Social Network

Cinema & Teatro

Le madri dimenticate del terzo millennio: è questo il tema di T.E.H.R Thematic Exhibition on Human Rights per il 2025

Pubblicato

-

Tempo di lettura: 5 minuti

T.E.H.R Thematic Exhibition on Human Rights, il Festival che parla di diritti umani attraverso le arti, chiude la sua 10a edizione, ne parliamo con Isabel Russinova, direttrice artistica.

di Angela Celesti

Si è conclusa la decima edizione di T.E.H.R, Thematic Exibition on human rigths, il Festival tematico che parla di diritti umani attraverso le arti, andato in scena quest’anno dal 28 novembre al 12 dicembre,  in diversi spazi della Capitale con tema portante, Le madri dimenticate del terzo millennio; il Festival, presentato dalla Fondazione MIRA, è ideato e diretto Isabel Russinova che non ha nascosto la soddisfazione per i risultati che il Festival continua a raggiungere.

Isabel Russinova ce ne può parlare?

“T.E.H.R continua  a crescere sostenendo sempre di più con successo la sua “mission”, cioè quella di stimolare riflessioni, offrire consapevolezza sulla nostra situazione circa i diritti attraverso  informazioni, conoscenza e dando voce a chi difficilmente oggi riesce ad averla. Quest’anno ho voluto indirizzare il focus tematico del Festival su Le madri dimenticate del terzo millennio, intendendo così porre l’attenzione sul  momento difficile, delicato e pericoloso  che l’umanità sta vivendo, mentre la donna si trova ad affrontare grandi prove: i teatri di guerra, le condizioni difficili che la piegano in molti paesi. Donne, madri, bambine, ragazze abbandonate nella miseria, offese, colpite che però, instancabilmente, come da quando esiste il tempo, continuano a lottare per il futuro.  Non vanno abbandonate e soprattutto dimenticate. Il Festival, che è sempre aperto, attraverso i suoi Speciali, ad accogliere attivisti, intellettuali, artisti che vogliono raccontare e divulgare nel nostro paese la loro realtà e verità, con incontri, conversazioni ma sopratutto attraverso le loro discipline artistiche, la musica, il teatro, l’arte, la letteratura, il cinema e questo anche grazie al partenariato con La Rete del Caffè Sospeso, la rete di mutuo soccorso che lega a sé  tanti Festival Nazionali ed Internazionali che si occupano di diritti umani.

Negli anni abbiamo accolto, tra gli altri, la voce di Julian Assange,  della scrittrice afghana Zainat Entezar, dell’intellettuale bielorussa Tania  Hatzura Yavorska, dei filmakers Mehredad  Hasani e  Hossein Pirelmi. L’edizione annuale, come sempre, invece si apre nel mese di dicembre intorno alla settimana della giornata internazionale dei diritti umani. Quest’anno il Festival è iniziato il 28 novembre alla Galleria La Pigna con la bipersonale delle opere di Imma Battista,  che si è focalizzata sulle donne del mito, archetipi di forza e coraggio femminile e le mie Illustrazioni che tracciano invece un percorso dedicato alle madri dimenticate del terzo Millennio, in Palestina in Russia, in Afghanistan, a Gaza, in Ukraine, in Somalia, nel Myannar, senza dimenticare anche le madri missionarie della cristianità esposte a molti  pericoli. Le opere sono state presentate  e commentate da Donatella Caramia, neuroscienziata e docente di neurologia umanistica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e da Giorgia Pietropaoli, scrittrice, attivista e docente di lettere classiche.

Nello stesso  spazio il 2 dicembre, è andata in scena la finestra dedicata  alla letteratura con la presentazione, in anteprima, dell’opera di Francesco Astiaso Garcia, Manifesto per la rinascita dell’uomo tra arte, scienza e fede, cui è seguita una interessante  conversazione sull’importanza del ruolo dell’artista per stimolare riflessioni atte a indirizzarci ad un nuovo umanesimo culturale e sociale, dove l’uomo possa conquistare il suo ruolo di guida.  Ho moderato l’incontro  leggendo anche alcuni stralci del Manifesto che hanno coinvolto ed appassionato il pubblico che, nella sala gremita, ha scambiato domande ed opinioni sull’opera. Il 5 dicembre presso la Casa Editrice Argo  si è svolta la giornata dedicata al cinema con la  proiezione dell’intenso film documentario Refugee Girls del regista e documentarista Leonardo Cinieri Lombroso. Il film sostenuto da UNIMED, Unione Università del Mediterraneo, con la collaborazione dell’Università La Sapienza di Roma e l’Università di Barcellona, segue la vita di tre studentesse rifugiate esplorando  le difficoltà  che incontrano  circa l’opportunità dell’istruzione universitaria in Europa.

L’opera, molto interessante, ha dato spunto ad una ricca conversazione che ha seguito la proiezione a cui  hanno partecipato oltre al regista, la giornalista, attivista e scrittrice Barbara Schiavulli e il teologo Monsignor Giuseppe Lorizio. La conversazione ha stabilito subito una bella sintonia con il pubblico che ha acceso la platea di domande e riflessioni.

Protagonista dello spazio dedicato al Teatro è  stata la  piece teatrale in scena presso la Sala Tosi della Casa Internazionale delle Donne che, per l’occasione ha registrato il sold out, Il Pianto delle donne, drammaturgia e regia di Manuel Giliberti è una versione  ispirata alle Troiane di Euripide che guarda ai nostri tempi, dove il mito, la storia, il contemporaneo si amalgamano drammaticamente in un unica narrazione. La mise en espace vede, oltre alla mia partecipazione nel ruolo di Ecuba,  in scena  anche Deborah Lentini nel ruolo di Elena, Cecilia Mati Guzzardi in quello di Andromaca, Tommaso Garrè, il narratore e la giovane Claudia Bellia, Briseide, arricchita  con musica dal vivo del Maestro Marco Lo Russo.

Il 10 dicembre T.E.H.R., nella giornata internazionale dei diritti umani, ha proposto alcuni momenti di poesia  in streeming stimolando riflessioni a tema presso  il forum permanente degli Stati Generali delle donne, Associazione che si batte per i diritti delle lavoratrici, di cui sono Delegata alla Cultura.

Il Festival si è concluso  con il Finissage della Mostra Le Madri dimenticate del Terzo Millennio, presso la Galleria La Pigna il 12 dicembre.

Al termine di ogni evento è stato consegnato, come tradizione, l’attestato del Festival T.E.H.R. agli artisti selezionati, per aver raccontato i diritti umani attraverso la propria arte.”

Isabel Russinova sono già previsti degli Speciali T.E.H.R per il prossimo anno, ci può anticipare qualcosa?

 “Si certo sono previsti, in preparazione per la prossima primavera, sempre in collaborazione con La Rete del Caffè sospeso,  ma non posso svelare nulla per ora.”

La decima edizione ha visto il Patrocinio dell’Universita degli Studi Tor Vergata, Università I.A.R( Istituto Armando Curcio) e collaborazioni e partenariati  con  Stati Generali delle Donne, U.C.A.I.( Unione Cattolica Artisti Italiani), La rete del Caffè Sospeso ( la rete dei festival dei diritti umani che aiuta a dar voce a chi non ne ha), il Sindacato Cronisti Romani, Indiecinema piattaforma di cinema ed audiovisivo indipendente, Galleria La Pigna, Argo Edizioni.

Appuntamento alle iniziative di T E H R  2026.

Advertisement