Primo piano

L’acido retinoico distrugge le cellule tumorali: nuove prospettive per la cura del cancro di prostata e mammella


la sapienzaLa ricerca della Sapienza individua un meccanismo che attiva i recettori delle cellule neoplastiche rendendole sensibili all’azione distruttiva dell’acido retinoico
Roma, 27 giugno- L’acido retinoico, molecola legata alle funzioni della vitamina A (retinolo) e comunemente conosciuta per il suo impiego in ambito dermatologico, potrebbe costituire la base per una innovativa terapia di due delle più frequenti tipologie di tumori maligni: il cancro della mammella e quello della prostata. A compiere la scoperta sono i ricercatori della Sapienza coordinati da Elio Ziparo in collaborazione con il Comprehensive Cancer Center di Cleveland (Ohio), Usa, leader nella ricerca oncologica mondiale.
La ricerca, pubblicata dalla prestigiosa rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) è stata condotta su cellule umane coltivate in vitro e poi trapiantate in topi sani, oltre che su campioni bioptici da pazienti. 
I ricercatori hanno dimostrato che stimolando un particolare recettore presente nelle cellule cancerose (il TLR-3, una molecola chiave della risposta immunitaria innata) si innesca la produzione di specifici microRNA. Queste molecole rendono poi le cellule sensibili all’azione dell’acido retinoico. A seguito del trattamento con acido retinoico, le cellule neoplastiche vanno incontro all’autodistruzione, attraverso un processo di morte cellulare programmata definito apoptosi. tesigu1
“Gli effetti dell’acido retinoico su alcuni tipi di tumore sono noti da tempo – sostiene Elio Ziparo – ma non era ancora chiaro il meccanismo per rendere tutte le cellule neoplastiche sensibili alla sostanza. I nostri risultati dimostrano che il trattamento combinato con una prima molecola capace di stimolare il TLR3, permette alle cellule malate di accendere le “antenne” rendendole così sensibili all’azione killer della seconda molecola, l’acido retinoico.”
La ricerca ha dimostrato quindi che è possibile innescare un meccanismo anti-tumorale selettivo e offre pertanto le basi per lo sviluppo di un trattamento fondato sull’attivazione del TLR3 in combinazione con l’acido retinoico.
Il progetto di ricerca è nato presso la Sezione di Istologia ed Embriologia Medica del dipartimento di Scienze Anatomiche, Istologiche, Medico-Legali e dell’Apparato Locomotore della Sapienza, con il sostegno finanziario della Fondazione Roma e dell’Istituto Pasteur-Fondazione Cenci Bolognetti.
Del team di ricerca della Sapienza fanno parte anche Roberta Galli, Alessio Paone, Anna Riccioli, Antonio Filippini, Antonella Stoppacciaro e Andrea Tubaro.
In particolare Roberta Galli e Alessio Paone, dopo il conseguimento del dottorato di ricerca alla Sapienza, hanno proseguito e concluso il progetto negli USA nell’ambito di una partnership con il centro di Cleveland, diretto da Carlo M. Croce.

 

Lascia un commento