Attualità
Tutti i costi del gran caldo e come difendersi
A lanciare l’allarme è Assoutenti, e i numeri fanno davvero tremare i polsi: la “tassa sul caldo” può arrivare a costare a una famiglia tipo fino a 600 euro al mese in più.
Di Francesca Fontana
L’estate è appena iniziata, ma l’ondata di caldo torrido che sta stringendo l’Italia in questa fine di giugno sembra non dare tregua. Città bollenti, colonnine di mercurio impazzite e un’afa che, purtroppo, non colpisce solo la salute, ma dà una mazzata anche al portafogli.
A lanciare l’allarme è Assoutenti, e i numeri fanno davvero tremare i polsi: la “tassa sul caldo” può arrivare a costare a una famiglia tipo fino a 600 euro al mese in più.
La voce più pesante è quella legata all’energia. L’accensione anticipata di condizionatori, ventilatori e deumidificatori – complici tariffe elettriche decisamente salate – si traduce in una spesa extra che oscilla tra i 50 e i 100 euro al mese. Poi c’è l’acqua: tra docce supplementari per rinfrescarsi, il bisogno di dissetarsi e i giardini da annaffiare, se ne vanno altri 20 o 30 euro. E non dimentichiamo la spesa alimentare: per trovare un po’ di sollievo ci buttiamo su gelati, bibite fresche e frutta di stagione, facendo lievitare lo scontrino del supermercato di 60-80 euro. Se ci aggiungiamo i consumi d’auto più alti per l’aria condizionata a pieno regime, creme solari, integratori e qualche weekend in piscina o al mare, il conto è presto fatto.
Focalizziamoci però sulla nota più dolente: la bolletta della luce. Secondo un’analisi di Facile.it, quest’anno un condizionatore dual split in classe A+, tenuto acceso per circa 8 ore al giorno, ci costerà 146 euro complessivi per i tre mesi estivi. C’è anche una brutta notizia sul fronte geopolitico: a causa delle tensioni e del conflitto in Iran, i prezzi dell’energia sono più alti del 4% rispetto all’anno scorso. E non è finita: se usiamo male il condizionatore, rischiamo di far impennare i costi addirittura del 90%.
Ma una via d’uscita c’è. Gli esperti hanno preparato un vero e proprio “vademecum salvadanaio” che permette di tagliare i costi fino al 49%.
Il salto di classe: Se si deve cambiare il climatizzatore, meglio farlo bene. Passare da un vecchio modello in classe A+ a uno modernissimo in classe A+++ fa risparmiare fino al 49% sui consumi. Meglio scegliere la tecnologia inverter, che regola la potenza da sola e taglia i costi del 30% rispetto ai modelli tradizionali.
- Occhio alle funzioni alternative: Non c’è bisogno di trasformare il salotto nel Polo Nord. Spesso basta attivare la modalità deumidificatore (che fa risparmiare il 13%) o la funzione sleep per la notte (- 10%). E ricordate: la temperatura ideale è tra i 24 e i 26 gradi, mai oltre i 6-8 gradi di differenza con l’esterno.
- La manutenzione fai-da-te: Pulire i filtri e le ventole non serve solo a respirare aria sana, ma garantisce un risparmio dell’8%.
- I trucchi della nonna (funzionano sempre): Chiudete le porte delle stanze che non usate per non disperdere il fresco (risparmio del 6%) e abbassate le tapparelle nelle ore più calde. Se avete un bel balcone riempitelo di piante a foglia larga: assorbono il calore e creano uno scudo naturale contro l’afa.
- Controllate il contratto: Il mercato libero offre centinaia di opzioni. Confrontare le tariffe e cambiare fornitore può alleggerire la bolletta fino al 37%.
Insomma, difendersi dal caldo e difendere il portafogli si può.
