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Cantanti da ricordare e fare conoscere all’estero. LUCIO BATTISTI, Parte 2- Singers to be remembered and to make known overseas. LUCIO BATTISTI PART 2

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di emigrazione e di matrimoni

Cantanti da ricordare e fare conoscere all’estero. LUCIO BATTISTI, Parte 2

Nella prima parte di questo articolo sul grande Lucio Battisti abbiamo presentato quattro brani frutto della collaborazione artistica di Battisti con il paroliere Mogol.

In questo articolo vogliamo parlare anche di come Battisti e Mogol hanno anche fornito brani importanti a cantanti e complessi della scena musicale italiana, anche questi brani leggendari.

Dei complessi, il più rinomato legato alle canzoni di Battisti-Mogol è stato indubbiamente l’Équipe 84, e un brano particolare che ha segnato questa collaborazione è “29 settembre”, al quale possiamo aggiungere “Acqua azzurra, acqua chiara” che abbiamo presentato nella prima parte.

Le collaborazioni più importanti sono state con due cantanti italiane. La prima è Patty Pravo che ha avuto un grande successo targato “Battisti-Mogol” con “Il Paradiso” del 1969. Questo brano è da notare anche perché la cover in lingua inglese, del complesso gallese Amen Corner, con il titolo “If Paradise is half as nice” (Se il Paradiso è bello solo la metà)  ha avuto un successo mondiale.

Ma in questo articolo non possiamo non mettere il nome della cantante italiana più importante, Mina, che, nella sua carriera lunghissima, ha cantato molti brani targati Battisti-Mogol. Questi comprendono anche le canzoni che si troveranno nel filmato sotto. “La tigre di Cremona”, come è conosciuta, è stata il soggetto di uno dei primi articoli di questa rubrica “Italiani nel mondo” e lasciamo che sia questo articolo a presentare Mina al pubblico internazionale che non la conosce ancora. Link .

Difatti, il filmato comprende un mix di canzoni targate “Battisti-Mogol” cantate non solo da Mina, ma in duetto proprio con Lucio Battisti, presentato live nel programma TV Rai “Teatro 10” il 23 aprile 1972, che ha messo in scena due mostri sacri della musica italiana.

Il mix è composto da 7 brani scritti da Lucio Battisti e Mogol, ossia, “Mi ritorni in mente”, “Il tempo di morire”, “E penso a te”, “Eppur mi son scordato di te”, “Emozioni”, “Insieme” e “Io e te da soli”. Ci dispiace per i nostri lettori esteri che non ci siano i sottotitoli per questo filmato, ma abbiamo il dovere di presentare un pezzo veramente storico della musica italiana perché ancora oggi sono considerati tra i migliori cantanti che questo paese ha prodotto.

Per chi vuole sentire le versioni integrali di queste canzoni, sono facili da trovare su YouTube, e se il filmato non ha il testo, anche questo si trova con una ricerca online.

E proprio questa ricerca abbiamo fatto per il prossimo filmato. Come scritto nella prima parte, una canzone di Battisti-Mogol fu censurata dalla RAI perché considerata “immorale”.

Questa canzone è “Dio mio no” del 1971. La canzone racconta la storia di un “appuntamento” tra un ragazzo (il narratore) e la sua ragazza. Spiega come ha fatto la spesa, ha preparato i piatti, completi di “bistecche e caviale”. All’inizio si preoccupa che lei non verrà, ma arriva a cena e, mangia con molto gusto.

Poi, è lei che prende l’iniziativa, va in un’altra stanza e esce in pigiama, ed è questo che crea lo scandalo. In seguito, il ragazzo torna in ansia, ma per altri motivi…

Questo scandalo ebbe la risposta di Battisti in diretta televisiva. Doveva presentare il brano dal vivo in un programma dell’epoca, ma fu avvisato che doveva modificare la canzone per rimuovere il contenuto considerato offensivo, eseguì gli ordini, ma non nel senso che le autorità RAI si aspettavano.

Lui si presentò sul palco come per le prove, con il volto buio di rabbia, con la chitarra in mano. Guardò fisso la telecamera e quando iniziò la musica lui l’accompagnò sulla chitarra in modo furioso, ma non pronunciò una parola per dire alla RAI che era lui a decidere come suonare la musica, non un semplice burocrate…

Ora, prima di presentare la canzone che molti considerano la più bella del ‘900, dobbiamo raccontare la fine del sodalizio tra Lucio Battisti e Giulio Rapetti, detto Mogol.

Dopo un sodalizio importante iniziato negli ultimi anni ’60 dove non c’era un accordo formale tra il cantante/musicista e il paroliere, durante il quale i due hanno diviso gli introiti alla pari, Battisti pretese che la sua parte fosse più grande di quella di Mogol.

Naturalmente, questa diatriba ha portato a litigi e poi la separazione nel 1980. Inevitabilmente e tristemente, son seguiti poi ricorsi in tribunale, l’ultimo dei quali risale al 2016 con una vittoria in tribunale di Mogol, con la possibilità di ancora altre battaglie legali.

In effetti, e senza entrare nei dettagli legali, questa questione della divisione dei soldi era un modo per stabilire qual è la parte più importante di una canzone, la voce del cantante, la musica, oppure il testo? E la loro separazione ha avuto una risposta artistica diretta negli anni da allora.

Dopo la separazione Battisti non ha più avuto il successo di quegli anni leggendari della musica italiana, ma Mogol ha continuato a sfornare testi di grandi successi per una selezione enorme di cantanti italiani, a conferma dell’importanza del testo della canzone.

E c’è anche un’altra prova di questo, i concerti in Italia. In ogni concerto il pubblico canta insieme al cantante/complesso sul palco perché, ovviamente, sente dentro di sé i messaggi delle canzoni.

Lucio Battisti è deceduto a Milano, l’8settembre 1998, lasciando un patrimonio musicale enorme, particolarmente degli anni d’oro con Mogol. Purtroppo, come si capisce dalle battaglie legali, molte questioni di quel periodo fanno ancora male, e allora non vogliamo fare commenti di vicende personali che potrebbero ancora finire in tribunale.

Per questo motivo, abbiamo deciso di concludere questo articolo con un vero capolavoro sia musicale, che di testo.

“Pensieri e parole” non solo mette in mostra la voce di Battisti che, con cambi di tono, rappresenta le due parti di una separazione, ma il testo contiene domande e risposte tra queste parti. Come spiega Mogol nel libro “Umanamente uomo, Mogol”, la canzone come il testo era ispirato dalla separazione dalla moglie, e le domande e risposte descrivono ogni fase del rapporto. Per chi vuole una spiegazione più dettagliata.

Il filmato era rivoluzionario all’epoca perché mostra le due anime rappresentate dal testo, e il tono di voce di Battisti dà prova che in effetti la canzone è un discorso bello e doloroso allo stesso tempo.

Infine, come ho scritto nella prima parte, “Il mio canto libero” mi ha fatto capire che la musica italiana non era solo la musica di Claudio Villa, Nilla Pizza e quella generazione.

Ma è stato con questa canzone che ho scoperto ciò che mi ha fatto capire la vera grandezza della musica leggera italiana, che ha una varietà di cantanti che dobbiamo fare conoscere al mondo perché sono veramente internazionali, ma in troppi casi non lo sono affatto perché il pubblico italofono mondiale è ancora troppo limitato per fare una promozione veramente efficace di questo Patrimonio Culturale unico.

Ora lasciamo la fine dell’articolo alla voce e musica di Lucio Battisti e il testo di Mogol.

Singers to be remembered and to make known overseas. LUCIO BATTISTI PART 2

In the first part of this article on the great Lucio Battisti  we presented 4 songs from the artistic collaboration of Battisti with the lyricist Mogol.

In this article we also want to talk about how Battisti and Mogol also provided important songs to singers and groups of Italy’s music scene, including legendary songs.

Of the groups, the most famous linked to Battisti-Mogol’s songs was undoubtedly Équipe 84, and one song in particular marked this collaboration, “29 settembre” (29 September) to which we can add “Acqua azzurra, acqua chiara” that we presented in the first part.

The most important collaborations were with two female Italian singers. The first was Patty Pravo who had a great a great success signed “Battisti-Mogol” with the 1969 “Il Paradiso” (Paradise). This song is also highlighted because the English cover, by the Welsh group Amen Corner, with the title “If Paradise is half as nice” was a worldwide hit.

But for this article we cannot fail to mention Italy’s greatest songstress, Mina, who sang many Battisti-Mogol labelled songs in her very long career. These also include the songs to be found in the video below. The “Tigress of Cremona”, as she is known, was the subject of an early article of this “Italiani nel mondo” (Italians in the world) column, and so we will leave it to this article to present Mina to those who do not yet know her. Link.

In fact, the video includes a medley of songs labelled “Battisti-Mogol” sung not only by Mina, but by Lucio Battisti himself, presented live on the RAI TV’s programme “Teatro 3” on April 23, 1972, that showcased two giants of Italian music.

The medley is consists of 7 songs written by Lucio Battisti and Mogol, such as “Mi ritorni in mente” (I remember you in my mind), “Il tempo di morire” (The time to die), “E penso a te” (And I think about you), “Eppur mi son scordato di te” (And yet I have forgotten you), “Emozioni” (Emotions), “Insieme” (Together) and “Io e te da soli” (You and me alone). We are sorry for our overseas readers that there are no subtitles for this video, but we have a duty to present a truly historic piece of Italian music because today they are still considered two of the best singers that this country has produced.

For those who want to hear the full versions of these songs, they are easy to find on YouTube, and if the video does not have the lyrics, these too can be found with an online search, even in English.

And this is exactly what we did with for the next video. As we said in the first part, one of Battisti-Mogol’s song was censored by RAI because it was considered “immoral”.

This song is the 1971 “Dio mio no” (My God no). The song tells the story of an “date” between a young man (the narrator) and his girlfriend. He explains his shopping, and preparing the dishes, complete with “steak and caviar”. At the start he is worried she will not show up, but she comes for dinner, and she eats with a lot of gusto.

Then, she takes the initiative, she goes onto another room and comes out in pyjamas, and this is what creates the scandal. Subsequently, the young man becomes anxious again, but for other reasons…

This scandal had a response by Battisti on live TV. He had to present the song live in a TV programme of the time, but he was warned that he had to change the lyrics to remove the content that was considered offensive, and he followed the order, but not in the way RAI’s authorities expected.

He went onto the stage, just like in the rehearsals, with his face dark with rage, and guitar in hand. He stared at the camera and when the music began he accompanied it furiously with his guitar, but he did not utter a word to tell RAI that he was the one who decided how to play music, not a mere bureaucrat… Link to the lyrics.

Now, before presenting the song many consider the most beautiful Italian song of the 20th century, we must recount the story of the end of the partnership between Lucio Battisti and Giulia Rapetti, known as Mogol.

After an important partnership begun in the final years of the ‘60s when there was no formal agreement between the singer/musician and the lyricist, during which the two divided the income equally. Battisti demanded that his share be larger than Mogol’s.

Naturally, this diatribe led to arguments and then the split in 1980. Inevitably, and sadly, there then followed appeals to the courts, the last of which was in 2016 with a win by Mogol in court, with the possibility of still more legal battles.

Effectively, and without entering into the legal details, this question of the division of the money was a way of deciding what is the most important part of a song, the singer’s voice, the music, or the lyrics? And their separation had its direct artistic response in the years since then.

After the split, Battisti never achieved the level of success of those legendary years of Italian music, but Mogol continued to churn out lyrics for big hits for an enormous selection of Italian singers, confirming the importance of the lyrics for songs.

And there is also further proof of this, in concerts in Italy. In every concert, the audience sings along with the singer/group on stage, obviously they feel the messages of the songs inside themselves.

Lucio Battisti passed away in Milan on 8 September 1998, leaving behind a huge musical legacy, particularly of the golden years with Mogol. Unfortunately, as can be understood from the legal battles, many questions from that period still hurt, and so we do not want to comment on personal matters that could still end up in the courts.

For this reason, we have decided to conclude this article with a real masterpiece of  both music and lyrics.

Pensieri e parole” (Thoughts and words) not only showcases Battisti’s voice that, with its changes of tone, represents the two parts of a separation, but the lyrics contain questions and answers between the two parties. As Mogol explains in the book “Umanamente uomo, Mogol” (Humanly a man, Mogol) the lyricist explains how the song, like the lyrics, was inspired by his separation from his wife, and the questions and answers describe every phase of the relationship. For those who want a more detailed explanation.

The video was revolutionary for its time because it demonstrates the two souls represented in the lyrics, and Battisti’s tone of voice gives proof of the effects of a discussion that is beautiful and painful at the same time.

Finally, as I wrote in the first part “Il mio canto libero” made it clear to me that Italian music was not only the music of Claudio Villa, Nilla Pizza and that generation.

But it was this song that I discovered a few days later that made me realize the true greatness of Italian pop music, which has a variety of singers that must make the world know because they truly are world class, but, in many cases, they are not at all because the world’s Italian speaking audience is still too limited to have a truly effective promotion of this unique Cultural Heritage.

We now leave the end of the article to the voice and music of Lucio Battisti and the lyrics of Mogol.

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