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I Goblin “terrorizzano” l’Auditorium di Roma

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Tempo di lettura: 4 minuti

Grande successo all’Auditorium Parco della Musica di Roma per i Goblin di Maurizio Guarini e Walter Martino

di Marvyn Mura

Quando nella musica italiana si parla dei Goblin, ci si riferisce alla storica band progressive rock di successo formata negli anni settanta, autrice di molte colonne sonore di film horror (e non solo) e divenuta famosa in particolare per le colonne sonore realizzate per i film del regista del brivido Dario Argento.

I Goblin, nel corso della loro carriera, hanno avuto svariati cambi di formazione e sono rimasti attivi fino alla prima metà degli anni ottanta, per poi riunirsi in diverse occasioni (e con varie formazioni diverse) e stabilizzarsi nuovamente solo a partire dagli anni duemila.
Nel corso del 2024 è stata annunciata la nuova formazione dei Goblin, ricomposta dal tastierista Maurizio Guarini (già tastierista della formazione classica dei Goblin e co-autore di diversi album come Roller e Buio Omega), che, per l’occasione, ha deciso di richiamare il grande Walter Martino alla batteria (Martino è stato co-fondatore dei Goblin e co-autore della colonna sonora di Profondo Rosso), mentre il virtuoso chitarrista Giacomo Anselmi (già nei Goblin Rebirth) e il bravo Roberto Fasciani al basso (che ha collaborato in precedenza con il compositore Fabio Frizzi), completano la riuscita e già affiatata nuova incarnazione dei Goblin (chiamati anche Goblin Legacy).

Il 30 Maggio 2025 alle ore 21, questa nuova formazione dei Goblin si è esibita magnificamente all’interno della suggestiva “Sala Sinopoli” dell’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma alla presenza di tantissimi fan che hanno riempito l’intero teatro.

Qualche minuto di attesa (il tempo di riempirsi tutta la sala) ed ecco che i Goblin iniziano il concerto partendo da due brani tratti dal film Profondo Rosso, iniziando dall’ipnotica e inquietante Mad Puppet, il gioco di luci insieme alle immagini del film di Argento trasmesse sullo schermo, creano, insieme alla musica, un’esperienza audiovisiva meravigliosa; neanche il tempo di entrare nell’atmosfera ossessiva del brano ed ecco che i nuovi Goblin fanno partire la progressiva e intricata Deep Shadows, l’esecuzione è impeccabile ed è a partire da questo brano che Walter Martino dimostra le sue doti tecniche e di essere ancora un batterista di enorme bravura e talento.

Il concerto continua con l’atmosfera lenta, ipnotica ed angosciante creata dal tema de L’alba dei morti viventi tratta dal film Zombi di George A. Romero; è poi il turno di Zombi, secondo tema del film Zombi, molto più movimentato e rock, con diversi cambi di tempo e con quel tipico break ritmico riutilizzato anche in altri brani e che è diventato un po’ un marchio di fabbrica della band.

Dopo Zombi, i Goblin hanno proposto la combo Non ho sonno/Death Farm, entrambe tratte dall’ultima colonna sonora (Non ho sonno per l’appunto) che i Goblin hanno composto per Dario Argento, per quanto riguarda Death Farm, che è tra l’altro è una dei brani più heavy rock della band, bisogna evidenziare in particolare l’energia sprigionata da Walter Martino e la meticolosità chitarristica di Giacomo Anselmi.

A seguire, la band si concentra sull’esecuzione di diversi brani tratti da Roller (uno dei pochi album dei Goblin a non essere una colonna sonora), dalla splendida title track Roller dal sound tipico gobliniano alla aggressività progressive di Dr. Frankestein dove spiccano i synth abrasivi di Guarini; dalla sofisticata e lisergica Aquaman, brano per questa occasione dedicato allo storico chitarrista e co-fondatore Massimo Morante morto nel 2022 (anche se la band non ha potuto mostrare immagini dello storico chitarrista), alla bellissima suite progressive Goblin, dove la ciliegina sulla torta è stata sicuramente il lungo assolo di batteria di Martino che, ripeto, ha dato prova ad una performance incredibile e fuori dagli schemi.

Tenebre e Suspiria sono altri grandi classici suonati dalla band di Guarini e Martino, ma c’è spazio anche per diverse sorprese, a partire dalla malinconica Quiet Drops con la cantante Eleonora Amianto come guest, mentre a seguire vengono eseguiti i temi di Buio Omega (horror diretto da Joe D’Amato) e il tema Connexion di Contamination (fanta horror diretto da il regista Luigi Cozzi), brani in cui le tastiere e dai sintetizzatori di Guarini sono predominanti.

Inaspettata anche l’esecuzione (tecnicamente perfetta) di Uneven Times, brano di apertura dell’album Four of a Kind (ultimo album di inediti dei Goblin), mentre Magic Thriller tratto da Back to the Goblin (album dei Goblin uscito nel 2005) è diventato praticamente un nuovo classico della band.

Il concerto (durato oltre 2 ore) si avvia però alla conclusione e la band suona il tema che ha portato i Goblin al grande successo in Italia (oltre 1 milione di copie vendute e numero 1 nelle classifiche del tempo per diverse settimane), ovvero il tema di Profondo Rosso; in occasione del cinquantennale del film e della colonna sonora, la band ha chiamato sul palco i cantanti Eleonora Amianto e Enrico H. Di Lorenzo, che hanno accompagnato la band in un nuovo particolare e riuscito arrangiamento di Profondo Rosso.
Il concerto dei Goblin è stato un grande successo, la band saluta il pubblico ed esce dal palco, ma quando sembrava che il concerto fosse finito, ecco che la band ritorna per un encore, deliziando così i fan nell’esecuzione del divertente brano fusion-funk Snip Snap.

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