Teatro, in aprile ‘Fantasmi a Roma’

‘Fantasmi a Roma’riprende rielaborandola la commedia della famosa pellicola del 1961 diretta dal regista Antonio Pietrangeli

 

DEFINITIVA-e1427199440124ROMA, 31 marzo –  Il 9 aprile 2015 ore 21 , presso il Teatro romano „In Portico“ in Circ.ne Ostiense, 197, alla Garbatella, „Periferia“ della Capitale d’Italia, Teatri Italiani e Teatrando Amando, in collaborazione con la Clean Service S.r.l. presentano la rappresentazione teatrale intitolata „Fantasmi a Roma“ che riprende rielaborandola la commedia della famosa pellicola del 1961 diretta dal regista Antonio Pietrangeli. In sintesi, sotto il cielo di  Roma, in una villa patrizia, la Contessa di Roviano vive sola. Apparentemente! Perché con lei vivono, si fa per dire, un’allegra brigata di fantasmi. Come dice  la Contessa, ormai abituata al quotidiano  rapporto con i suoi coinquilini,: “per diventare fantasma devono essere dipartiti di morte violenta in quella casa, appartenenti alla famiglia die Roviano,  ed avere una predilezione per il Teatro.”Lo scopo degli interpreti di questa divertente commedia teatrale, sarà quindi quello di condividere col pubblico intervenuto le numerose e caotiche vicissitudini familiari. Libero adattamento di Francesco Proietti e Annamaria Gargottich, musiche di Emanuele Puleio, luci di Enrico Pompili, Regia di Francesco Proietti. Con Alberto Caccialupi, Angelo Cannarile, Annamaria Gargottich, Luigi Stanziani, Iolanda Masi, Marco Mancini, Maria Pignatelli, Maurizio Sinibaldi, Nicola Rosario Capobianco, Patrizia Trucca, Roberta Bracci, Pietro Biagini, Gabriele Proietti.

 

Piemonte, ‘Un Elefante a Stupinigi!’

Riapre il serraglio dei Savoia dal 24 Aprile al 30 Agosto 2015 con la mostra Fritz

ImageProxyTorino, 31 marzo – Dal 24 Aprile al 30 Agosto 2015 con la mostra ‘Fritz. Un elefante a corte’ riapre alla Palazzina di Caccia di Stupinigi, residenza dei Savoia alle porte di Torino, il “serraglio di animali esotici” che animava il grande parco nella prima metà dell’Ottocento. Protagonista della mostra realizzata in sinergia dal Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino e dalla Fondazione Ordine Mauriziano con la cura di Elisabetta Ballaira e di Pietro Passerin d’Entrèves, Fritz: l’elefante indiano donato dal vicerè d’Egitto Mohamed Ali al re Carlo Felice nel 1827. L’amato pachiderma, tuttora conservato nel Museo torinese accanto a raccolte storiche costituite fin dalla prima metà del Settecento, rappresenta -insieme all’intera Ménagerie di Stupinigi- un’opportunità di scoperta del ruolo che gli animali esotici rivestivano nelle corti europee. Agli studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino il compito di progettare l’allestimento della mostra con esemplari naturalizzati quali leone, canguro e struzzo fra stampe d’epoca, dipinti, sculture e contributi audiovisivi.
Un affascinante percorso fra le risorse dell’Archivio Storico della Fondazione Ordine Mauriziano -erede del secolare Ordine proprietario della Palazzina di caccia fin dalla sua costruzione nel 1729- e i tesori archivistici e naturalistici delle più prestigiose istituzioni culturali torinesi prima fra tutte il Museo Regionale di Scienze Naturali, depositario delle grandi collezioni nobiliari nonché degli storici Musei di Zoologia e Anatomia comparata. Per accogliere l’elefante donato a Carlo Felice fu ricavato dall’ex scuderia di Stupinigi uno spazio interamente recintato, la Ménagerie. A disposizione di Fritz c’era anche un cortile con una vasca circolare munita di scivolo. Il pachiderma fu oggetto di grande interesse: appena giunto a Stupinigi fu ritratto dal vivo dalla pittrice Sofia Giordano. La litografia, stampata presso il laboratorio di Felice Festa ebbe larga diffusione. Nel 1835 Enrico Gonin dipinse l’elefante attorniato da una folla di curiosi durante una parata e, soprattutto, Fritz ebbe l’onore di essere immortalato in un dagherrotipo, unico in Italia con un soggetto animale. Casimiro Roddi, chef della Ménagerie, Giuseppe Genè e Filippo de Filippi, che si avvicendarono alla direzione del Museo Zoologico torinese, registrarono con cura notizie e informazioni sui suoi comportamenti, la sua alimentazione (spesso inadeguata) e le cure mediche. Dopo la morte (1852) Fritz venne tassidermizzato per essere custodito nel Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino.

Visita alle Fornaci Romane di Lonato del Garda

Un unicum nel Nord Italia, Archeologia, che passione!

GetAttachmentBrescia, 31 marzo – Archeologia, che passione! Soprattutto quando fa scoprire, oltre ai grandi monumenti del passato, anche momenti di vita quotidiana e le pietre, riportate alla luce dagli scavi, raccontano lavoro, vita, abitudini non solo dei potenti, ma anche degli umili, della gente comune. E’ il caso delle Fornaci Romane di Lonato del Garda (Bs), importate sito produttivo di età romana la cui scoperta risale al 1985 quando, in seguito a lavori per la costruzione di una stazione di trasformazione elettrica, fu rinvenuto casualmente un complesso di ben sei fornaci verticali, un “unicum” nel Nord Italia. Dopo anni di ricerche, studi e restauri, ora il sito è accessibile al pubblico. Anche se cinque delle sei fornaci emerse nel corso dello scavo sono state reinterrate per lo stato precario in cui si trovavano, la sesta, denominata Fornace A, vale assolutamente da sola una visita, dato che è una delle due sole fornaci musealizzate e accessibili in Lombardia. Cuore dell’Antiquarium di Lonato, è uno straordinario spaccato sulla vita materiale in epoca romana. La sua attività durò un centinaio di anni, dalla prima metà del I agli inizi del II secolo d.C., dopo di che cessò probabilmente a causa dell’impaludamento delle aree circostanti. Imponente la sua struttura a schema verticale e a pianta circolare, con la camera di combustione interrata al di sopra della quale si trova la camera di cottura. Questa era a sua volta sovrastata da una copertura aperta in alto, non più conservata, che probabilmente veniva parzialmente smontata e poi ripristinata a ogni ciclo di funzionamento. Il piano di cottura, del diametro di 6 metri, è formato da mattoni disposti di taglio, con doppio incavo semicircolare combaciante a formare i fori attraverso cui fiamme, gas caldi e fumi risalivano dalla camera di combustione a quella di cottura, richiamati dal tiraggio favorito dall’apertura sulla sommità della volta. Il carico e lo scarico dei laterizi avvenivano da una porta sul retro della fornace. La storia di questo singolare sito archeologico, illustrata da pannelli esplicativi, viene raccontata ai visitatori dai volontari dell’Associazione “La Polada”, che gestisce la aperture al pubblico dell’Antiquarium e che organizza anche visite tematiche e laboratori didattici. L’Antiquarium è aperto il sabato mattina dalle 9.30 alle 12.00 e negli altri giorni su prenotazione. L’ingresso è gratuito. Aderisce inoltre all’iniziativa #domenicaalmuseo promossa dal MIBACT, che prevede l’apertura gratuita dei musei e dei luoghi della cultura statali tutte le prime domeniche del mese (dalle 14.30 alle 17.00), durante le quali sono programmate attività collaterali di vario genere.  Domenica 7 giugno, ad esempio, i bambini saranno coinvolti in una grande Caccia al Tesoro. Orari estivi e iniziative si trovano su www.fornaciromanedilonato.it e sulla pagina facebook dedicata.

 

In arrivo un docufilm sulla vita di Michael Jackson

 “La Natura Umana del Re del Pop – 1° Episodio (La leggenda continua)” andrà in onda su TVA (Tele Video Agrigento) LCN 92 del Digitale Terrestre visibile in tutta la Sicilia, oppure sulla home page del sito: www.televideoagrigento.tv in streaming live martedì 7 aprile

michael_jacksonRoma, 31 marzo – Dopo il successo del docufilm “Thriller-un sogno americano”,  per la gioia dei fans di Michael Jackson e non solo, viene alla luce il docufilm “La natura umana del Re del Pop”. Il docufilm è stato concepito dalla passione e dal desiderio di portare alla luce le verità su Michael Jackson, molto spesso ignorate e sacrificate sull’altare dei facili scoop giornalistici. Nasce, dopo un’attenta analisi e riflessione tra i due autori, come una serie di film biografici dedicati alla vita artistica e soprattutto privata del Re del Pop. Il docufilm già da questo primo episodio, intitolato “la leggenda continua”,  propone uno sguardo attento e approfondito sulla natura umana del compianto Michael Jackson. Il mito di Michael Jackson attraverso questo documento esclusivo rivive portando all’attenzione del telespettatore gli aspetti meno conosciuti e misteriosi che hanno caratterizzato la sua travagliata esistenza. Michael Jackson voleva diventare bianco? Dormiva in una camera iperbarica? Perchè era quasi sempre circondato da bambini? Era una persona religiosa? “La natura umana del Re del Pop” darà le risposte a queste domande, attenendosi esclusivamente ai fatti ed escludendo tutte le calunnie e i pettegolezzi dei vari giornali scandalistici che lo hanno perseguitato per gran parte della sua esistenza, ma anche tramite i testi delle sue canzoni. Questo primo episodio narrato da Lucio Miceli, ha la connotazione del sequel del precedente lavoro, e prende in considerazione gli anni successivi al grande successo di Thriller, trattando ampiamente forse per la prima volta in maniera schietta e audace le due facce della medaglia, quella del successo e quella della sfera intima dell’uomo Michael Jackson.  Trattandosi di un’iniziativa indipendente e totalmente libera da interessi di qualsiasi natura, ci auguriamo di avere il sostegno da parte di tutta la comunità Jacksoniana in Italia, affinché questo docufilm possa essere visto da più persone possibili, nella speranza che in tanti capiscano finalmente chi era veramente Michael Jackson e qual’era la sua vera natura umana!

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Roma, presentato il progetto ‘Dopo di noi’

L’evento è stato promosso dall’Associazione “Artemisia Onlus” in collaborazione con l’Ateneo eCampus

 

ricercaRoma, 31 marzo – Strutture inadeguate, indifferenza, totale assenza delle istituzioni. È questo l’inquietante scenario che quotidianamente si trovano a dover fronteggiare le famiglie dei disabili italiani. Il tema, complesso e delicato, ha rappresentato il fulcro di un importante convegno di sensibilizzazione tenutosi ieri pomeriggio presso la sede romana dell’Università eCampus in Via Matera 18. L’evento è stato promosso dall’Associazione “Artemisia Onlus” in collaborazione con l’Ateneo per presentare il progetto “Dopo di Noi”, ideato dalla stessa Artemisia al fine di aiutare le famiglie di persone affette da handicap fisici o mentali. Genitori costretti a sfidare ogni giorno le insidie di un dolore senza fine, obbligati ad affrontare l’angoscia del “dopo”, di quando cioè non saranno più in grado di accudire i propri cari. Il proposito è quello di supportarli consentendo l’inserimento dei loro congiunti non autonomi nel contesto di case-famiglia demedicalizzate con assistenza integrata, incentivando il sorgere di solidi rapporti sociali e la partecipazione alle comuni sfide poste dalla quotidianità. Dopo i saluti di apertura affidati a Rita Neri, Responsabile della sede di Roma dell’Università eCampus, sono intervenute Mariastella Giorlandino, Presidente dell’Associazione “Artemisia Onlus” e l’Onorevole Anna Teresa Formisano, coordinatrice del progetto “Dopo di Noi”. Entrambe, nell’illustrare l’iniziativa, hanno evidenziato alcune pesanti criticità. Criticità che peraltro sono emerse con forza anche dalle parole di Francesca Squillante e Marina Neri, rispettivamente Presidente e Consigliere dell’Associazione “Insieme per la ricerca PCDH19” (http://www.pcdh19research.org/), ma soprattutto mamme di due bimbe affette da una rarissima malattia: la mutazione del gene PCDH19. Tale patologia, ancora poco conosciuta e allo stato attuale incurabile, colpisce solo le bambine e provoca crisi epilettiche “a grappolo” resistenti ai farmaci, nonché una serie di gravi ritardi psicomotori. Le due donne, che da anni si battono contro questo male e che attraverso la Onlus, nata nel 2011, raccolgono fondi per sostenere la ricerca scientifica (è possibile donare il 5×1000), hanno sottolineato come il problema non sia costituito soltanto dal “dopo di noi”, ma anche dal “durante”, dal “qui e ora”, da un presente spesso inaccettabile fatto di pregiudizi e porte chiuse, di strutture inadeguate e ghettizzazioni. Non solo. “Purtroppo – hanno spiegato – spesso le famiglie dei bambini normodotati temono il contatto con i bambini autistici, il confronto con una disabilità che rifiutano. Nelle scuole mancano figure professionali opportunamente formate e preparate a gestire simili situazioni”. La discussione si è quindi concentrata su un altro aspetto cruciale, ovvero sulla pressoché totale assenza e indifferenza delle istituzioni. A tal proposito, l’Onorevole Formisano ha precisato che in molte occasioni sono proprio le associazioni a sostituirsi agli organi istituzionali fornendo a chi ne ha bisogno l’assistenza dovuta. E infatti la stessa Mariastella Giorlandino si è subito offerta di mettere gratuitamente a disposizione dell’Associazione “Insieme per la ricerca PCDH19” i suoi centri diagnostici e un ricercatore dedicato. Tra le testimonianze ha poi impressionato il positivo esempio de “La Locanda dei Girasoli”, ristorante sito nel quartiere Tuscolano di Roma, che impiega tra i suoi dipendenti ragazzi con sindrome di Down, di Williams e dell’X fragile. A rappresentarli, la psicologa Simona Balistreri, responsabile dell’Area Sociale del Consorzio Sintesi che promuove l’inclusione lavorativa delle persone con disabilità. Il dibattito, moderato dalla giornalista Rai Vittoriana Abate e dal conduttore televisivo e radiofonico Savino Zaba, ha visto infine la partecipazione di due ospiti d’eccezione molto sensibili all’argomento, Ricky Tognazzi e Simona Izzo, che a sua volta si è proposta quale testimonial per l’Associazione “Insieme per la ricerca PCDH19”. Tognazzi sulla disabilità ha girato un film nel 2010 , “Il Padre e lo Straniero” , storia dell’inevitabile e complessa amicizia tra due padri di figli disabili, tratto da un romanzo di Giancarlo De Cataldo e riproposto al pubblico a conclusione dell’incontro. Nel presentarlo il regista ha voluto ricordare che mentre una madre è naturalmente propensa ad accogliere la diversità di un figlio, il percorso di accettazione per un padre è sempre più tortuoso. Con tutte le conseguenze che ne derivano.

 

Ucraina orientale, 109 bambini feriti e 42 uccisi da ordigni inesplosi

Unicef  ed i suoi partner hanno lanciato una campagna informativa sul rischio delle mine nelle aree colpite dal conflitto in Ucraina, distribuendo a  500.000 bambini e alle loro famiglie informazioni salva vita sul rischio di camminare su una mina antiuomo o su esplosivi.

image002Roma, 31 marzo  – L’UNICEF ha dichiarato che, dal marzo dell’anno scorso, almeno 109 bambini sono stati feriti e 42 uccisi da mine ed ordigni inesplosi nelle regioni di Donetsk e Luhansk  dell’Ucraina orientale. I dati del Governo potrebbero forse non corrispondere al numero attuale di bambini vittime di mine anti uomo ed  ordigni inesplosi nell’Ucraina orientale. “Il numero di bambini uccisi e mutilati dalle mine e dagli ordigni inesplosi potrebbe essere significativamente più alto, se includiamo le aree che non sono sotto il controllo del governo”, ha dichiarato Marie–Pierre Poirier, Direttore Regionale dell’UNICEF per l’Europa Centrale e Orientale, che recentemente ha concluso una missione nella regione orientale dell’Ucraina. “La mancanza di accesso a queste aree per è una importante sfida per gli operatori umanitari sul campo”. Ad un anno dall’inizio del conflitto, molte comunità in Ucraina Orientale sono state esposte a livelli estremi di violenza, compreso l’utilizzo di armi pesanti – i cui resti sono rimasti nelle città e nei villaggi devastati dal conflitto. Lo State Emergency Service in Ucraina sta ripulendo le aree controllate dal governo dalle mine e dagli ordigni inesplosi, nell’area di Donetsk e Luhansk. Finora più di 33.717 ordigni sono stati individuati e rimossi. Le famiglie sfollate che stanno ritornando alle loro comunità precedentemente sotto attacco, sono ancora esposte ai rischi di materiali molto pericolosi che devono ancora essere rimossi. In particolar modo, i bambini corrono grandi rischi per gli ordigni inesplosi e le mine anti uomo che potrebbero avere colori vivaci ed essere abbastanza piccole da esser raccolte o calciate. I bambini potrebbero essere attirati da questi oggetti, scambiandoli per giocattoli o oggetti, finendo così in una tragedia. L’UNICEF ed i suoi partner hanno lanciato una campagna informativa sul rischio delle mine nelle aree colpite dal conflitto in Ucraina, distribuendo a  500.000 bambini e alle loro famiglie informazioni salva vita sul rischio di camminare su una mina antiuomo o su esplosivi. La campagna comprende messaggi informativi stampati sui rischi, materiali video e digitali; inoltre 100 insegnanti e psicologi verranno formati sul rischio delle mine. “Fino ad ora, la conoscenza e la comprensione dei pericoli delle mine e degli esplosivi utilizzati nel conflitto da parte delle comunità era veramente poca” ha continuato Poirier. “Per questo stiamo lavorando con i nostri partner per rafforzare la conoscenza delle famiglie sulle munizioni pericolose ancora presenti in molte comunità coinvolte nei combattimenti – in modo che i bambini e i loro genitori sappiano dove guardare quando camminano e cosa fare”. Almeno 5 milioni di persone in Ucraina sono state colpite dalla crisi, compresi 1,7 milioni di bambini, mentre più di 1,1 milioni di persone sono sfollate all’interno del paese a causa delle violenze in corso. L’UNICEF richiede 55,8 milioni di dollari per soddisfare gli urgenti bisogni umanitari dei bambini e delle loro famiglie. Il 4 Aprile verrà ricordata  la Giornata Internazionale per la sensibilizzazione sulle mine  e l’assistenza nell’azione contro le mine, ma  la situazione  in Ucraina è un serio promemoria per sottolineare che, nonostante i progressi a livello globale nella rimozione delle mine, i bambini e le comunità continuano ad essere vittime innocenti delle mine e degli esplosivi lasciati dalla guerra. Nel 2013, l’ultimo anno in cui sono stati registrati dati, a livello globale, sono state 3.308 le  vittime causate da mine e ordigni inesplosi. Questo dato comprendeva anche 1.112 bambini  – 333 dei quali morti a causa delle ferite. Tra i paesi in conflitto in cui sono stati registrati bambini tra le vittime: Afghanistan, Sud Sudan e Yemen. Il Trattato sul Divieto delle Mine, in vigore dal 1999, è stato ratificato da più di tre quarti delle nazioni nel mondo, compresa l’Ucraina.

Per donazioni visitare il sito: www.unicef.it

 

Milano, a Villa Lonati la nuova Sezione Didattica: percorsi per i bambini alla scoperta della natura

Le educatrici del Comune organizzano iniziative di arte, storia e natura per bimbi e alunni delle scuole d’infanzia, primarie e secondarie

banner-lonati-2Milano, 30 marzo  – Oggi alle ore 15, a Villa Lonati, in via Zubiani 1, in zona Niguarda, l’assessore all’Educazione e istruzione Francesco Cappelli ha inaugurato la nuova Sezione Didattica del Comune di Milano ‘Scuola e Ambiente’, che ha già una sede presso l’Orto Botanico di Brera. Le Sezioni Didattiche si trovano a Palazzo Reale, al Castello Sforzesco, al Museo del Risorgimento, all’Orto Botanico di Brera, e d’ora in poi, anche a Villa Lonati. Le educatrici delle Sezioni Didattiche del Comune organizzano e realizzano percorsi di arte, storia e natura per bambini e studenti delle scuole dell’infanzia, primarie, secondarie di primo e secondo grado.

Milano,15mila euro per i premi di laurea“Giorgio Ambrosoli”

Aprono le domande per laureati e ricercatori nelle università italiane 

2015-03-29_165925-614x276Milano, 30 marzo  – Oltre 15 mila euro sono stati stanziati dal Comune di Milano per i premi di laurea in memoria dell’avvocato Giorgio Ambrosoli. I riconoscimenti sono destinati a giovani laureati o ricercatori nelle università italiane che abbiano approfondito il tema, sempre più vitale per una Nazione libera e democratica, dell’etica applicata all’attività economica, con particolare attenzione verso alcuni aspetti: i fenomeni di corruzione che inquinano la vita economica nella sfera pubblica e privata; il rapporto tra economia legale ed economia criminale anche di stampo mafioso; i rimedi per contrastare comportamenti criminosi, illegali e contrari all’etica. I tre premi hanno un valore di 5.163 euro ciascuno (al lordo delle ritenute di legge). Per partecipare, i candidati devono aver discusso la tesi di laurea o di dottorato tra il 1° marzo 2014 e il 28 febbraio 2015. Le domande – corredate da una copia della tesi esclusivamente in formato digitale (se in lingua straniera con traduzione in lingua italiana) su supporto informatico e sommario di 100 righe – devono pervenire entro il 30 giugno 2015 al Comune di Milano, Gabinetto del Sindaco – Servizio Affari legali, Nomine e Incarichi – piazza della Scala 2, 20121 Milano. Le tesi saranno esaminate da una giuria appositamente nominata, e la premiazione dei vincitori avverrà con una cerimonia pubblica a Palazzo Marino. Copia integrale del bando è pubblicata sull’Albo pretorio on line del Comune di Milano, sul sito www.comune.milano.it (Servizi on line – Area Bandi). Il bando è disponibile inoltre presso il Servizio Affari legali, Nomine e Incarichi del Gabinetto del Sindaco in piazza della Scala 2, o presso la sede dell’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele.

AFOL, dal comune di Milano 1,4 milioni di euro a favore della formazione e del lavoro

Tajani: “Un investimento che consente di migliorare l’erogazione dei servizi, con una razionalizzazione delle risorse e degli interventi distribuiti sul territorio metropolitano” 

afolnomMilano, 30 marzo  – Si estende all’area metropolita l’impegno del Comune di Milano per il rilancio del lavoro e della formazione professionale. E’ stata approvata dalla Giunta l’adesione del Comune di Milano ad AFOL l’Agenzia metropolitana per la formazione, l’orientamento e il lavoro. La delibera verrà  esaminata dal Consiglio Comunale nelle prossime sedute.  “La scelta di aderire al progetto AFOL Metropolitana per le politiche del lavoro, dello sviluppo economico e della formazione professionale consentirà la promozione di politiche comuni e condivise sul territorio metropolitano dove si rende sempre più necessaria l’omogeneità di interventi e di azioni, obiettivo prioritario per il rilancio dell’occupazione e per sostenere la ripresa economica. Inoltre consentirà al Comune di Milano di migliorare l’erogazione dei servizi e di accedere alle risorse regionali”. Così l ’assessore alle Politiche per il Lavoro, Sviluppo Economico, Università e ricerca Cristina Tajani  che prosegue: “Sui temi del lavoro e dello sviluppo economico è necessario sviluppare una visione strategica su scala metropolitana e a lungo termine. Vogliamo essere parte dell’elaborazione di questo percorso ed AFOL Metropolitana, associando un gran numero di comuni della Città metropolitana, può essere lo strumento adeguato.”  L’impegno economico sostenuto dell’Amministrazione per l’adesione a AFOL è di circa 1,4 milione di euro (680 mila euro per l’anno 2015 e altrettanti per il 2016). Un contributo annuale che ogni ente aderente versa in proporzione al numero di abitanti e di potenziali fruitori dei servizi forniti da AFOL. Per il Comune di Milano il contributo è di circa 50 centesimi a residente.
Nata nel 2014 dalla riorganizzazione e fusione delle strutture pre-esistenti, l’Agenzia metropolitana per la formazione, l’orientamento e il lavoro ha il compito di favorire ed incrementare una politica unitaria sui temi dell’occupazione e dello sviluppo economico, prevedendo servizi rivolti sia ai cittadini che alle imprese.
Nello specifico rispondere in modo più efficace ai cambiamenti del contesto socio-economico attraverso l’identificazione di aree di sviluppo di nuovi servizi innovativi, sia per i cittadini/utenti che per il tessuto imprenditoriale, oltre a garantire un maggior livello di integrazione trasversale e di coordinamento delle politiche del lavoro, della formazione e dello sviluppo territoriale. Afol si pone come interlocutore privilegiato ed “unitario” per le istituzioni e gli attori del sistema economico, assicurando agli utenti un maggior livello quali-quantitativo dei servizi, razionalizzando attività ed interventi e promuovendo un’efficace incontro tra domanda e offerta di lavoro e percorsi di sostegno all’occupabilità, con particolare attenzione alle fasce deboli del mercato.

 

Catanzaro, esordio del neonato Club Acistorico

Inaugurato dal presidente dall’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani il Club Acistorico di Catanzaro, presso il  Teatro Comunale della Città

 

aci-storicaCatanzaro, 30 marzo – Sabato mattina il presidente dall’Automobile Club d’Italia Angelo Sticchi Damiani presso il  Teatro Comunale della Città, ha inaugurato il Club Acistorico di Catanzaro, alla presenza di una nutrita folla di appassionati  e fedeli del locale Automobile Club, che hanno gremito i locali come non si vedeva da tempo.  Nonostante le cattive condizioni atmosferiche che per un attimo avevano fatto pensare ai giovani del direttivo di  annullare la manifestazione, la numerosa  presenza dei partecipanti in piazza Prefettura, primo punto di raduno,  li ha indotti a partire lo stesso per l’itinerario prestabilito. La carovana, scortata dalla Polizia Stradale e dai mezzi del soccorso stradale, di cui uno d’epoca appositamente giunto dal museo dell’ACI di Roma e pilotato personalmente dal presidente dell’AC Catanzaro Eugenio Ripepe, dopo un secondo punto di  raduno a Roccelletta è giunto in perfetto orario a piazza Nettuno a Soverato,  qui  gli onori di casa in rappresentanza dell’Amministrazione Comunale  sono stati svolti dal sub Commissario dott. Luigi Bigagnoili . Compattata tutta la squadra che alla fine contava 47 autovetture,  un numero importante se si considera anche che,  per le avverse condizioni meteo tutte le spider sono rimaste ferme e i rispettivi equipaggi hanno trovato ospitalità presso gli amici  delle berline o sul mini-bus messo a disposizione dall’ACI, il serpentone è partito alla volta di Guardavalle, passando per Davoli Marina – Davoli – San Sostene – Sant’Andrea Apostolo dello Jonio . A causa del maltempo tutte le cerimonie di accoglienza, predisposti dai Comuni in accordo con l’ACI sono state annullate, tuttavia il  Sindaco di Sant’ Andrea Gerardo Frustaci sfidando l’abbondante pioggia ha voluto comunque salutare i partecipanti nella piazza principale del centro storico. Così anche il  Sindaco  di Guardavalle  Ussia nel pomeriggio dopo il pranzo presso il museo di Pietrarotta. In ogni caso i partecipanti si sono ripromessi, non appena possibile, di ritornare a fare visita alle splendide località dell’entroterra Jonica, sperando in una bella e più adeguata  giornata di sole. Intanto il direttivo capeggiato da Carlo Canino, Luca De Munda, Francesco Conidi, Mimmo Tiriolo,  Nino Bodanza, Francesco Celi,  Josuè Sinopoli e Andrea Vespertini  lavorano già al raduno del prossimo mese di Aprile programmato in alcune ridenti località della provincia di Cosenza, auspicando che la pioggia stia a debita distanza dalla carovana.

 

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