Tecnologia
L’intelligenza artificiale riscrive il Dna
L’alleanza tra Intelligenza Artificiale e biologia si prepara a esplorare un terreno mai battuto, con uno scopo rivoluzionario: progettare da zero forme di vita mai esistite sul nostro pianeta.
Di Francesca Fontana
Immaginate una biblioteca infinita che contiene tutti i libri mai scritti e, soprattutto, quelli ancora da scrivere. Jorge Luis Borges la chiamava “La Biblioteca di Babele, ed è uno dei racconti più celebri dell’autore argentino, contenuto nella raccolta Finzioni (1941). Descrive un universo strutturato come un labirinto formato da gallerie infinite a forma di esagono, e che contiene tutti i libri possibili, composti da combinazioni casuali delle stesse venticinque lettere dell’alfabeto. Oggi, quella biblioteca esiste davvero. Non è fatta di carta: ma di DNA.
I genomi degli esseri viventi sono veri e propri libri scritti dalla biologia. Finora la natura ha scritto solo una piccola parte dei libri possibili, andando avanti a tentativi che si dividono in errori veri e propri ed errori che hanno portato a specie più evolute. Ma le cose stanno per cambiare. L’alleanza tra Intelligenza Artificiale e biologia si prepara a esplorare un terreno mai battuto, con uno scopo rivoluzionario: progettare da zero forme di vita mai esistite sul nostro pianeta.
Negli ultimi decenni le biotecnologie hanno modificato ciò che già esisteva, tagliando e incollando geni. La biologia sintetica, invece, fa un salto evolutivo: considera il DNA come il codice di un software. L’obiettivo non è più correggere gli errori dei vecchi organismi già esistenti, pieni di imperfezioni che si sono sommate nei millenni, ma programmare nuovi esseri a tavolino, seguendo criteri ingegneristici che porrtano alla massima efficienza. Pezzi di ricambio biologici perfetti e intercambiabili, proprio come i componenti di una macchina.
I primi passi risalgono ai BioBricks, i mattoncini biologici codificati nei primi anni Duemila, fino alla creazione di Synthia, la prima cellula con genoma interamente sintetico. Oggi, grazie a modelli linguistici dell’IA come Evo 2, addestrato su oltre 9 trilioni di nucleotidi, l’assemblaggio della vita è diventato molto più rapido. All’Università del Minnesota sono già riusciti a far crescere e moltiplicare cellule artificiali partite da molecole non viventi.
Siamo davanti a un mondo che supera l’evoluzionismo di Darwin. La convergenza tra intelligenza artificiale e genomica, definita dagli esperti ABI, Intelligenza Biologica Artificiale che apree a scenari da fantascienza. Anche in questo caso la letteratura e la fantascienza fanno da apripista. Come Giulio Verne scrisse 20 mila leghe sotto i mari, dando forma alla prima idea di sommergibile, anticipando incredibilmente i tempi, così il film GATTACA, parla di esseri umani prodotti in laboratorio con un Dna perfetto, o quasi, esente da malattie devastanti e deformità. E la realtà potrebbe superare la fantasia.
Dalla medicina su misura con cellule sintetiche intelligenti iniettate nel corpo per dare la caccia ai tumori e sconfiggere malattie oggi incurabili.
Ai batteri creati in laboratorio capaci di divorare l’inquinamento, produrre materiali edili ecologici o contrastare i cambiamenti climatici.
Fino alla resurrezione di specie estinte nel passato per ripopolare specie in via di estinzione in pieno stile Jurassic Park.
Le visioni più audaci dei bio-ingegneri parlano già di edifici viventi capaci di crescere autonomamente, oggetti di uso quotidiano animati e persino computer biologici quantistici in grado di funzionare a temperatura ambiente.
Siamo alle soglie dell’era della vita 2.0: un sistema parallelo di oggetti viventi che l’umanità dovrà ora imparare non solo a costruire, ma soprattutto a gestire. E su questo, legiferare.
