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Arte & Cultura

“Voglio sentire la neve” di Cristina Lora

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Tempo di lettura: 3 minuti

L’anoressia raccontata in un libro autobiografico che svela il dramma di una malattia complessa.

di Mara Ferragina

Ci sono racconti cosi potenti che mentre li leggi si sente un click, qualcosa che si spezzerebbe definitivamente se non si lasciasse una possibilità alla speranza di una rinascita, che una seconda pelle possa riformarsi su quella ustionata dall’orrore che hai attraversato.
Così accade per “Voglio sentire la neve” di Cristina Lora , coraggiosa storia autobiografica della discesa nell’abisso dell’anoressia, in cui il racconto del dolore senza retorica ricorda a tutti quei giovanissimi che si affacciano alle sbarre di questa silenziosa prigione che l’anoressia non è come un raffreddore, non passa da sola ma è un sintomo che porta allo scoperto, un disagio interiore, qualcosa che si è rotto dentro.
Cristina ha solo quattordici anni quando alcuni tasselli che compongono la sua fiduciosa personalità cominciano a scomporsi nell’impatto con le prime difficoltà e i primi ostacoli davanti a cui la vita la pone. La fragilità dell’adolescenza si presenterà in tutta la sua forza dirottando il desiderio di perfezione, alimentato da falsi modelli, e la sua forza di volontà in una violenta guerra con sé stessa. La tensione interiore prende la forma di un’ossessiva battaglia contro il cibo e il proprio corpo, amica-nemica solo una bilancia che registra inesorabile successi e sconfitte fino al collasso definitivo.
Un assedio lungo quattro anni, quando finalmente la crudele presa d’atto di aver trascinato la propria vita sull’orlo del precipizio apre un varco nella sua marmorea ossessione dando inizio al percorso di rinascita in cui tutta la forza di volontà orientata alla propria autodistruzione inverte la marcia fino alla salvezza.
Un libro duro, a tratti spietato, che non concede alcunché né al pudore corporeo né a quello esistenziale in una narrazione che non indulge mai nell’autocompiacimento né cerca di addolcire la realtà della malattia.
Al contrario, con sincerità disarmante non si sottrae alla descrizione degli aspetti più umilianti e dolorosi del rapporto con il proprio corpo, fino a descriverne le conseguenze fisiche più crude. Ma è la violenza stessa degli eventi a restituirne l’autenticità del vissuto.
Intenso e toccante, il libro è attraversato da passaggi di notevole suggestione poetica soprattutto nel rapporto che la protagonista intrattiene con la natura. La montagna, i boschi, gli alberi costituiscono il paesaggio originario della sua esistenza, quasi un luogo dell’anima. Eppure, durante i quattro anni della malattia, questo mondo scompare dal suo orizzonte. La lotta al cibo è talmente totalizzante da cancellare persino il richiamo della natura nella sua bellezza. Solo quando inizia il percorso di rinascita la natura riappare non come forza salvifica in senso stretto ma come presenza discreta, come musica di sottofondo che accompagna i ritorno alla vita, il segno silenzioso di una ritrovata apertura al mondo.
Dal punto di vista letterario “Voglio sentire la neve” si presenta come un’opera di impianto colloquiale, che non ricerca l’innovazione linguistica né una struttura stilistica complessa; la sua autentica forza risiede nella forza emotiva e nella sincerità del racconto che diventa un atto di testimonianza che restituisce al lettore la consapevolezza di una verità fondamentale, ovvero che solo comprendendo le radici e i meccanismi più profondi della malattia si può imparare a riconoscerla e a combatterla.

Cristina Lora nasce a Valdagno – 1969 – dove vive. È laureata in Economia Aziendale presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e lavora presso gli uffici comunali. Cerca assiduamente il contatto con la natura e con le emozioni delle persone, spunto per le sue opere. Romanzo d’esordio “Figli di un unico blu” – 2024, oltre numerose poesie e racconti premiati in concorsi letterari nazionali, con oltre cento riconoscimenti. Il suo sogno è raggiungere i giovani e le persone portando la sua esperienza di anoressia e di rinascita descritte nel romanzo “Voglio sentire la neve”.

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