Social Network

Attualità

Pippo Baudo, l’ultimo saluto al signore della televisione

Pubblicato

-

Tempo di lettura: 4 minuti

Baudo si è spento al Campus Biomedico di Roma. La sua scomparsa segna la fine di un’era per milioni di italiani che lo hanno seguito per oltre sei decenni.

di Laura Marà

È morto a 89 anni Pippo Baudo, storico volto della televisione italiana, simbolo di un’epoca in cui la tv era rito collettivo e specchio di costume. La sua scomparsa segna la fine di un’era per milioni di italiani che lo hanno seguito per oltre sei decenni.
Baudo si è spento al Campus Biomedico di Roma. A dare l’annuncio è stato lo storico avvocato della famiglia, Giorgio Assumma, che ha ricordato il conduttore come un personaggio che ha segnato in modo indelebile la storia della televisione italiana.

Camera ardente e funerali
La camera ardente è stata allestita al Teatro delle Vittorie, dove resterà aperta per due giorni, accogliendo amici, colleghi e cittadini. I funerali si terranno il 20 agosto a Militello in Val di Catania, suo paese natale, dove è stato proclamato il lutto cittadino. “Pippo non era solo il nostro concittadino più illustre, era parte della nostra famiglia”, ha dichiarato il sindaco.

Una carriera che ha fatto storia


Nato nel 1936, Baudo ha attraversato sessant’anni di storia televisiva. Ha condotto tredici edizioni del Festival di Sanremo, record imbattuto. La sua voce e il suo volto hanno accompagnato generazioni intere, trasformando ogni edizione in un evento nazionale, capace di unire l’Italia davanti allo schermo. Come amava ripetere lui stesso, “Perché Sanremo è Sanremo”.

Aneddoti che raccontano un uomo di spettacolo
La carriera di Baudo è costellata di episodi che raccontano la sua professionalità e il suo spirito. Nel 1990, durante una puntata di Gran Premio, mentre cantava con Renato Zero e Franco Franchi, Baudo fu colpito da una torta in faccia. Non si perse d’animo e continuò a cantare, trasformando l’incidente in un momento di spettacolo. Questo episodio divenne uno dei più ricordati della sua carriera. Sempre con ironia e orgoglio diceva “L’ho inventato io!”, riferendosi ai talenti scoperti e lanciati sul palcoscenico televisivo.

Un altro momento indimenticabile è quello del 1995, durante il Festival di Sanremo, quando un uomo minacciò di suicidarsi lanciandosi dalla galleria del Teatro Ariston. Baudo, con calma e determinazione, riuscì a fermarlo, evitando una tragedia in diretta televisiva. Questo gesto gli valse l’ammirazione di colleghi e pubblico, dimostrando ancora una volta la sua capacità di gestire situazioni critiche con professionalità. Come spesso affermava: “Io non mollo!” e “Quando c’è Baudo, c’è la televisione”.

Un pezzo di società italiana


Baudo ha accompagnato l’Italia lungo un intero arco di trasformazioni: dal bianco e nero al colore, dal monopolio Rai all’irruzione di Mediaset, dal varietà elegante degli anni ’70 alla televisione frammentata e spesso sguaiata dei Duemila. Pippo restò sempre se stesso, simbolo di continuità e professionalità. La sua presenza rassicurante era riassunta in un semplice: “Signore e signori, buonasera”.

Le sue trasmissioni: Settevoci, Canzonissima, Fantastico, Domenica in, Serata d’onore, Novecento, furono per molti italiani riti domestici: sigle che ancora oggi risuonano nella memoria, voci e volti che hanno segnato generazioni. Come ricordava lui stesso: “Gli italiani mi vogliono bene, e io lo so”. E ancora, parlando della televisione: “Io non ho mai avuto paura del pubblico” e “La televisione non si fa con i numeri, ma con le emozioni”. Per Baudo, poi, il Festival di Sanremo era un luogo speciale: “Sanremo è la mia seconda casa”, diceva con il sorriso. La sua inesauribile energia era espressa in un motto che ha guidato tutta la sua carriera: “Se mi fermo, invecchio”.

Una vita pubblica ma discreta
Dietro il personaggio televisivo, c’era l’uomo. Laureato in giurisprudenza, musicista appassionato, innamorato della sua Sicilia, Baudo ebbe due figli, Alessandro e Tiziana. Dal 1986 al 2004 fu sposato con il soprano Katia Ricciarelli, in una storia che fece sognare i rotocalchi. Ma a dispetto della popolarità, mantenne sempre una certa riservatezza, lontano dai clamori del gossip che non amava.

Il cordoglio delle istituzioni, dello spettacolo e della politica
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha ricordato come «un innovatore garbato, capace di raccontare il Paese con eleganza e misura». La premier Giorgia Meloni ha dichiarato: «Ci lascia a 89 anni Pippo Baudo, uno dei più grandi protagonisti della storia della televisione italiana. Il suo volto e la sua voce hanno accompagnato intere generazioni, regalando emozioni, sorrisi e momenti indimenticabili. Grazie di tutto».

Dal mondo dello spettacolo sono arrivate parole commosse: Mara Venier lo ha definito «il maestro di tutti noi», Milly Carlucci lo ha ringraziato «per averci insegnato la serietà del mestiere», Carlo Conti ha promesso «di portare avanti la lezione della sobrietà».

L’eredità di un gigante


Con Baudo se ne va non solo un uomo, ma un’idea di televisione. Una tv capace di essere elegante senza essere noiosa, popolare senza essere volgare. La sua scomparsa è stata paragonata a quella di Corrado, Mike Bongiorno, Raimondo Vianello, Maurizio Costanzo, Raffaella Carrà: tasselli di un mosaico che lentamente si sta dissolvendo.

Ma la sua eredità resta viva. Oggi volti come Amadeus, Carlo Conti, Paolo Bonolis, Maria De Filippi, Gerry Scotti raccolgono in parte quella lezione: il rispetto per il pubblico e la consapevolezza che la tv è una responsabilità.

Pippo Baudo non ha solo intrattenuto l’Italia, l’ha accompagnata, guidata e coccolata per decenni. La sua voce, le sue frasi iconiche e il suo sorriso resteranno scolpiti nella memoria collettiva come simboli di un tempo in cui la televisione era arte, emozione e comunità. Come diceva lui stesso, “L’ho inventato io!”, e forse davvero senza di lui, la tv italiana non sarebbe stata la stessa.

Advertisement