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Iva, in 40 anni e' aumentata 8 volte: tra i grandi zona euro Italia ha subito l'incremento record


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La  Cgia ha analizzato l’andamento tenuto in questi 40 anni dall’aliquota ordinaria dell’Iva nei principali Paesi che attualmente costituiscono l’area dell’euro


Roma, 27 giugno – Dalla sua apparizione ad oggi sono trascorsi 40 anni. Stiamo parlando  dell’aliquota ordinaria dell’Iva che dal 1973 al 2013 è aumentata 8 volte. Tra i principali Paesi della zona euro  l”Italia e” quello in cui e”  cresciuta di più: ben 9 punti, un record, chiaramente, che nessuno ci invidia. E” quanto comunica la Cgia di Mestre. 

“Speriamo che l’ipotesi emersa in queste ore di uno stop dell’aumento per tutto il 2013 trovi conferma – dichiara Giuseppe Bortolussi segretario della Cgia – La sterilizzazione dell’Iva sarebbe un segnale importante che darebbe un po’ di fiducia alle famiglie ed anche alle imprese.”o.179353

La  Cgia ha analizzato l’andamento tenuto in questi 40 anni dall’aliquota ordinaria dell’Iva nei principali Paesi che attualmente costituiscono l’area dell’euro. Ebbene, dal 1973 al gennaio di quest’anno, l’incremento più importante si è registrato proprio in Italia. Se nel 1973 l’aliquota era al 12% ora si attesta al 21%, con un aumento di ben 9 online casino nbso punti. Seguono la Germania, con una variazione di 8 punti (era all’11%, adesso si attesta al 19%), l’Olanda, con un aumento di 5 punti (16% nel 1973, 21% nel 2013),

l’Austria e il Belgio, con degli aumenti registrati nel periodo preso in esame rispettivamente del 4 e del 3. La Francia è l’unico Paese preso in considerazione da questa analisi che ha visto diminuire il peso dell’aliquota di questa imposta. Se nel 1973 era al 20%, ora si attesta al 19,6% (-0,4).

iva“Se è vero che in questi 40 anni – conclude Bortolussi – abbiamo registrato l’incremento d’aliquota  più significativo, è altresì vero  che nel 1973 quella applicata in Italia era, ad esclusione della Germania,  la più contenuta. Tuttavia, se l’aumento previsto dal prossimo mese di ottobre non sarà ulteriormente spostato in avanti, dal

prossimo autunno i consumatori italiani si troveranno a subire   l’aliquota Iva ordinaria più elevata tra tutti i principali Paesi dell’area dell’euro”.

 

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