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Ursula Von der Leyen eletta Presidente della Commissione Europea

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E’ la prima volta dal dopoguerra che una rappresentante femminile è chiamata a ricoprire l’importante incarico.

Per la prima volta dalla nascita dell’UE, sarà una donna a rivestire il ruolo di presidente della Commissione Europea:  Ursula von der Leyen.  Lo ha deciso il Parlamento UE al termine di una votazione a scrutinio segreto dal risultato tutt’altro che scontato. Basti pensare che l’eletta ha superato la soglia della maggioranza assoluta con appena nove voti. Molti, dentro e fuori Strasburgo, hanno incolpato i franchi tiratori per la maggioranza risicata. Ma in un’Europa sempre più divisa tra europeisti e sovranisti, è quasi naturale che la neo eletta presidente della Commissione Europea abbia dei nemici.  Ursula Von der Leyen, ex ministro dell’ultimo governo tedesco, è un’europeista di ferro. Per 14 anni, è stata un’alleata fedele della cancelliera Angela Merkel, da sempre sostenitrice dell’UE, e l’Unione Europea ha fatto parte della sua vita fin dall’infanzia.  La neo presidente è figlia di un commissario europeo ed ha sperimentato in prima persona la libertà di spostamento offerta dal trattato di Shengen. Ursula Von der Leyen ha vissuto in Belgio, nel Regno Unito e poi si è trasferita in Germania. Parla fluentemente Inglese, francese e tedesco e, durante il suo discorso di presentazione tenuto a Strasburgo, ha dimostrato di poter alternare le tre lingue con grande naturalezza. Secondo alcuni osservatori, dietro lo sfoggio di tale capacità, c’è la volontà di esprimere verso tutti i leader pro-Europa un messaggio di apertura ed unione. «La fiducia riposta in me è fiducia riposta nell’Europa- ha dichiarato subito dopo l’elezione la neo nominata- lavoriamo insieme per affrontare le grandi sfide del futuro, invece di alimentare divisioni tra Stati membri».

All’appello è seguito un avvertimento ad Ungheria e Polonia, Paesi guidati da governi sovranisti sanzionati dall’UE per le loro politiche anti-democratiche.  Von der Leyen ha annunciato che non esiterà a mantenere “un atteggiamento duro nei confronti delle nazioni UE che metteranno in discussione lo Stato di diritto”. Ma nel progetto politico della nuova presidente della Commissione Europea non c’è solo la lotta contro il sovranismo, bensì l’ambizioso obiettivo di fare del vecchio continente un esempio di ecologia a livello mondiale. Recentemente i Paesi europei si sono impegnati a ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2030, ma per  Von der Leyen non è abbastanza: «bisogna arrivare almeno al 50% se non al 55%». Per il capo della commissione UE, l’Europa del futuro dovrà diventare più verde se vorrà essere un luogo migliore in cui vivere e dovrà essere più rosa per realizzare la parità di genere.  La Presidente  ha intenzione di raggiungere la parità numerica tra uomini e donne all’interno delle istituzioni europee, dove prevale  la presenza maschile.

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