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Gli sbandieratori, una tradizione bellica diventata Arte- The sbandieratori, a tradition of warfare that has become an Art

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di emigrazione e di matrimoni

Gli sbandieratori, una tradizione bellica diventata Arte

Nel weekend appena passato si è svolto il Palio del Niballo di Faenza, vinto dal Rione Verde, e, come di consueto nel programma delle settimane prima della manifestazione, il weekend prima abbiamo visto le tradizionali gare tra gli sbandieratori dei cinque rioni che compongono la città che una volta era la Signoria dei Manfredi.

Le gare hanno luogo in Piazza del Popolo, una cornice perfetta, e bellissima, per vedere in azione una tradizione bellica che poi, nel corso dei secoli, è diventata un’Arte.

Per i nostri lettori all’estero, come anche una parte della popolazione d’Italia, la parola “Palio” evoca una città, Siena, e il suo Palio unico che ha come gara una corsa di cavalli in Piazza del Campo che si svolge il 2 luglio e il 16 agosto, e che viene trasmesso in diretta dalla RAI ogni anno.

Di tutti i Pali questo è indubbiamente il più importante e ha un posto speciale nel calendario dei Pali del Paese.

Però, nel concentrare su questa corsa e le trattative tra fantini, a volte di ore, per una gara che finisce in pochi minuti, il pubblico televisivo, sia nazionale che internazionale, si dimentica che anche altre città in Italia hanno Pali importanti.

In effetti, i Pali, che in quasi tutti i casi sono forme di giostre o prove di destrezza dell’uso della lancia del cavaliere, sono un ricordo importante del Rinascimento, un periodo della Storia d’Italia che era, sì, importantissima per motivi artistici, ma che aveva anche creato le condizioni per le eterne guerre tra le Signorie d’Italia che portarono non solo all’entrata di eserciti stranieri, ma anche di mercenari, italiani e stranieri, che hanno visto la nostra penisola diventare un territorio dominato dal Papato e regni stranieri fino al Risorgimento.

E l’aspetto particolare di questo periodo che vogliamo presentare in questo articolo, è che gli uomini e donne in costumi rinascimentali che sventolano le bandiere al suono di tamburi e chiarine, gli sbandieratori, sono il frutto di questo periodo violento.

Il gioco delle bandiere, come spiega il sito della Federazione Italiana Sbandieratori (FISB, https://www.fisb.net/site/) risale agli alfieri di quel periodo che dovevano non solo trasmettere ordini con le bandiere, ma anche mostrare alla compagnie di ventura (i mercenari) i colori della Signoria per cui dovevano combattere quel giorno, a volta anche contro chi li aveva assoldati nel passato.

Difatti, questi alfieri dovevano assicurare di poter trasmettere i messaggi il più presto possibile alle truppe nel campo. E, indubbiamente, come spiega il sito della FISB, questi alfieri si sono messi a “giocare” con le bandiere per migliorare le loro capacità, e anche, perché no, vedere chi fosse il migliore di loro in destrezza con le bandiere.

In effetti, e col passare dei secoli, gli alfieri delle Signorie sono diventati gli sbandieratori che oggi vediamo in azione nelle piazze delle città, come Faenza, Arezzo, Ascoli, Narni, Foligno e molte altre, che ricordano il loro passato tramite la concorrenza tra rioni, contrade, e altri nomi che vengono utilizzati da città a città per i propri quartieri.

E nel corso del tempo gli sbandieratori hanno sviluppato tecniche non indifferenti per poter “giocare” persino con cinque bandiere alla volta, sia individualmente che in coppia, e in piccole e grandi squadre come vedremo nei filmati sotto.

E qui ci troviamo in Piazza del Popolo a Faenza, una delle piazze medioevali più belle d’Italia. In questa cornice gli sbandieratori si esibiscono davanti a un pubblico entusiasta che fa il tifo per i propri “ragazzi”, per poi fare il più possibile per distrarre gli avversari nella speranza che cadano le bandiere e quindi far perdere punti importanti nel voto dei giudici, molto spesso della FISB, perché i vincitori di queste gare cittadine poi saranno i concorrenti nei campionati nazionali.

Infatti, il primo filmato sotto viene dal Campionato Nazionale, chiamato la “Tenzone Aurea” tenutosi a Faenza nel 2019. Nel filmato vediamo in azione la grande squadra del Rione Nero di Faenza, e possiamo vedere non solo la destrezza degli sbandieratori, ma anche la coordinazione tra sbandieratori e musicisti che sono il motivo per cui è lecito chiamare il “gioco delle bandiere” un’Arte.

E nel guardare questo filmato vediamo anche la bellezza di Piazza del Popolo e perché i faentini ci vanno ogni anno per godere lo spettacolo dei loro sbandieratori.

Nel secondo filmato vediamo di nuovo un’esibizione della “Tenzone Aurea” del 2019, questa volta dello sbandieratore Nicolò Benedetti del Rione Giallo di Faenza, che ha vinto il titolo nazionale di quell’anno per la sua esibizione da singolo. Da notare è la destrezza nel far volare le bandiere che sono il legame diretto con la nostra Storia.

Però, come vediamo chiaramente a Siena ogni anno, esiste solo una parola per descrivere l’atteggiamento dei tifosi dei rioni, contrade, ecc., e quella parola è “rivalità”.

I tifosi non solo vogliono vedere i loro beniamini vincere, ma anche, e spesso soprattutto, vedere i rivali perdere, per cui ogni prova di ogni categoria è accompagnata dai canti di incoraggiamento dei tifosi dello sbandieratore, e i fischi, gli strilli, canzoni, ecc., dei tifosi dei rivali nella speranza, spesso non vana, di distrarre i concorrenti abbastanza da perdere la concentrazione, e di conseguenza fare cadere le bandiere per terra.

E questo si sente nel video sotto dalla gara degli Under 21 a Faenza dell’anno scorso quando lo sbandieratore del Rione Verde comincia a far volare le bandiere e sentiamo chiaramente i fischi e i cori dei tifosi dei rivali per distrarlo, una reazione agli eventuali sbagli.

Però, nessuno nei rioni, contrade, ecc., si dimentica del passato e la sfilata storica dei Pali in ogni città fa vedere chiaramente le origini delle manifestazioni.

All’inizio del filmato qui sotto del Palio di quest’anno, vediamo l’entrata della sfilata storica. Alla testa della sfilata c’è il gruppo del Comune della città, con il suo Gonfalone, seguito poi dagli ospiti di quest’anno, rappresentanti della città gemella di Faenza, Schwäbisch Gmünd in Germania, con il suo Sindaco Baron, con tutti in costume.

Poi, vediamo l’arrivo dei gruppi dei Rioni, il Rione Verde con in testa il vincitore del Palio dell’anno scorso. Ogni gruppo rionale fa capire che sia i cavalieri che gli sbandieratori sono discendenti di personaggi storici che avevano bisogno di protezione, per cui vediamo tra le dame e gli ufficiali ci sono le guardie armate con tanto di spade, corazze, asce, ecc., ecc.

Bisogna dire che anche nella sfilata c’è una grande rivalità perché ci sono premi per la migliore Dama della sfilata, la migliore composizione del rione e il migliore araldo.

Tutto questo è possibile non solo con ricerche dettagliate dei costumi del passato, e difatti ogni costume è fatto strettamente solo con materiale disponibile all’epoca, ma anche con grande investimento economico perché ogni costume è un’opera d’arte fedele alle tradizioni del passato, persino le calzature indossate dai partecipanti.

Prima di finire, incoraggiamo i lettori a guardare il video per vedere i cavalieri in azione nelle sfide testa a testa in cui velocità e precisione con le lance sono essenziali. A differenza di Siena, la gara dura ore e molto spesso viene decisa all’ultima tornata.

E speriamo che i nostri lettori all’estero capiranno che queste manifestazioni sono importanti, non solo per ricordare la nostra Storia, ma soprattutto perché sono una parte delle moltissime facce dell’Italia che l’estero non vede quasi mai e che vale la pena vedere, perché i Pali sono manifestazioni moderne che fanno capire che l’Italia ha un Patrimonio Culturale insuperabile che non si limita solo a pasta, pizza e altri stereotipi che vediamo troppo spesso, sia nella stampa, ma anche, e tristemente, nelle pagine degli italiani all’estero.

Ed è ora che le nostre autorità turistiche, ed il Governo nazionale e quelli regionali, facciano finalmente capire al mondo che le attrazioni in Italia non si limitano solo a Roma, Firenze e Venezia, e che la nostra penisola può offrire attrazioni per ogni gusto, culturale, sportivo, e turistico.

The sbandieratori, a tradition of warfare that has become an Art

The Palio del Niballo of Faenza was held last weekend. It was won by the Rione Verde (Green Quarter) and as usual in the programme of the weeks leading up to the event, on the previous weekend we saw the traditional competitions between the sbandieratori (flag throwers) of the five rioni (quarters/suburbs) that make up the city that was once ruled by the Manfredi.

The competitions took place in Piazza del Popolo, a perfect and beautiful setting to see in action a tradition of warfare that, over the centuries, has become as Art.

For our readers overseas, like also a part of Italy’s population, the word “Palio” (the embroidered tapestry awarded to the winner, see below), evokes one city, Siena, and its unique Palio that has as its competition a horse race in Piazza del Campo that is held on July 2 and August 16, and is broadcast live by RAI every year.

Of all the Pali this is undoubtedly the most important and has a special place in the calendar of the Pali around the country.

However, in concentrating on this race and the sometimes hours of negotiations between the jockeys of a race that finishes in a matter of minutes, the television audience both national and international, forgets that other cities in Italy also have important Pali.

In effect, the Pali, which in almost all the cases are forms of jousts or tests of the ability of the use of a lance by the horseman, and are an important reminder of the Renaissance, a period of Italy’s history that was, yes, very important for artistic reasons, but also created the conditions for the endless wars between Italy’s ruling houses that led not only to the entry of foreign armies, but also of Italian and foreign mercenaries, that saw our peninsula become a territory dominated by the Papacy and foreign kingdoms until the Risorgimento (Italy’s Reunification).

And the particular aspect of this period that we want to present in this article is that of the men and women in Renaissance costumes who wave the flags to the sound of the drums and clarions, the sbandieratori, who are the fruit of this violent period.

The game of flags, as the website of the Federazione Italiana Sbandieratori (FISB, Italian Federation of Sbandieratori) explains, goes back to the alfieri (standard bearers) of that period who not only had to transmit orders with flags, but also show the “compagnie di ventura” (as the mercenaries were called) the colours of the Signoria (Ruling House) for which they were fighting that day, sometimes even against those who had hired them in the past.

In fact, these alfieri had to ensure that they could transmit messages to the soldiers in the field as quickly as possible. And, undoubtedly, as explained on the website of the FISB, these alfieri began to “play” with the flags to improve their skills, and also, why not, to see which one of them was the most skilled with the flags.

In effect, and with the passing of the centuries, the alfieri of the Signorie became the sbandieratori we see in action today in the piazzas of cities like Faenza, Arezzo, Ascoli, Narni, Foligno and many others which recall their past through the competition between the rioni, contrade and other names that are used from city to city for their “suburbs”.

And over that time the sbandieratori have developed not inconsiderable techniques to be able to “play” with even five flags at a time, individually and in pairs, and in small and big teams as we will see in the videos below.

And here we find ourselves in Faenza’s Piazza del Popolo, one of the most beautiful medieval piazzas in Italy. In this setting the sbandieratori put themselves on show in front of an enthusiastic audience who cheer on their “boys”, to then do as much as possible to distract the rivals in the hope that flags fall, and so lose important points in the judges’ scores. The judges are very often from the FISD because the winners of the city competitions will then be the competitors in the national championships.

In fact, the video below comes from the National Championship, called the “Tenzone Aurea” (Golden Dispute/Competition) held in Faenza in 2019. In the video we see the big team of Faenza’s Rione Nero (Black Rione) in action, and we can see not only the dexterity of the sbandieratori, but also the coordination between the sbandieratori and the musicians which is the reason that it is permissible to call the “game of flags” an Art.

And in watching this video we also see the beauty of Piazza del Popolo and why the people of Faenza go there every year to enjoy the spectacle of their sbandieratori.

In the second video we again see an exhibition from the 2019 “Tenzone Aurea”, this time with a sbandieratore Nicolò Benedetti of Faenza’s “Rione Giallo” (Yellow Rione) who won that year’s national title for his solo exhibition. To be noted is his skill at flying the flags that are the direct link with our history, fly.

However, as we clearly see in Siena every year, there is only one way to describe the attitude of the fans of the rioni, contrade, etc, and that word is “rivalry”.

The fans not only want their favourites to win, but also, and often above all, to see the rivals lose, so every round of every category is accompanies by the chants of encouragement of the fans of the sbandieratore, and the whistles, yells and chants of the rival fans in the often not vain hope of distracting the rivals enough to lose concentration and subsequently to make the flags fall to the ground.

And this can be seen in the video below of the Under 21 competition of last year in Faenza when the sbandieratore of the Rione Verde starts making the flags fly and we clearly hear the whistles and the chants of the rivals to distract him, and also the reaction to the eventual mistakes.

But none of the rioni, contrade, etc., forget the past and the historic parade of the Palio of each city clearly shows the origins of the events.

At the start of the video of this year’s Palio in Faenza below we see the entry of the historical parade. At the head of the parade is the group of the Municipality with its Banner, followed by this year’s guests, the representatives of Faenza’s sister city in Germany, Schwäbisch Gmünd, with its mayor Baron, all of them in costume.

We then see the arrival of the groups of the rioni, Rione Verde leading the way as the winner of last year’s Palio. The group of each rione makes us understand that the horseman and the sbandieratori are the descendants of historical figures who needed protection, so, amongst the ladies and officials there are armed guards with swords, armour, battle-axes, etc, etc, etc.

It must be said that there is great rivalry even in the parade because there are prizes for the best Lady in the parade, the best composition of the rione, and the best alfiere.

All this is possible not only with detailed research of costumes of the past, and in fact each costume is strictly made with material only with material available at the time, but also great economic investment, because each costume is a work of art true to the traditions of the past, even the footwear worn by the participants.

Before finishing, we urge people to try to watch the video to see the horsemen in action in a head-to-head challenges with lances where speed and precision are essential. Unlike Siena, the competition takes hours and very often decided in the last joust.

And we hope that our readers overseas will understand that these events are important, not only for remembering our history, but also because they are part of the very many faces of Italy that people overseas almost never see, and that is worth seeing, because the Palii are modern manifestations that make it clear that Italy has an unsurpassable Cultural Heritage that is not limited only to pasta, pizza and other stereotypes that we see all too often, both in the Press and also, and sadly, even in the pages of Italians overseas.

And it is time that our tourism authorities, and the national Government and the Regional Governments, finally make it clear to the world that the attractions in Italy are not limited to only Rome, Florence and Venice, and that our peninsula can offer attractions for every taste, cultural sporting and touristic.

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