbligo di riparare i beni anche al di fuori del periodo di garanzia legale, a condizione che l’intervento sia tecnicamente fattibile sul prodotto rotto o difettoso.

Di Francesca Fontana

Lavatrici, aspirapolveri, ma anche televisori, computer e smartphone. Sono solo alcuni dei beni di consumo coperti dal cosiddetto “diritto alla riparazione”. La direttiva europea 2024/1799, deve essere recepita dagli stati membri da agosto. L’associazione dei consumatori Assoutenti ricorda che da questo mese scatta per i produttori l’obbligo di riparare i beni anche al di fuori del periodo di garanzia legale, a condizione che l’intervento sia tecnicamente fattibile sul prodotto rotto o difettoso.

Prima di avviare l’intervento, il riparatore ha l’obbligo di consegnare al cliente un apposito modulo europeo uniforme. Documento che deve contenere tutte le informazioni chiave: dal tipo dei lavori previsti ai costi finali, fino ai tempi di consegna ed gli eventuali pezzi da sostituire. Le annotazioni contenute nel modulo saranno valide per 30 giorni. E’ un cambiamento significativo per il settore, dove finora ciascun produttore custodiva gelosamente schede tecniche e manuali di riparazione, mantenendo l’assistenza all’interno di un circuito chiuso che ora si aprirà a una sana e maggiore concorrenza.

Secondo le disposizioni europee, la riparazione deve essere eseguita a gratuitamente oppure a un prezzo ragionevole ed entro tempi limitati. Se il fabbricante ritiene che sia impossibile rimettere in funzione il dispositivo, è prevista la possibilità di offrire al consumatore un prodotto alternativo ricondizionato. Le leggi europee incidono anche sulla fase di progettazione: le aziende dovranno immettere sul mercato elettrodomestici e apparecchi tecnologici ecologici, concepite fin dall’origine per essere facilmente aggiustabili e riciclabili.

Per i produttori con sede al di fuori dei confini dell’Unione Europea, la responsabilità dell’obbligo di riparazione ricade sul loro rappresentante autorizzato all’interno della unione o, in alternativa, sull’importatore del bene. Per incentivare la riparazione, i produttori devono facilitare l’accesso ai pezzi di ricambio e agli strumenti in sostituzione a prezzi ragionevoli che non scoraggino i consumatori.

Ci sono novità importanti che riguardano anche i prodotti coperti da garanzia: la decisione di riparare un bene difettoso anziché sostituirlo estende di un ulteriore anno il periodo di responsabilità legale per il produttore. La direttiva segna anche la via per la creazione di una piattaforma online unica europea dedicata alla riparazione, per trovare facilmente i soggetti che sono tenuti alla riparazione, i venditori di beni ricondizionati e le iniziative per allungare la vita del prodotto.

L’impatto di questa svolta non è soltanto ambientale ma riguarda direttamente anche i bilanci familiari: secondo le stime di Bruxelles, l’Europa spende ogni anno circa 12 miliardi di euro per sostituire merci che potrebbero risultare ancora perfettamente utilizzabili.

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