MISE: DA DOMANI A BERGAMO AL VIA LA TASK FORCE ITALO-RUSSA SUI DISTRETTI E LE PMI

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Il sottosegretario allo Sviluppo Economico e al Commercio Internazionale Ivan Scalfarotto guiderà la delegazione italiana che parteciperà, domani e dopodomani a Bergamo, alla Task force italo-russa sui distretti e le Pmi. Giunto alla sua XXV edizione, questo forum economico-istituzionale che si svolge ad anni alterni in Italia e in Russia, è presieduto dai Ministeri allo Sviluppo Economico dei due Paesi. Ne sono parte attiva le rispettive realtà territoriali – Regioni, Università e Centri di ricerca, Associazioni di settore, Camere di Commercio – e le  imprese.

L’Italia è il 5° Paese fornitore e il 4° Paese cliente della Federazione Russa. Il Forum si pone come best practice per il rapporto strategico fra i due Paesi. A Bergamo si attendono 395 presenze, di cui 310 italiane e 85 russe.

Per l’Italia Saranno presenti l’ICE-Agenzia, l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, cinque Camere di Commercio, quattro Regioni, la Città di Bergamo, dodici Associazioni di categoria, due Università/Istituti di Ricerca, undici Istituti bancari, 144 imprese.

Per la Federazione Russa, oltre al Ministero dello Sviluppo Economico, parteciperanno l’Ambasciata e la Rappresentanza commerciale in Italia, il Consolato Generale della Federazione Russa a Milano, nonché tredici Regioni Russe.

Previsti gli interventi dell’assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia Mauro Parolini e del sindaco di Bergamo Giorgio Gori

Il Forum prevede tre Tavoli tematici (Meccanica, Chimica/Farmaceutica e Sistema Casa) e, a seguire, un Meeting Point dove sono previsti circa mille incontri tra le Istituzioni/Enti ed imprese dei due Paesi.

“L’appuntamento di Bergamo si pone in ideale continuità con il Forum Economico di San Pietroburgo dello scorso giugno, del quale l’Italia è stata ospite d’onore, e con la XIV sessione del Consiglio Italo-russo sulla collaborazione economica svoltasi a Roma in ottobre.” Ha dichiarato il sottosegretario Scalfarotto “Il partenariato strategico fra l’Italia e la Federazione russa, basato anche sulla complementarietà e la reciproca conoscenza fra le nostre economie, entrambe basate su un vivace tessuto di piccole e medie imprese, proseguirà e si rafforzerà ad onta delle contingenti difficoltà. Non è casuale” conclude Scalfarotto “che la Cabina di Regia per l’internazionalizzazione abbia inserito la Federazione russa fra i Paesi Focus nei quali saranno concentrati, nel 2017 le risorse promozionali a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese italiane.”

Presentazione del libro Signora nostalgia di Sandra Canduzzi Pieri

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Venerdì 2 dicembre 2016 – ore 16.30 AULA MAGNA – BIBLIOTECA MALATESTIANA Piazza M. Bufalini – Cesena

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Venerdì 2 dicembre 2016 alle ore 16.30 presso l’Aula Magna della Biblioteca Malatestiana di Cesena si terrà la presentazione del libro Signora nostalgia di SANDRA CANDUZZI PIERI, edito da IL VICOLO editore nella collana “La Lodola”. L’evento sarà coordinato dall’architetto Marisa Zattini ed interverranno Gianfranco Laureano, poeta, scrittore e prefattore del libro, in dialogo con l’autrice. In conclusione, un intervento di Anna Maria Piraccini, presidente “Associazione Perledonne”, alla quale è riservato un contributo derivante dagli introiti della vendita di Signora nostalgia. La presentazione sarà allietata dall’arpa celtica di Giulia Vasapollo e dal violino di Marta Ghezzi, che accompagneranno le letture di Elena Baredi. Signora nostalgia è un coinvolgente romanzo – dedicato al nipote Eugenio – suddiviso in otto sezioni, ognuna delle quali è dedicata ad un tema, che comprende racconti, narrazioni, confessioni, riflessioni che insieme vanno a comporre l’affresco di una vita. Scrive Gianfranco Lauretano: «Raccontare una vita come un’offerta di conoscenza della propria “ascendenza” per il nipote potrebbe davvero far pensare a un lavoro a cui è affidato un compito semplicemente familiare. E questo compito esiste, in realtà, ma interessa in fin dei conti una sola persona, non i tanti che, ci auguriamo, incontreranno il romanzo. Quello di una persona adulta, in qualche modo detentrice di una conoscenza, uno sguardo morale, un’esperienza più profonda, che scrive a un giovane non è neppure un pretesto nuovo nella storia della letteratura; che si tratti di un discepolo, uno studente, un nipote cambia poco». Con minuzia di dettagli e uno stile incisivo, Sandra Canduzzi Pieri tesse una fitta trama di racconti, i cui protagonisti sono persone realmente incontrate dall’autrice nel corso della vita. Ancora dall’Introduzione di Lauretano leggiamo «Che si tratti di familiari, di persone incontrate una sola volta nell’infanzia, di suore dalla vocazione sbagliata, di donne maltrattate, di gente che lavora, di strambi, di ospiti, tutti sono guardati con interesse, simpatia, adesione al destino personale e desiderio di recare aiuto. Ecco forse l’insegnamento più importante che il dedicatario può apprendere, assieme alla instancabile curiosità e capacità di esprimere i propri sogni e desideri […]». Sandra Canduzzi Pieri redige non un semplice diario personale ma un’opera letteraria dal carattere intimo, un bellissimo romanzo di cui il lettore non potrà fare a meno di sentirsi parte. SANDRA CANDUZZI PIERI è nata a Cesena il 23 Settembre 1940 dove vive occupandosi d’arredo di interni e di antiquariato. Ha pubblicato con IL VICOLO Editore Come una mela come una rosa nella Collana “Frammenti” e Camminando a cuore scalzo nella collana “Quaderni della Lòdola”. Ha preso parte come coautrice e curatrice all’opera collettiva senza fini di lucro Un’infanzia infinita i cui proventi sono stati utilizzati per il restauro della biblioteca per ragazzi di Finale Emilia colpita dal terremoto del maggio 2012. Insieme a Elide Giordani,sempre come autrice e curatrice ha realizzato Prove d’amore di proprietà letteraria di vari autori. Il ricavato è stato utilizzato per il restauro di un antico codice della Biblioteca Malatestiana, Méemoire du Monde dell’Unesco. Al termine, golosità e un brindisi per festeggiare insieme!

FEDERICO PIRON ED I MACCHINARI BIOMEDICALI

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Di Francesca Rossetti

Federico Piron è un importante imprenditore veneto che lavora nel settore dei macchinari biomedicali: a lui la parola.

Chi è Federico Piron?

Federico Piron classe 1965, padovano, dopo la Laurea in Giurisprudenza e un Master in Business Administration, ha intrapreso un percorso manageriale che lo ha portato in breve tempo a ricoprire posizioni apicali in grandi aziende, sino a ricoprire la carica di Direttore Marketing & Licensing del Gruppo Benetton; successivamente ha affrontato l’avventura imprenditoriale in diversi settori.”

Come nasce Khymeia e come nasce il Suo interesse per i macchinari biomedicali?

Khymeia è nata sulla scorta di fondamentali studi condotti da mio fratello Lamberto, brillante ricercatore e apprezzatissimo neurologo, svolti presso l’MIT di Boston con il grande Prof. Emilio Bizzi, autorità mondiale assoluta nell’ambito delle scienze cognitive. Durante la sua permanenza a Boston, Lamberto e il Prof. Bizzi dimostrarono come nei pazienti colpiti da ictus fosse possibile indurre il sistema nervoso centrale ad attivare delle trasformazioni cellulari al fine di creare dei nuovi patterns motori, delle nuove sinapsi che andassero a vicariare i percorsi lesi a seguito della malattia. In particolare, verificarono come ciò fosse possibile, fornendo al sistema nervoso centrale le cosiddette “informazioni di ritorno aumentate” e pionieristicamente come la realtà virtuale fosse un ottimo strumento per raggiungere tale obiettivo.

Al suo rientro dagli USA, nel 1998 venne fondata Khymeia quale laboratorio di sviluppo e sperimentazione clinica di quegli studi. Nel 2011 un raro ed infausto male portò via Lamberto all’età di 48 anni. Fu allora che decisi di onorare il suo lavoro e trasformare quegli straordinari studi in concreti sistemi operativi a disposizione dei malati.”

Quali sono i suoi prodotti di punta?

Oggi Khymeia sviluppa e produce sistemi medicali innovativi a forte caratterizzazione tecnologica, tra cui:

La famiglia di prodotti VRRS Virtual Reality Rehabilitation System.

Il tema della riabilitazione è oggi tra quelli maggiormente pressanti in termini quantitativi e di costi per tutti i sistemi sanitari nazionali. La auspicata maggior sopravvivenza dei soggetti a numerose patologie e il persistente aumento della vita media, evidenziano quale diretta conseguenza, una costante crescita della domanda di riabilitazione che spesso fatica a trovare una adeguata risposta.

Su tali premesse è stato sviluppato il dispositivo VRRS. Si tratta di una innovativa metodica basata sulla tecnologia della realtà virtuale sia per la riabilitazione nel centro clinico che per la teleriabilitazione a casa del paziente.

Attualmente il sistema è dotato di moduli utilizzati per la valutazione e il trattamento motorio neurologico; cognitivo; logopedico; stimolazione transcranica; riconoscimento facciale; posturale; rachide cervicale; monitoraggio cardio respiratorio, realtà virtuale immersiva; realtà virtuale aumentata, sinergie muscolari e muscolo scheletrico. I sistemi lavorano in rete tra di loro, pertanto è possibile utilizzare più sistemi contemporaneamente sia in sede che a qualunque distanza. Soprattutto, è il primo e ad oggi unico sistema al mondo che eroga da remoto la riabilitazione, anche motoria, direttamente a casa del paziente.

La famiglia di prodotti NEUROWAVE.

Si tratta di una innovativa piattaforma tecnologica “aperta” ed estremamente flessibile dedicata ai Gravi Disordini della Coscienza (Coma, Stati vegetativi e di Minima Coscienza), durante tutte le fasi del percorso del paziente. Attualmente, il tasso di errore nelle valutazioni differenziali di questi pazienti, ovvero quelle che stabiliscono se vi è una possibile aspettativa di risveglio, è superiore al 50 %.

In tale contesto, è stato sviluppato il NEUROWAVE; il sistema si occupa di erogare al paziente un ampio set di stimolazioni multisensoriali, tra cui anche quelle emotigene, cioè legate alla sfera personale del paziente come le voci dei propri cari, le canzoni preferite, le immagini famigliari ed altro; contestualmente ed in modalità sincronizzata, il sistema acquisisce tutti i segnali neuro biofisiologici e verifica se esiste una correlazione tra un determinato stimolo e un eventuale mutamento di qualche segnale neurofisiologico. L’obbiettivo è quello di verificare se esiste un canale di comunicazione “aperto” tra il paziente e l’ambiente esterno ed in tal caso, di attivare una riabilitazione stimolatoria intensiva focalizzata su quel canale. Anche il NEUROWAVE è un sistema che funziona in modalità networking.

La famiglia di prodotti OAK elderly care system

Il problema delle cadute degli anziani ha assunto proporzioni davvero importanti nei sistemi sanitari occidentali e ciò sempre in correlazione al costante allungamento della vita media ed alla conseguente maggiore fragilità dei soggetti coinvolti. Molto spesso i soggetti sani, una volta subita la caduta, divengono pazienti di carattere neurologico, poiché subentrano patologie legate alla depressione e a timori posturali.

Una possibile risposta per fronteggiare tale situazione è il dispositivo OAK, innovativo sistema integrato per la valutazione e la prevenzione dei rischi di caduta. Si è provveduto a digitalizzare in ambiente di realtà virtuale, i test di valutazione che si basano su scale internazionali, clinicamente e scientificamente convalidate. In tal modo, è possibile ottenere una valutazione estremamente accurata ed oggettiva del rischio di caduta. Inoltre, a seconda del tasso di rischio evidenziato dal test valutativo, il sistema si occupa di erogare un pacchetto specifico di esercizi per il soggetto, con l’obbiettivo di prevenire la caduta. Tali esercizi vengono, poi, svolti dai soggetti direttamente a casa, sotto il controllo diretto di un apposito dispositivo periferico che comunica in tempo reale con il centro clinico di riferimento.”

Come si realizzano gli effetti virtuali e quali benefici apportano ai malati?

I vantaggi della realtà virtuale sono molteplici, tra cui quello di poter gestire, in un ambiente sicuro, i movimenti dei pazienti, ingrandendoli, trasformandoli, rappresentandoli con le modalità più efficaci per le patologie del paziente. Solo per fare un esempio, se un paziente colpito da ictus non riesce più a portare correttamente il bicchiere alla bocca, è possibile rappresentare in uno scenario virtuale una traiettoria “corretta” che il paziente deve emulare, nonostante il suo sistema nervoso centrale lo spingerebbe a fare un movimento diverso. Ebbene, con la ripetizione di questi gesti “forzati” è possibile “ripristinare” un percorso motorio corretto. In termini di efficacia, dopo molte lusinghiere pubblicazioni internazionali, è anche intervenuta la prestigiosa “REVIEW COCHRANE” a certificare l’efficacia riabilitativa della metodica.”

In quali ospedali sono presenti e quali malattie è possibile curare tramite essi?

I sistemi Khymeia sono attualmente adottati come routine clinica dalla maggior parte dei centri di eccellenza riabilitativa in Italia.

Le problematiche affrontate da Khymeia con il sistema OAK sono quelle relative alla valutazione e prevenzione delle cadute nell’anziano. È di prossima uscita una importante pubblicazione circa la valutazione effettuata su 150 soggetti con il sistema OAK, da parte dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano.

Le patologie affrontate con il NEUROWAVE sono quelle dei gravi disordini della coscienza; è con il NEUROWAVE che è stata trattata e condotta al progressivo risveglio la signora siciliana in coma da 4 anni a cui i media nazionali hanno dato di recente ampia evidenza.

Il sistema VRRS si occupa della riabilitazione lato sensu, incluso le patologie neurodegenerative quali Parkinson ed Alzheimer. Giusto quest’anno il Ministero della salute ha dato il via ad uno straordinario progetto della “Rete Neuroscienze Italiana IRCCS” con il quale verrà creato un server cloud su cui far convogliare protocolli riabilitativi condivisi dai centri appartenenti alla rete, al fine di individuare le “best practice” riabilitative di numerose patologie. Ebbene, la tecnologia scelta per l’esecuzione di tali protocolli è il VRRS.”

Quali sono i Paesi del mondo maggiormente all’avanguardia in questo settore?

Nella Riabilitazione l’Italia gioca un ruolo di riferimento a livello internazionale, sia in termini di posizionamento tecnologico, che in termini di competenze cliniche. In questo specifico settore, il nostro Paese non ha nulla da invidiare a nessuno, anzi sempre più spesso il modello clinico e tecnologico Italiano viene preso ad esempio in molti sistemi sanitari di Paesi stranieri. Lo testimonia la sempre più frequente richiesta, da parte di Università e Ospedali stranieri, di ospitare corsi tenuti da docenti Italiani aventi ad oggetto le esperienze cliniche e di ricerca riabilitative del nostro Paese. Del resto, l’Italia è certamente un Paese che già da anni ha dovuto affrontare il tema della longevità della propria popolazione.”

Davvero molto in gamba il Dott. Piron e per informazioni http://khymeia.com/

Senza Sangue dal romanzo di Alessandro Baricco in prima esecuzione italiana

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Auditorium Parco della Musica – Sala Santa Cecilia giovedì 1 dicembre ore 19.30 – venerdì 2 ore 20,30 – sabato 3 ore 18

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Senza Sangue, su libretto di Mari Mezei, per la musica di Peter Eötvös – che dirigerà l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia nella prima esecuzione italiana giovedì 1 dicembre ore 19.30 con repliche venerdì 2 e sabato 3 – è un’opera in un atto tratta dal romanzo omonimo di Alessandro Baricco.

L’opera ha un antefatto, narrato nella prima parte del romanzo: in una fattoria isolata in campagna tre uomini uccidono spietatamente il padre e il fratello della piccola Nina. Uno dei tre assassini, Pedro, si accorge che la bambina è nascosta in una botola, ma dopo aver incrociato il suo sguardo, decide di risparmiarla e si allontana. 

La trama della composizione si basa sulla seconda parte del romanzo e narra del nuovo incontro, anni dopo, tra vittima e carnefice, tra la Donna e l’Uomo: lui gestisce un chiosco di biglietti della lotteria, Nina è apparentemente una donna realizzata, ma in realtà ha condotto un’esistenza schizofrenica sentendosi come una straniera che osserva la vita dall’esterno. Nel corso degli anni si è vendicata degli assassini dei suoi familiari e ora è pronta a incontrare il terzo criminale, che però è anche quello che le ha salvato la vita. L’incontro ha una svolta sorprendente: la donna non è venuta per vendicarsi, ma per essere salvata di nuovo. Ha nostalgia di quello sguardo che tanto tempo prima ha cambiato la sua vita.

È da questo secondo blocco narrativo che Mari Mezei ha tratto il libretto dell’opera (atto unico e in sette scene) musicata da Eötvös. L’azione di Senza Sangue si svolge in una piazza di una cittadina, dove immaginiamo un chiosco, un caffè e, poco distante, un albergo. La terza scena, cuore drammaturgico dell’opera, è quella che costituisce la prima significativa “libertà” del librettista rispetto al romanzo. Qui si anticipano le parole in cui è condensato il senso di questa storia: “Per quanto la vita sia incomprensibile, la attraversiamo con l’unico desiderio di ritornare all’inferno che ci ha generati […] un lungo inferno identico a quello da cui veniamo. Ma d’improvviso clemente. E senza sangue”. L’immagine della morte stampata per sempre nella memoria della Donna e la volontà di vendetta che l’ha portata fino all’incontro con l’assassino, si convertono improvvisamente in un atto di umano perdono. Baricco pone questo passo nelle ultime pagine del racconto: un monologo interiore svelato in forma di discorso indiretto (“Allora pensò che per quanto la vita sia incomprensibile…”), mentre Mezei ne sposta la collocazione quasi all’inizio dell’opera. Interpreti dell’opera, il mezzosoprano Sonia Ganassi e il baritono Russell Braun, che prese parte alla prima esecuzione assoluta del 2015 a Colonia.

Nella prima parte del concerto l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, sotto la bacchetta di Eötvös, eseguirà il poema sinfonico Dalla culla alla tomba, una pagina di raro ascolto di Franz Liszt, e il sublime Adagio dell’incompiuta Decima Sinfonia di Gustav Mahler

Il concerto è in collaborazione con Romaeuropa Festival 2016.

La recita del 2 dicembre è trasmessa in diretta radiofonica da Rai Radio Tre.

TB HOLDING: MISE, AL VIA LA PRIMA CALL PER LA NOMINA DEI COMMISSARI STRAORDINARI

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Candidature entro 6 dicembre su sito Mise

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Il Ministero dello Sviluppo economico ha aperto la raccolta di manifestazioni di interesse alla nomina a Commissario Straordinario della TB HOLDING. Le candidature potranno essere proposte entro il prossimo 6 dicembre all’indirizzo di posta elettronica certificata dgvescgc.div03@pec.mise.gov.it. L’avviso è disponibile sul sito del Mise, all’indirizzo http://www.mise.gov.it/index.php/it/impresa/vigilanza/amministrazione-straordinaria/nomine.

Le autocandidature saranno vagliate da una commissione di esperti che proporrà al Ministro Calenda una rosa di soggetti selezionati sulla base del possesso dei  requisiti minimi previsti dalla legge e delle ulteriori  doti di esperienza e professionali che li rendano particolarmente qualificati per lo specifico incarico da assumere. Si tratta del primo caso di attuazione della direttiva adottata lo scorso 28 luglio, con la quale il Ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, ha rivoluzionato il sistema delle nomine dei commissari straordinari nelle procedure di amministrazione straordinaria.

La TB HOLDING è una società di 240 addetti con sede ad Argelato, specializzata nella commercializzazione di calzature in 52 punti vendita sul territorio nazionale. –

Protom presenta i risultati dei suoi progetti di ricerca ad Aeromart Toulouse 2016

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E’ iniziata ieri l’edizione 2016 di  Aeromart e la partecipazione di Protom (www.protom.com ) ad una delle principali fiere per il mercato dell’aerospazio già si sta rilevando un successo.
La fiera in corso a Tolosa, una delle capitali mondiali del settore, e vedrà fino al 1 dicembre la partecipazione dei maggiori player, da Airbus a Boeing, da Embraer a Bombardier. Sarà dunque l’occasione per riunire i principali decisori delle compagnie impegnate nel settore dell’aerospazio e metterli in contatto con potenziali partner commerciali provenienti dal mondo delle PMI.
Si tratta dello scenario ideale per Protom, che, con l’acquisizione di un ramo di azienda di Piaggio Aero Industries nel 2013, ha consolidato la propria presenza nel settore dell’Advanced Engineering specializzandosi nei mercati Aerospace, Railway ed Automotive.

“Questa operazione – afferma Fabio De Felice, fondatore di Protom e Presidente dell’Innovation Lab – ci ha permesso di portare all’interno del nostro  gruppo di lavoro competenze in ambito aeronautico che ci rendono capaci di coprire l’intero ciclo di progettazione di un aereo.”
La presenza all’edizione 2016 di Aeromart Toulouse è un ulteriore tassello posto da Protom nel quadro di una strategia di internazionalizzazione che va sempre più consolidandosi. Una strada che era iniziata proprio a Tolosa nel 2011, con l’apertura della prima sede fuori dai confini italiani.
“Riconosciamo che Tolosa sia un luogo strategico per il settore aeronautico – conferma De Felice – non è un caso che proprio qui abbiamo aperto una delle nostre sedi. Essere presenti ad Aeromart è una scelta che ribadisce questa convinzione.”
Protom, fondata a Napoli nel 1995,  in poco più di vent’anni è riuscita a diversificare le proprie attività, maturando un’esperienza tale da farla imporre sui mercati di riferimento,  senza mai perdere l’approccio tailor-made e la capacità garantire i più alti livelli di qualità nelle soluzione offerte ai propri clienti.

“In questi anni la – spiega Pietro Cerreta, Direttore Tecnico della divisione Aerospace, con alle spalle una lunga carriera da dirigente in Alenia Aerospazio – abbiamo adottato un approccio “integrated & make it work” che ci ha reso capaci di affrontare sfide complesse nell’ambito della progettazione aerospaziale.”
È questo il punto di forza di Protom, insieme ad una costante attenzione alla ricerca ed all’innovazione. Una caratteristica riconosciuta da committenti eccellenti, considerati leader a livello globale nel settore dell’Advanced Engineerng, come Airbus, Airbus Helicopter e Rolls-Royce, che hanno trovato in Protom il partner ideale per portare avanti alcuni tra i loro progetti di ricerca.
“La nostra esperienza ed il nostro know-how – prosegue Cerreta – ci hanno permesso di candidarci come partner per i progetti del programma Clean Sky 2, sviluppato nell’ambito dell’iniziativa europea Horizon 2020”.  I risultati ottenuti sono stati eccellenti: l’azienda è Core Partner nel progetto COSTAR e Partner e Coordinatore in ulteriori cinque progetti. Un caso unico, fino ad ora, in Italia.

Più libri più liberi: la nostra epoca in tempo reale. SONO TUTTE STORIE

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Palazzo dei Congressi (Roma), 7-11 dicembre 2016

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La riflessione sul nostro tempo seguendo l’agenda dell’attualità scandisce anche quest’anno le giornate di Più libri più liberi (www.plpl.it), la Fiera Nazionale della Piccola e Media Editoria promossa e organizzata da AIE – Associazione Italiana Editori e in programma da mercoledì 7 a domenica 11 dicembre 2016 nella consueta sede del Palazzo dei Congressi all’EUR. La Fiera come da tradizione segue il filo di quel “tempo reale” in costante e rapidissimo mutamento che chiamiamo attualità e che libri e giornali inseguono per comprendere i cambiamenti della nostra epoca. Se ne discute fin dall’inaugurazione, con il grande romanziere e sceneggiatore anglo pakistano Hanif Kureishi che mercoledì 7 dicembre alle 11 sarà intervistato da Giorgio Zanchini sul tema Scrivere per essere indipendenti.

Si prosegue con due cicli di incontri: uno a cura de “L’Espresso”, l’altro curato da “Il Fatto Quotidiano” insieme a Più liberi più liberi, promotore anche degli appuntamenti Cucchi e Regeni: corpi di Stato (giovedì 8 alle 17) con Carlo Bonini e I bambini di Siria(sabato 10 alle 13) con Francesca Mannocchi in dialogo con Alessio Romenzi e Lucia Goracci.

Per gli appuntamenti a cura de “L’Espresso” si comincia venerdì 9 alle 17 con Marco Damilano ed Enrico Mentana per un approfondimento sulla Costituzione dal titolo Il racconto dell’Italia dopo il sì e il no. Sabato 10 alle 16 arriva il regista e attore Pif per discutere con Lirio Abbate di Mafia a stelle e strisce: perché Cosa nostra puntò tutto sugli americani a partire dal suo ultimo film In guerra per amore (sabato 10 alle 16), mentre alle 18 è la volta dell’etnologo e antropologo francese Marc Augé intervistato da Gigi Riva sulle Religioni di guerra. La serie di incontri si conclude domenica alle 14 con i giornalisti Gianluigi Nuzzi e Emiliano Fittipaldiimpegnati in una riflessione su Le inchieste giornalistiche, la libertà di stampa, il Vaticano.

Il ciclo a cura de “Il Fatto Quotidiano” e Più libri più liberi prende il via giovedì 8 alle 13 con Marco Lillo, Sigfrido Ranucci e Peter Gomez impegnati in una riflessione su Giornalismo d’inchiesta: quale ruolo nell’era dei social. Subito a seguire, alle 14, Marco Travaglio e Silvia Truzzi si interrogano su Che succede dopo il Referendum?. Sabato 10 alle 13 l’attenzione si sposta sulle recenti elezioni americane: Furio Colombo e Antonio Padellaro, moderati da Stefano Citati, si confrontano su Trump, il nuovo, mentre domenica 11 alle 18 Luca Sommi modera l’incontro Dove mangiano i grandi cuochi con Francesco Priano, Ettore Bocchia e Antonello Colonna.

I mille volti della contemporaneità sfilano anche negli incontri dedicati alle ultime uscite editoriali: il complesso rapporto tra informazione e poteri criminali è al centro di Comprati e venduti (add editore) di Claudio Fava, che mercoledì 7 alle 18 ne discute con Rosy Bindi e Attilio Bolzoni, mentre è un vero e proprio viaggio antropologico nella Val di Susa e nel movimento No TAV quello proposto da Marco Aime nel suo Fuori dal tunnel (Meltemi), oggetto della presentazione di mercoledì 7 alle 19 insieme a Franco La Cecla e Andrea Staid. Dagli Stati Uniti arriva invece Jonathan Nossiter, regista, autore del documentario Mondovino, che presenta la provocatoria visione di nuova ecologia della cultura in Insurrezione culturale (scritto assieme a Oliver Beuvelet, DeriveApprodi; mercoledì 7 alle 19 con Corrado Dottori e Stefano Bellotti).

Giovedì 8 alle 16 l’inglese Harry Parker, reduce dalla guerra in Afghanistan, porta in Fiera il suo Anatomia di un soldato (SUR), tragico e semi-autobiografico racconto in cui le vite di tre personaggi vengono rivelate dagli oggetti che li circondano. Partecipano al dibattito, insieme all’autore, Martina Testa e Luciano Funetta. Venerdì 9 alle 17 Erri De Luca legge brani tratti da Migrazioni – Migrations, raccolta di poesie di autori vari e ideata da Wole Soyinka e curata da Alessandra Di Maio (a cura di 66thand2nd; letture anche di Silvia Bre, Annelisa Alleva e Paola Splendore); sempre venerdì alle 17 torna alla ribalta la lotta contro il proibizionismo con Giuseppe Civati e il suo Cannabis (Fandango), che presenta con Benedetto Della Vedova. Sabato 10 alle 15 spazio alla riflessione sui diritti civili con il libro di Beppino Englaro Vivere e morire con dignità (Ediciclo & Nuovadimensione, scritto con Giulia Facchini Martini, Pierluigi Di Piazza e Vito Di Piazza): ne discute insieme a Marco Politi e Pierluigi Di Piazza. Sempre sabato 10 alle 15, si torna a parlare di terremoto attraverso la fotografia documentaria del collettivo TerraProject Photographers: nell’incontro a cura di “la Repubblica” e Più libri più liberi, Simone Donati, Rocco Rorandelli e Giulia Ticozzi presentano il lavoro del collettivo – fondato nel 2006, si occupa di tematiche sociali e ambientali – e in particolare il reportage dedicato al sisma che ha colpito il Centro Italia, con il quale hanno raccontato volti e storie coinvolgenti di perdita e rinascita.

Domenica 11 è la volta della statunitense Diana Johnstone che alle 11 con Jean Bricmont e Jean Toschi Marazzani Viscontipresenta la biografia Hillary Clinton. Regina del caos (Zambon), aggiungendo così un secondo momento di riflessione sulle recenti elezioni per la Casa Bianca. Ad un aspetto determinante ma quasi invisibile dell’attualità è legata la presentazione di I signori del cibodi Stefano Liberti (minimum fax), inchiesta sul business dell’industria alimentare, che sarà chiamata a sfamare nove miliardi di persone entro il 2050 (domenica 11 alle 15 con Alessandro Leogrande e Pietro Del Soldà). Infine, il complesso e stratificato rapporto tra passato e presente si dipana nel romanzo M come mia (Emons) del pluripremiato giallista tedesco Friedrich Ani, in cui il suo personaggio prediletto, l’ex-poliziotto Süden, deve fare i conti con le ombre del neonazismo e dell’estrema destra xenofoba che avanzano sempre più minacciose in Germania (domenica 11 alle 18 con Fabrizio D’Esposito e Viktoria von Schirach).

UN NUOVO HUB CULTURALE NEL CUORE DI ROMA Officina delle arti Pier Paolo Pasolini

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L’INTERVENTO DI RIGENERAZIONE URBANA RESTITUISCE ALLA CITTA’ UN POLIVALENTE SPAZIO CULTURALE

foto di Stefano Ricco

foto di Stefano Ricco

Una casa per giovani artisti con gli occhi bene aperti all’esterno, attenta a ogni stimolo e nuova idea. Uno spazio pubblico integrato nella città che produce e diffonde cultura. Un punto di incontro, in linea con le principali capitali europee, per chi ama l’arte e i suoi mestieri dove realizzare un’esperienza formativa altamente qualificata, assistere a concerti, mostre fotografiche, proiezioni e spettacoli teatrali.

L’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, l’innovativo progetto di alta formazione del teatro, della canzone e del multimediale, sezioni distinte ma interconnesse dirette rispettivamente da Massimo Venturiello, Tosca e Simona Banchi, inaugura la sua nuova residenza a Roma, a due passi dal Ministero della Farnesina. Un cambio di sede che coincide con la volontà – sempre maggiore – di percorrere la rotta che la contraddistingue rispetto ad altre realtà del settore: non solo formazione, ma vero e proprio hub culturale.

Quest’anno – spiega Tosca, coordinatrice della sezione Canzone e anima di questo progetto – Officina Pasolini diventa un luogo ideale per talenti in erba, che trovano una casa che li accoglie, e uno spazio fruibile per il pubblico con concerti e tanti incontri con personalità dello spettacolo come Carmen Consoli, Ambrogio Sparagna, Riccardo Tesi, Niccolò Fabi, moderatore tra l’altro di un interessante appuntamento con alcuni artisti indipendenti: Truppi, Motta, Bianco, Raffaele.

L’Officina delle Arti Pier Paolo Pasolini, che non a caso prende il nome dal grande artista distintosi per la sua vocazione interdisciplinare, nasce tre anni fa con lo scopo di seguirne lo spirito e il percorso: esaltare le singole specificità degli studenti evitando la “formazione in serie”, che troppo spesso caratterizza scuole e talent.

Un progetto che incoraggia l’incontro e lo scambio tra discipline, l’ampliamento degli orizzonti e delle tecniche, il confronto e la collaborazione. Il nome di Pasolini è dunque un omaggio, ma soprattutto un punto di riferimento.

Agli inizi della mia carriera – prosegue la cantante romana – ho avuto la fortuna di vivere l’ultima parte del ‘Cenacolo’, dove noi giovani artisti della RCA potevamo interagire fra noi e con grandi nomi della musica italiana. Del resto lì è nata e cresciuta buona parte della musica italiana, De Gregori, Dalla, Venditti, Fossati, Morricone, Migliacci e tanti altri. La mia idea è quindi quella di creare un luogo libero, lontano da ogni logica mediatica e dove poter dare a giovani artisti la possibilità di coltivare il proprio ‘sacro poco’, citando Pasolini.

Promossa dalla Regione Lazio con il Fondo Sociale Europeo in collaborazione con l’Università degli Studi Roma Tre e ilConservatorio Santa Cecilia, fortemente voluta dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e dal Vicepresidente e Assessore alla Formazione Massimiliano Smeriglio, Officina Pasolini accoglie 75 studenti tra i 18 e 35 anni (25 per sezione),selezionati attraverso un bando e una successiva valutazione, per i quali la partecipazione ai corsi è completamente gratuita. Fondi europei sfruttati al meglio per costruire professionalità ben formate. Attraverso lezioni teoriche, esercitazioni pratiche e laboratori sperimentali.

Le attività sono realizzate sotto la guida di un Comitato Tecnico Scientifico con funzione consultiva e di indirizzo per la programmazione didattica e culturale del Laboratorio, presieduto da Franca Valeri e di cui fanno parte a titolo gratuito Ernesto Assante, Franco Battiato, Santuzza Calì, Gino Castaldo, Franz Cattini, Gianni Clementi, Carmen Consoli, Veronica Cruciani, Steve Della Casa, Nicola Fano, Marco Giorgetti, Glauco Mauri, Germano Mazzocchetti, Armando Pugliese, Maria Francesca Quattrone, Andrea Rosi, Alfredo Santoloci, Luciano Sovena, Luca Verdone.

Vista la riuscita del progetto nel 2014/5, da gennaio 2016 il laboratorio di alta formazione è diventato un biennio e ogni sezione conta 1000 ore all’anno di lezioni e laboratori.

Questa singolare officina dei mestieri si avvale di insegnanti altamente qualificati (Fabi, Barbieri, Pugliese, Amoroso sono solo alcuni dei tanti) inseriti da tempo nel settore, in grado di affiancare i ragazzi nel processo di formazione e di produzione, dando loro gli strumenti per diventare sì artisti, ma anche e soprattutto imprenditori di sé stessi.

Diverse e prestigiose infatti le occasioni per gli studenti di mostrare il proprio talento e le capacità acquisite. Tosca e i suoi ragazzi della Canzone hanno partecipato all’inaugurazione dell’Estate Romana e al M.E.I., il più grande evento italiano dedicato alla musica indipendente ed emergente.

Gli allievi di teatro saranno impegnati solo nel 2017 nella preparazione di ben quattro spettacoli teatrali, tra cui La classe di Vincenzo Manna, a cura del docente Giuseppe Marini, Chantecler di Edmond Rostand, a cura dell’insegnante Armando Pugliese, e una mise en espace di un testo inedito con Massimo Venturiello e Maria Paiato.

Una strategia che mira a superare la consueta dicotomia tra formazione e lavoro ed è finalizzata alla messa in scena di spettacoli non solo come esempio delle competenze acquisite, ma anche come prodotti di attività professionale da inserire nel mercato teatrale italiano.

Non si può insegnare il talento – spiega il coordinatore Massimo Venturiello – non c’è scuola più utile della gavetta e il mestiere dell’attore lo si impara soprattutto in scena, interagendo con chi ha al suo attivo un’esperienza più ampiaLa multimedialità è un percorso ritenuto indispensabile all’interno di un laboratorio come Officina Pasolini – aggiunge la coordinatrice Simona Bianchi. A partire dalla comunicazione verbale, attraverso il mezzo televisivo e il web, tutto quanto sia informazione, intrattenimento, cultura, arte musica e social, diventa immediatamente conoscenza ed opinione individuale da diffondere. La classe del multimediale è stata già selezionata dall’importante iniziativa della Regione Lazio Torno Subito per svolgere tirocini presso importanti realtà (Istituto luce, Laser film, Ammod) e ha realizzato cinque puntate pilota, scritte e girate dagli studenti per una web serie presentata durante il festival internazionale Roma WEB FEST nella sezione scuole ed università: la serie Cactus tree è stata premiata come migliore web serie, mentre Vita al max è risultata la più votata della rete. Nell’anno in corso sarà principalmente impegnata nella creazione del teaser a supporto di Mamma Roma Web TV, un progetto “work in progress” che mira alla realizzazione di un portale web televisivo per raccogliere contenuti video e redazionali sul tema “periferie della città”.

Situata di fronte al ministero della Farnesina, prevista per le Olimpiadi del 1960 dall’architetto Enrico Del Debbio, la nuova sede di Officina Pasolini è stata recuperata dopo anni di abbandono in un’ottica di rigenerazione urbana. Una tendenza, quest’ultima, lontana dall’essere una moda passeggera quanto piuttosto un nuovo movimento globale sensibile al ripensamento degli spazi comuni. I “vuoti urbani” e gli spazi non più utilizzati diventano opportunità per ripensare le funzioni del territorio, sviluppando nuove sinergie tra pubblico e privato.

La nuova Officina Pasolini, ristrutturata con una linea volutamente “no archistar”, è oggi una struttura a due piani dotata di un’ampia area di ristoro con gazebo e un campo di calcetto. Il teatro principale conta 200 posti, mentre un secondo più piccolo ospita fino a 40 spettatori. Al suo interno offre un’attrezzata palestra; un’aula insonorizzata dotata di palco; due studi di registrazione con sala di ripresa; un’aula living per studio e ristoro e uno spazio per le lezioni della sezione multimediale, dotato di computer e schermi per proiezioni e montaggio.

Docenti

#Canzone Niccolò Fabi, Joe Barbieri, Rossana Casale, Piero Fabrizi, Pilar, Pietro Cantarelli, Alberto Quartana, Felice Liperi, Rudy Marra, Massimo De Lorenzi, Marco Lecci, Gabriella Scalise, Paolo Coletta

#Teatro Armando Pugliese, Veronica Cruciani, Giuseppe Marini, Nicola Fano, Gianni Clementi, Maria Letizia Gorga, FabrizioAngelini, Massimo Cimaglia, Umile Vainieri, Alessandro Chiti, Sabrina Chiocchio, Massimo Tamalio, Gabriella Scalise, PaoloColetta, Antonio Lovato

#Multimediale Carmine Amoroso, Paolo Ferrari, Maurizio Cartolano, Alessandro Bonifazi, Erika Manoni, Alessio Saglio, GianlucaScarlata, Simone Saglio, Daniele Giuseppini

#Docenti trasversali Maria Francesca Quattrone, avvocato specializzato in proprietà intellettuale, abilitata alle giurisdizioni superiori, Docente di Elementi del CCNL o normativa sulla propietà intellettuale, Antonio Alaimo, ingegnere elettrico e Docente di sicurezza del lavoro.

ATTIVITÀ EXTRA 2015

Incontri: Franca Valeri, Francesco De Gregori (medaglia delle arti), Niccolò Fabi, Carmen Consoli, Samuele Bersani, Claudio Fava, Glauco Mauri, Nicola Giuliano, Ernesto Assante e Gino Castaldo, Andrea Rosi.

Masterclass: Malmaritate, Roberto Angelini.

Esibizioni: spettacolo liberamente ispirato a I monologhi della vagina di Eve Ensler, frutto del laboratorio condotto dal coordinatore Massimo Venturiello, Mar del Plata di Claudio Fava, portato in scena con la regia del docente Giuseppe Marini, Il vantone di Pier Paolo Pasolini, diretto da Venturiello con il coinvolgimento di tutte e tre le sezioni, teatro, canzone e multimediale, E Pinocchio prese il fucile, testo di Gianni Clementi scritto con gli studenti del corso di teatro.

Brasil, prospettiva sulla musica Brasiliana a cura di Rossana Casale, Canzoni in forma di rosa, concerto finale della sezione canzone a cura di Tosca e Piero Fabrizi.

ATTIVITÀ EXTRA PRIMO ANNO BIENNIO 2016/2017

Incontri: Manuela Mandracchia, Massimo Foschi, Gianni D’Addario e Veronica Cruciani in occasione dello spettacolo PreAmletodi Michele Santeramo; Giuliano Montaldo e Vera Pescarolo, Inti Carboni, produttore del documentario S is for Stanley, David di Donatello Doc 2016; Antonio Di Martino e Fabrizio Cammarata, Levante, Paola Turci, Danilo Rea.

Masterclass: Daniele Salvo; Vittorio Storaro; As Madalenas, il duo italo brasiliano composto da Cristina Renzetti e Tatiana Valle, Giordano Sangiorgi, presidente M.E.I., Stefano Senardi, discografico, Andrea Rosi, presidente di Sony Music Italia, Gegè Telesforo e Massimo Bubola.

ID PORTRAITS: RITRATTI SENZA TEMPO COME MURI GRAFFIATI

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A partire da martedì 6 dicembre, ore 18:30, un progetto inedito di ritratti su commissione che mescolino archeologia e cultura urbana.

 

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Un ritratto per immortalare il presente, che si ispiri al passato, da tramandare nel futuro. Un progetto affascinante e senza tempo quello promosso dalla titolare di “Galleria 28 Piazza di Pietra” Francesca Anfosso e del curatore Gianluca Marziani, nel contesto della mostra di successo “Urban Human”, la personale di Andrea Capanna visitabile sino al 30 dicembre 2016. A disposizione di curiosi e appassionati di arte è proprio la sua particolarissima tecnica, protagonista della mostra in questione: la stratificazione su base lignea di cemento, calce, sabbia e intonaco, depositati e dipinti per strati, lavorati con carta vetrata, spatole e spazzole di acciaio.

“I volti di Capanna – spiega Gianluca Marzialeribadiscono un’aura e una distanza necessaria, mantenendo così la memoria nel suo habitat flemmatico e pigramente solenne. Materiali semplici e tecniche muscolari danno forma a un ritratto sospeso, al confine tra durezza materica e fluidità cerebrale, in perfetta sintonia con i paesaggi pittorici dell’artista. Il volto come parte umana del paesaggio urbano”.

Tele come muri, muri come opere d’arte. Un approccio inedito che mescola archeologia e cultura urbana. A partire da martedì 6 dicembre, ore 18:30, l’artista sarà a disposizione per la realizzazione di ritratti unici al mondo. Per l’occasione sarà possibile posare per un fotografo, scatto da cui si partirà per la fase creativa e produttiva di Andrea Capanna. Ma sarà anche possibile vedere e farsi ispirare dalle trenta opere esposte, divise in due sezioni: “urban” e “human”.

I MURI DIVENTANO QUADRI – Nei quadri della serie “Urban”, l’Artista propone Roma come protagonista centrale dello sguardo, rappresentandola secondo scorci suggestivi e inediti, sul filo di una “cementificazione” al contrario che ritrova la complessità del Novecento italiano e reinventa la bellezza cruda dell’essenza archeologica. “Andrea Capanna vive e lavora a Roma. E non poteva essere altrimenti – spiega il Curatore della mostra Gianluca Marziani nel catalogo della mostra – vi basterà un solo quadro per comprendere le origini di unattitudine mineralizzata, biologicamente e archeologicamente romana. Unappartenenza, però, senza retorica, in cui Roma non è più solo un soggetto tematico, in cui lo sguardo ragiona dentro la metafisica della rovina con il suo metabolismo incessante. Un viaggio pittorico che “usa” Roma per scrivere la propria storia (lartista con le sue visioni private) attraverso le propaggini della grande Storia (la Capitale con tutto il suo portato imperiale)”.

IL RUOLO DEL “PROFILO” – Nella sezione “Human”, invece, Capanna riprende il “motivo” del ritratto di profilo, un genere ad oggi poco utilizzato ma largamente diffuso in epoca rinascimentale, nell’antica tradizione dei cammei e nelle monete. “Quei volti sono spesso di profilo – aggiunge Marziani – e ribadiscono unaura e una distanza necessaria, mantenendo così la memoria nel suo habitat flemmatico e pigramente solenne. Materiali semplici e tecniche muscolari danno forma a un ritratto sospeso, al confine tra durezza materica e fluidità cerebrale, in perfetta sintonia con i paesaggi pittorici dellartista. Il volto come parte umana del paesaggio urbano…”

BIOGRAFIA DELL’ARTISTA – Andrea Capanna nasce nel 1969 a Roma, dove vive e lavora. Laureato in Teorie e Pratiche dell’Antropologia presso l’Università La Sapienza, dopo aver frequentato tra il 1994 e il 1996 l’Accademia di Belle Arti di Roma. Tra le sue esposizioni personali, “Muri”, a Roma, nel 2011; “Pittura e fotografia in condominio”, nel 2006; Azzurro Scipioni, nel 2004. Tra quelle collettive, “Insoliti Punti di Vista” nel 2012 e la XV edizione Massenzio Arte nel 2011.

Latina, “La forza dell’amore. In ricordo di Daniele” libro best seller C1V Edizioni

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La casa editrice conferirà il premio all’associazione di Antonietta Parisi, madre simbolo della lotta contro l’Aids

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La testimonianza di una madre, le sue lotte, l’adozione come forma di grande amore incondizionato, l’impegno sociale in risposta al dolore. Ma anche i sogni di un bambino, le sue paure, il confronto con una sofferenza conosciuta troppo presto. Antonietta Parisi – la Mamma di Daniele, come la chiamano in tanti a Latina, la città dove questa tenace signora vive e dove viveva suo figlio – è diventata con sua la storia una donna-simbolo della lotta contro l’Aids, il male che nel ’99 s’è portato via giovanissimo il figlio adottivo sieropositivo dalla nascita. La sua è una storia che rivive anche nel libro “La forza dell’amore. In ricordo di Daniele” grazie all’autrice, Cerasella Da Ros, che ha messo a raccolta frasi, ricordi, aneddoti e racconti di mamma Antonietta. Il libro, giunto alla sesta ristampa, ha fatto breccia nel cuore delle lettrici e dei lettori e anche per l’anno 2016, dopo la vittoria del 2015, si aggiudica il titolo di best seller della C1V Edizioni, la casa editrice che lo ha pubblicato. Un riconoscimento ufficializzato alla vigilia del primo dicembre, Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids, e che si concretizzerà in un premio per l’associazione “In ricordo di Daniele Onlus” presieduta da Antonietta Parisi.

In questo libro c’è tutta la forza dell’amore. Anche quello dei medici e degli infermieri che hanno curato Daniele. Nella sua prefazione, il noto immunologo Fernando Aiuti sottolinea gli sforzi per prolungare il più possibile quella giovane vita in attesa di farmaci pediatrici arrivati quando ormai era troppo tardi. Sforzi che comunque – spiega Aiuti – hanno consentito a Daniele di diventare “il primo malato di Aids in Italia a riuscire a superare i quindici anni di vita”.

Il volume offre inoltre informazioni per conoscere e prevenire l’Aids e ripercorre gli anni Ottanta quando ancora erano forti i pregiudizi legati alla malattia. Ma non solo. C’è anche spazio per i sogni, le gioie di Daniele, il suo incontro con Michael Jackson sul palco di un affollatissimo stadio “San Siro”, l’incontro con Madre Teresa di Calcutta e con Renato Zero, il cantante preferito di questo ragazzino dagli occhi neri, carichi di profondità e intelligenza.

Il libro traccia poi l’impegno sociale che mamma Antonietta porta avanti con l’associazione “In ricordo di Daniele Onlus” per tenere viva la memoria di suo figlio. Tante infatti le iniziative andate in porto: ad esempio, borse di studio per diversi istituti scolastici di Latina, aiuti alla ricerca e le raccolte fondi per l’acquisto di strumenti destinati ad alcuni ospedali come il “Santa Maria Goretti” di Latina e l’Istituto nazionale per le malattie infettive “Spallanzani” di Roma.

Anche “La forza dell’amore. In ricordo di Daniele” contribuisce a dare una mano ad Antonietta Parisi: da sempre infatti i diritti dell’autrice sono devoluti all’associazione. E un ulteriore aiuto arriverà dal “Premio Best Seller 2016”. C1V Edizioni, infatti, devolverà alla onlus la somma di 100 euro e venti copie del libro che daranno nuova linfa alle campagne solidali.

Queste le parole dell’editrice Cinzia Tocci: “Siamo lieti di assegnare il “Premio Best Seller 2016” all’associazione di Antonietta Parisi. Una scelta in linea con quella di tante lettrici e di tanti lettori che hanno voluto condividere questa storia di vita vera apprezzando l’impegno di questa madre e credendo nelle finalità solidali del libro. Finalità ispirate a un modello di editoria a carattere sociale che da sempre C1V Edizioni porta avanti”.

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